HomeStudio e Esami › Preparare un esame in pochi giorni: i passi essenziali che ti salvano anche all’ultimo minuto
Studio e Esami

Preparare un esame in pochi giorni: i passi essenziali che ti salvano anche all’ultimo minuto

📅 20 Agosto 2026✍️ di Luca Brioschi⏱️ 5 min di lettura

Capita: hai rimandato, ti sei perso tra lezioni e lavoro, e ora l’esame incombe. Niente drammi. Con alcune mosse precise puoi ancora girare la partita. Ti parlo da ex studente che ha sbagliato spesso e da ex laureato in crisi che, grazie al confronto con centinaia di colleghi nella mia associazione di ex studenti, ha messo a fuoco cosa funziona davvero quando il tempo scarseggia.

Pianifica per sottrazione, non per aggiunta

Quando mancano pochi giorni, non devi “studiare tutto”: devi scegliere bene. Funziona come quando fai la valigia in fretta prima di un viaggio: se butti dentro di tutto, dimentichi l’essenziale. Se selezioni, arrivi preparato.

Parti dal programma e ritaglia il “nocciolo duro”: i capitoli indicati dal docente, gli esercizi ricorrenti, le definizioni che ricompaiono negli appelli. Se hai tracce d’esame, evidenzia ciò che si ripete. Se non le hai, chiedi in chat del corso o a un collega affidabile: ti serve una bussola, non un atlante.

Scrivi su una pagina A4 tre colonne: “Altissima resa” (concetti cardine, formule base, modelli), “Media resa” (approfondimenti probabili), “Bassa resa” (dettagli ornamentali). Nelle prossime 48–72 ore difendi la prima colonna come fosse oro. La seconda la tocchi solo se avanza tempo. La terza? Lascia andare.

Ricorda la Legge di Parkinson: il lavoro si espande fino a riempire il tempo disponibile. Se ti dai slot corti e definiti per ciascun blocco, tagli il superfluo e resti sui punti che contano davvero.

Strategia a blocchi nelle ultime 72 ore

Serve una cornice che ti tenga in carreggiata. Io uso un’agenda “a blocchi”: pezzi di 50 minuti con 10 di pausa, più check serali. Perché 50? È abbastanza per entrare nel flusso, non troppo per crollare.

  • Giorno 1 – Mappa e fondamenta: mattina dedicata all’indice ragionato del corso. Pomeriggio: ripassi i concetti cardine e risolvi 3–5 esercizi o domande tipo per ogni argomento. Sera: riassumi su una singola pagina per capitolo (o 10 flashcard essenziali).
  • Giorno 2 – Applicazione mirata: al mattino rifai gli esercizi/domme chiave a libro chiuso. Pomeriggio: colma le lacune con letture mirate (solo i paragrafi che rispondono ai buchi). Sera: un mock veloce di 30–40 minuti simulando l’esame.
  • Giorno 3 – Consolidamento e performance: mattina di ripasso attivo (spieghi ad alta voce, rifai le domande sbagliate). Pomeriggio leggero: ultimi nodi e creazione del “cheat sheet mentale” (lista di 15 verità non negoziabili). Sera: chiusura, niente novità.

Non è una maratona a testa bassa: è una staffetta. Ogni blocco consegna al successivo risultati visibili (mappe, esercizi svolti, flashcard). Così misuri i progressi e tieni a bada l’ansia.

Memoria veloce ma solida

Senza memoria, la comprensione resta appesa. Ma puoi fissare i punti chiave rapidamente, se smetti di ripetere a pappagallo e usi l’effetto spacing. La famosa Curva dell'oblio ci dice che dimentichiamo in fretta ciò che non rivediamo con intelligenza. La soluzione è ripassare a intervalli brevi e dilatati.

  • Flashcard mirate: domanda davanti, risposta dietro. Regola d’oro: una sola idea per card. Fai una prima passata subito, poi dopo 2–3 ore, poi il giorno dopo. Bastano 30–60 carte ben fatte per mettere in sicurezza l’essenziale.
  • Metodo “Feynman da corridoio”: spiega il concetto ad alta voce come se dovessi convincere un amico al bar. Se inciampi, torna alla fonte e ripulisci. Funziona perché smonta la complessità e ti costringe a collegare.
  • Ganci quotidiani: associa i concetti a immagini o gesti. Una formula? Chiamala con un soprannome e collegala a un esempio reale. Più è concreto, più torna in mente sotto stress.

