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Quando nel 2007 da Rimini scelsi di iscrivermi all’università di Ferrara invece di andare a Bologna, come ogni romagnolo che si rispetti, il motivo fu semplice: Bologna era troppo caotica e troppo vicina a casa mia, una “succursale” piena di ex compagni di liceo e conoscenti che odiavo e di cui volevo velocemente liberarmi! Ferrara invece era così piccola, sconosciuta e avvolta nella nebbia. Tanta nebbia! Ma come tutte le cose, ha pregi e difetti.

Gioie…

#1 Impara l’arte e mettila da parte. Ferrara è dal 1995 patrimonio dell’Unesco come “città del Rinascimento” e una delle poche città, come Lucca, ad aver mantenuto la quasi totalità della cinta muraria. La famiglia degli Este, Ludovico Ariosto, Torquato Tasso, Copernico e Paracelso sono solo alcuni dei nomi prestigiosi ospitati da questo bellissimo capoluogo. Il Castello Estense e le Mura sono tra le due mete più gettonate per una visita culturale o una semplice passeggiata smaltisci-pranzo-domenicale! Non dimentichiamo il Palazzo dei Diamanti, chiamato così per via degli 8.500 blocchi di marmo che compongono il suo bugnato: ospita spesso mostre temporanee di importanza internazionale, e al momento potrete trovare quella dedicata a Matisse fino al 15 giugno 2014.

#2 A passo d’uomo. Come detto precedentemente, il centro storico è in stile rinascimentale e praticamente rimasto intatto, conservando le meraviglie delle epoche passate, e mostrando ai visitatori sia scorci incantevoli che da brivido (via delle Volte di notte sembra il set di Jack lo Squartatore, molto suggestivo). Tutto è raggiungibile a piedi o in bici, poiché “quello che conta” si trova dentro le Mura. Al di fuori di esse, infatti, il nulla: campagna, campagna, campagna.

#3 La bici. Non dire Ferrara se non dici bicicletta. Sembra che l’abbiano inventata loro, e i ferraresi si sentono i ciclisti migliori del mondo. Già arrivando in auto dall’autostrada o dalla statale, il primo cartello che si incontra è FERRARA: CITTÀ DELLE BICICLETTE, ma il concetto è portato all’esasperazione! Essendo un comune molto piccolo, residenti e studenti la prediligono nei loro spostamenti. Per intenderci, se un percorso dista più di 15 minuti, allora è lontano. Quando dici bici dici anche ladro: la stazione brulica di bici di studenti e pendolari, e la metà di queste sono senza sella, senza ruote, senza manubrio… Possedere delle tenaglie, oltre a due catene d’acciaio, è un altro requisito per vivere a Ferrara!

#4 Il verde. Una delle cose che più preferisco è il verde in città. Le Mura, il Parco Pareschi (ovvero il giardino del Rettorato), il Parco Massari, Piazza Ariostea e il Parco Urbano sono un’ottima scusa per non studiare e prendere il primo sole primaverile in compagnia di un bel gelato! Ok, per altri sono motivo per fare jogging, ma non è il mio caso!

#5 Il Palio. Per i turisti e per le matricole è sicuramente qualcosa di spettacolare e unico! Il palio si svolge verso la fine di maggio, ma già mesi prima la città si riempie di eventi: sfilate delle contrade per il centro della città, esibizione di sbandieratori, tamburi e trombe ad ogni ora del giorno! Tripudio di colori e vesti rinascimentali per onorare il palio più antico del mondo (si svolge dal 1259), assieme alle rivisitazioni storiche che riprendono gli usi e costumi del Quattrocento, rendono questa città incantevole.

Ferrara, la città estense: gioie e dolori di un’universitaria.

… e dolori!

#1 La mentalità da paese. Ferrara è una città piccola, ti fa sentire a casa e protetta. È anche una città universitaria, ed è proprio grazie agli studenti – e agli spritz che bevono – che l’economia riesce a girare. Nonostante ciò, poco si fa in loro favore, e anche i vicini di casa, soprattutto i più anziani, non vedono in noi una ricchezza (economica e non) ma disagio, malessere e vandalismo. Questo “paesone” non riesce a fare il salto di qualità, forse troppo assorbito dalla grande Bologna, che offre di più anche in termini di svago.

#2 Gli autobus. I mezzi pubblici, per quanto mi riguarda, fanno letteralmente piangere. Autobus che partono ogni 25-30 minuti, spesso in anticipo e col rischio di perderli… Se si sta correndo in stazione, meglio andare in bici o farsi dare un passaggio in auto. Fortunatamente è una città, appunto, a passo d’uomo, e ci si impiega meno a piedi che coi mezzi di trasporto. Altro neo: le corse terminano intorno alle 20.30 e fino alle 22.30 circa circola solo una linea che in realtà percorre semplicemente la via principale, utile quindi solo per i fuori sede che vivono vicino a via Cavour-Giovecca e decidono di prendere l’ultimo treno serale.

#3 Il ciclista. La bici è il mezzo per antonomasia in questa città, se non ce l’hai sei quasi uno sfigato. Calcolando che trovare parcheggio per l’auto è quasi un’impresa, l’unica è muoversi su due ruote. Ma il ciclista crede di avere sempre ragione: superando anche le leggi della fisica, può fare i 2km/h e un secondo dopo sfrecciarti in faccia senza neanche chiedere scusa. Attraversa la strada quando vuole lui, inveisce contro il pedone che “gli sta tagliando la strada” (come se il poveretto potesse andare chissà dove con le sue gambette). Il problema è che se la chiami CITTÀ DELLE BICICLETTE, io non dico di aspettarmi piste ciclabili in stile teutonico, ma almeno la parvenza! I vigili poi si divertono da matti a multare questi poveri ciclisti che girano contromano in centro, col cellulare, col cane… È tutto molto controproducente e avvilente. Soprattutto quando arrivi alla rastrelliera e la tua bici non c’è più.

#4 Il palio. Oh, il palio… Sì, bellissimo! Tralasciando il dibattito animalista, ovvero che i cavalli e altre bestie gareggiano nell’ovale di piazza Ariostea, utile solo per due tiri a pallone quando c’è la bella stagione e non di certo per far correre dei cavalli (tenendo conto che ci sarebbe un ippodromo come si deve ma, ahimè, viene usato da UMANI per far jogging!), il fanatismo dei ferraresi è a dir poco allucinante. Dimenticate Milan-Inter, qua vedrete anche il sangue pur di far vincere la contrada di appartenenza. Se sei studente sotto esami poi, la tragedia: prove e prove di trombe e tamburi dalla mattina alla sera. Uno strazio.

#5 Le zanzare. Ultime, ma non per importanza, le mie amiche zanzare. Adatte per sfidare i coinquilini nella competizione “chi ne ha uccise di più?”, avere i muri di casa sporchi di cadaveri e sangue è la norma. Vivere senza zanzariere è da suicidio ma io, che eppure le ho, non capisco come facciano ad entrare lo stesso! Le zanzare dei Lidi ferraresi poi sembrano avere poteri paranormali: dopo una passeggiata in riva al mare in un pomeriggio di fine settembre, sono tornata a casa con nove bubboni sulle gambe (inutile dire che avevo pure i pantaloni lunghi, vero?) con diametro 10cm ognuno. Risultato? 10 iniezioni di cortisone, e ti passa la paura.

Ferrara, la città estense: gioie e dolori di un’universitaria.


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