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A pochi giorni dal test d’ammissione in Medicina, le proteste degli studenti non si placano, anzi. Tanti sono i ragazzi che stanno scendendo in campo in prima linea per tentare di sbloccare una tra le questioni più spinose del mondo universitario: l’accesso a numero programmato. Nella battaglia contro il test, sono stati coinvolti anche i social network. Su Twitter e Instagram, gli aspiranti medici, veterinari e architetti di tutta Italia ci stanno mettendo letteralmente la faccia scattandosi dei selfie e accompagnandoli all’hashtag #stopaltest, seguitissimo negli ultimi giorni. Qual è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso?

Quando è troppo, è troppo!

Il test selettivo è da anni il tema che tormenta gli studenti. Ma se al numero chiuso troppo ristretto e l’alto tasso di irregolarità durante lo svolgimento della prova si aggiunge l’anticipazione del test in pieno anno scolastico si stuzzica il cane che (già di suo non) dorme. E allora ecco che 9000 ragazzi, grazie al gruppo su facebook Test d’ammissione medicina 2014-2015, si sono uniti e hanno indirizzato una lettera al premier Matteo Renzi. Le richieste sono le stesse da anni: nuovo sistema di ammissione e abolizione del numero chiuso; però – si intuisce facilmente – 9000 teste sono meglio di una!

La lettera al premier

Non solo proteste ma anche proposte nella lettera a Renzi. Infatti se da un lato è stato messo in evidenza che anticipare il test ad aprile è stata un’ingiustizia nei confronti degli studenti perché li si è costretti a scegliere tra il test di medicina e un buon voto di maturità, dall’altro si propone l’introduzione del metodo francese per selezionare gli studenti, un metodo che permetterebbe solo a chi è veramente motivato e capace di andare avanti negli studi.

Cos’è questo metodo francese?

Il sistema che hanno introdotto i nostri cugini d’Oltralpe consisterebbe nell’aumentare i posti disponibili da 10.551 a 20.000 e nel bilanciare tale aumento con l’introduzione di un sistema di verifica rigido che impedirebbe allo studente di proseguire all’anno successivo nel caso in cui non siano stati svolti almeno i due terzi degli esami con una media di 20/30.

Tagliamo la testa al toro!

Il metodo francese non è l’unica proposta avanzata dagli studenti. Si potrebbe tagliare la testa al toro eliminando il numero chiuso. In alternativa al classico test, infatti, le università italiane potrebbero offrire la possibilità dell’immatricolazione a numero aperto, a condizione che siano soddisfatti i requisiti di frequenza e la consegna degli esami. Una strategia, questa, che sarebbe economicamente redditizia per gli Atenei, perché significherebbe aumentare in modo consistente le entrate grazie al pagamento delle iscrizioni al primo anno. Se il problema poi diventerebbe l’impiego di grosse strutture, basterebbe inserire nel piano di studi del primo anno solo studi teorici (biologia, chimica e fisica).

Al di là della validità di queste proposte quel che è certo è che si tratta di una protesta che non è fine a se stessa ma è costruttiva e che, soprattutto, gli studenti non le mandano a dire!


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