Per le materie quantitative: fai prima gli esercizi “scheletro” (quelli che rappresentano il tipo), poi varia una cosa alla volta. Per le teoriche: costruisci mappe leggere con 3 livelli massimo: tema – sottoidea – esempio.

Ambiente, energia e focus

In pochi giorni, l’energia vale quanto lo studio. Taglia il rumore: smartphone in un’altra stanza, notifiche a zero, scrivania pulita. Sembra banale, ma è come correre senza zaino: guadagni minuti e lucidità.

  • Ritmo 50–10: 50 minuti pieni, 10 di pausa vera. Nei 10 alzati, bevi, cammina. Ogni quattro blocchi, pausa lunga di 30 minuti.
  • Sonno minimo garantito: 7 ore se puoi, mai sotto le 6 due notti di fila. Un power nap di 15–20 minuti nel pomeriggio è meglio di un caffè extra.
  • Alimentazione “da esame”: pasti semplici, carboidrati complessi a pranzo, proteine leggere a cena. Idratazione costante. Evita picchi glicemici che ti fanno crollare a metà pomeriggio.

Ansia? Normalissima. Imbriglia l’adrenalina con una micro-routine: 3 respiri lenti prima di ogni blocco, una frase obiettivo (“oggi metto in cassaforte i capitoli 2 e 3”), check finale di 2 minuti per segnare i progressi. È un semaforo mentale: ti dà verde quando serve.

Orale e scritto: prepara la performance, non solo il contenuto

Molti saltano questo passaggio e poi si chiedono: “Ma sapevo tutto, perché ho preso poco?”. Perché l’esame è anche performance.

Per l’orale, costruisci tre aperture da 60 secondi: una per l’argomento forte, una per collegare due temi, una per salvarti in corner se ti chiedono qualcosa di ostico. Provale ad alta voce, cronometrando. Allenati a fare esempi concreti: un modello economico applicato a un caso recente, una definizione legata a un episodio storico.

Per lo scritto, crea un protocollo: leggi tutte le tracce, segnati i punti sicuri, inizia da lì. Imposta il tempo per domanda e tienilo a vista. Se ti blocchi più di 3 minuti, lascia un segno e passa oltre. Meglio tre risposte buone che una perfetta e due vuote.

Ultime 24 ore: rifinitura, non novità

La vigilia non è il momento per aprire capitoli nuovi. È come lucidare le scarpe prima del colloquio: quello che contava era comprarle della misura giusta giorni prima.

  • Mattina: ripasso attivo delle flashcard e degli errori ricorrenti. 90 minuti bastano.
  • Pomeriggio: un’ultima simulazione corta. Se puoi, spiegala a voce a un collega o davanti allo specchio.
  • Sera: chiudi leggero. Prepara documenti, penne, acqua, percorso per arrivare in tempo. Imposta due sveglie.

Il giorno dell’esame, colazione semplice, niente full immersion all’ultimo. Rivedi solo la tua lista di “15 verità non negoziabili” e un esempio per ognuna. Prima di iniziare, tre respiri lenti: fuori l’aria lunga, dentro corta. È un reset.

Se parti davvero da zero

Capita anche questo. Se sei troppo indietro, gioca onesto: massimizza i punti “altissima resa”, accetta il compromesso su ciò che non puoi coprire. A volte conviene presentarsi per capire la struttura dell’esame e togliere l’ignoto dalla prossima preparazione. Non è un fallimento: è raccolta dati.

Infine, una verità imparata dalla mia crisi post-laurea e dagli anni con l’associazione di ex studenti: l’esame non misura il tuo valore, misura un set di competenze in un giorno preciso. Tu prepari il giorno, non il tuo destino. Con metodo, anche all’ultimo, puoi muovere l’ago nella direzione giusta.

Luca Brioschi

Dalla crisi post-laurea all'avvio di un'associazione di ex studenti, Luca conosce bene la pressione di dover scegliere il proprio futuro. Offre consigli sinceri su orientamento lavorativo e crescita personale grazie al confronto con centinaia di colleghi universitari.