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Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris. Nescio, sed fieri sentio et excrucior.” Un po’ melenso? Lo ammetto, forse un tantino sono d’accordo con voi, ma rende bene l’idea dell’arbitrarietà di questo articolo. Nel senso che, più che una recensione di Siena, si tratterà di una personale classifica di pregi e difetti per i quali vale la pena, o meno, spostarsi (o anche solo visitare, perché no?) la bella cittadina toscana. Quindi, per citare la mia collega Sara, “ritorna la (non) guida per per tutti coloro che vogliono trasferirsi da qualche parte, sono indecisi, o semplicemente sono curiosi. E per tutti coloro che ci vivono già!”

Odi…

Tamburi a Siena

– Oltre le mura niente. Un po’ esagerato, ma in fondo nemmeno troppo. Come già scrissi in un mio articolo, Siena non è certo celebre per i divertimenti, e fuori dalle mura della città c’è veramente poco da fare (escluse le irraggiungibili discoteche). Non si muore di noia, ma nessun paragone con le grandi e medie città italiane.

– Ancora i tamburelli? Ecco, credo che questo sia il punto più odiato da tutti gli studenti che abitano al centro o nelle immediate periferie di Siena: l’incessante martellare dei senesi su i loro dannati tamburi, che praticamente da maggio a settembre si alternano per incitare gli universitari a compiere nei loro confronti uno sterminio di massa. D’accordo il folklore, la passione e la malattia mentale, ma non siamo nel medioevo perbacco (stendendo un velo pietoso sulle calzamaglie, che oggi mi sento buono). Se vuoi approfondire l’argomento, ecco la wiki per il Corteo Storico del Palio.

– Senesi popolo chiuso. Su questa opinione non mi trovo completamente d’accordo. “E perché l’hai scritta allora, ti minacciavano i tuoi colleghi?” Anche (Ma anche no xD, ndr). Scherzi a parte, è innegabile che i senesi, in quanto sostanzialmente abitanti di un paese, tendano ad essere comunità chiusa; se poi ci aggiungete la divisione corporativa in contrade il gioco è fatto. Tuttavia questo fattore non va scambiato con scontrosità e maleducazione, anzi personalmente fino ad ora sto avendo rapporti molto più civili che a Roma, per dirne una; i cafoni ci sono né più né meno che in tutto il resto del mondo. E poi, diciamoci la verità, ma voi veramente avete tutta questa voglia di fare amicizia con i senesi? Voglio dire, non mi sembra di vedere gente che si impicca ai lampioni perché non è stato ammesso alla festa dell’Oca: siamo così tanti fuorisede che ci facciamo compagnia fra noi.

…et amo

Piazza del Campo, Siena

– Piazza del Campo. Datemi pure del romantico, ma la bellezza di Piazza del Campo, di giorno, di notte, con la nebbia o con la pioggia mi ammalia tutte le volte. Non so, quel luogo dopo un po’ riesce ad entrarti nell’anima come poche altre cose al mondo, ed è difficile stare troppo senza… Non so perché ma mi viene un paragone con la cioccolata…

– La comodità delle piccole. Per chi viene da una grande città come me (con orgoglio e disperazione la più grande d’Italia) Siena è stata una magica scoperta: ricordo distintamente che il primo giorno rimasi letteralmente stupito dal fatto che i passeggeri dell’autobus salutavano l’autista prima di scendere, credevo di trovarmi in un film surrealista. Andare a piedi all’università, stare a cinque minuti di gambe da supermercato, palestra, farmacia, biblioteche ed altro, è stata fonte di gioia per una buona parte della mia iniziale permanenza senese; un po’ come il topo di città che va a trovare l’amico in campagna, mi aggiravo stupefatto ammirando atti di cortesia tra passanti, negozianti e clienti, tali da farmi quasi commuovere.

– Ciaccino, ricciarelli ed altro… E queste righe, premetto, sono scritte dal mio stomaco con l’ausilio della golosità. Già, perché è vero che si mangia bene in tutta la penisola (non mi toccate la matriciana e la carbonara), ma ogni città ha i suoi prodotti tipici ed offre, come un gioielliere al suo cliente, gustose sorprese che stupiranno il vostro palato. Mi sento molto scrittore di frasi per i Baci Perugina…

– Le biblioteche, che bello leggere! Per chi come me ama stare in mezzo ai libri, circondato da scaffali pieni di letteratura e di testimonianze dei grandi letterati della storia, Siena è la città adatta: le biblioteche, sia universitarie che comunali, offrono un’ottima scelta di materiali e danno possibilità a molti di studiare in luoghi confortevoli e silenziosi (o quasi).

– L’arte che ti fa mangiare. Siena città d’arte, e non potrebbe essere più vero. Secoli di storia ricca e gloriosa hanno impreziosito questo comune italiano con opere architettoniche, pittoriche e letterarie che offrono a chiunque sia un minimo interessato a farsi una cultura, o che sia anche semplicemente incuriosito dal genio artistico dell’uomo, un’offerta che gareggia alla pari con Firenze. E con questo paragone mi sono giocato una eventuale amicizia con i senesi… Ma comunque, direte voi, perché “l’arte che ti fa mangiare?” Voglio vedere io se dopo una mattinata a fare su e giù per le salite di Siena non vi fionderete ad abbuffarvi in qualche ristorante!


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