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Dopo lunghe assenze dagli schermi, ecco che ritornano anche i racconti della piacentina-fuori 🙂

Gli ingredienti per questo articolo sono:
• un gentiluomo che ti faccia una sorpresa;
• una macchina (e con quel che costa la benzina, meglio se a metano);
• voglia di viaggiare;
• una nonna che ha paura che prendiate fame e dunque vi riempie di frutta e cioccolatini;
• tantissimi cd;
• qualche indicazione monetaria per chi fosse interessato a visitare Sestri Levante .

Sorprese inaspettate

Principe azzurro

Innanzitutto, occorre procurarsi il suddetto gentiluomo che per un’occasione speciale ti rapisca, è proprio il caso di dirlo, senza dirti quale sia la meta: il bello del viaggio è cercare di indovinare quando la macchina si fermerà!

La giornata comincia col messaggio del gentiluomo che preannuncia la partenza da casa sua, avvisandoti di essere pronta entro una 40ina di minuti. Faaaacile… devo solo lavarmi, pettinarmi, scegliere cosa mettere senza sapere dove andremo, scegliere un cambio per una eventuale cena, preparare la borsetta, i trucchi e le scarpe. Un giochetto da ragazze.


Ore 11.35: incredibilmente pronta ed in anticipo. Ore 11.40: invito della nonna a rimanere a pranzo, oppure a farsi fare un panino per il viaggio, oppure a prendere su banane kiwi cioccolatini acqua e quant’altro possa contenere una Multipla
. Ore 11.43: fuga da casa causa nervosismo del gentiluomo che vedeva sfumare la speranza di arrivare in Liguria entro la nottata…
 Ore 11.45: partenza, e gentiluomo che imbocca una stradina di montagna che porta in due soli posti: il nulla e, poco più in là, la Liguria!!
!

Il grande viaggio

Viaggio in auto

Dopo aver viaggiato un po’ per delle viuzzole montagnole alla ricerca del famoso (?) Passo dello Zovallo, incontriamo la neve. 5°C e bianco tutto intorno… ma siamo sicuri che non siamo finiti sulla strada per il Monte Bianco??? Occorre in questo caso armarsi di ottimismo e buona voglia di proseguire, ed anche una buona dose di coraggio dato che il guidatore ha deciso di sgranchirsi le gambe in magliettina a maniche corte, sostenendo che il freddo tempra. Lasciando la portiera aperta.

Dopo un’altra oretta di stradine anguste e pioggerellina, ci fermiamo in un paesuncolo, tale Borgonovo Ligure, per mangiare qualcosa. A quanto pare il caffè è il peggiore della regione, ma con 3.00€ si mangia una focaccia, una pizzetta e ti prendi un caffè. Insieme alle banane del sacchetto della nonna, fanno uno spuntino che vi permette di sopravvivere fino all’arrivo nella località marittima.

C’è da dire che la segnaletica stradale lascia un po’ a desiderare: una volta arrivati a Chiavari, oltre a non vedersi un millimetro quadrato di mare, non riuscivamo neppure a trovare la strada per giungere a Sestri Levante, meta prescelta dal gentiluomo… Dopo aver girato in tondo un paio di volte, l’istinto del lupo di mare capta un cartello che indica la capitaneria di porto: dove c’è capitaneria c’è mare!!! E riusciamo così a trovare la retta via, mentre il cd fa passare, guarda caso, “We are the champions” dei Queen.

Tra petrolio, focacce e gabbiani

Focaccia genovese

Arriva qui la chicca di Sara: metodo logico per evitare di essere pelati, è cercare il parcheggio non a pagamento. Per chi fosse interessato, dietro la stazione dei treni c’è una via con tutte strisce bianche…il paradiso del parcheggiatore per chi abita, come me, in città dove le strisce sono blu. Tutto blu. Tranne nelle ztl.

Scendiamo dalla macchina ed il vento ci assale; ci rendiamo conto così che il clima non è esattamente da spiaggia, ma siamo talmente contenti di vedere il mare che andiamo subito verso il lungomare e facciamo una bella passeggiata tra qualche autoctono e i gabbiani; sostiamo poi vicino al porto, su degli scogli con vista mare aperto e sole bello dritto in faccia, quando finalmente le nuvole si spostano. Ustione della faccia, ma con classe. Non è da tutti avere l’abbronzatura da dolcevita.

Quando il languorino si fa sentire più forte, ci dirigiamo verso l’interno alla ricerca di cibo: e mentre trascino via il mio accompagnatore dalla vetrina dei gelati, lo convinco a prendere un bel pezzetto di focaccia ligure (5€ per 4 bei pezzi di focaccia, apprezzata anche dai genitori cui è stata portata) da gustare sugli scogli dall’altro lato del paese, detto “Baia del silenzio”. Più che altro baia del petrolio: con un certo disgusto scopriamo che la spiaggetta è piena di chiazze nere puzzolenti ed appiccicose, e siamo costretti a fare un altro po’ di strada prima di trovare un loco che non fosse anti-forme di vita.

Lungimiranza

Cena romantica

Così, tra una passeggiata e una sosta, arriva l’ora di cena: sorpresa delle sorprese, Gio (ebbene sì, costui ha anche un nome!) aveva preventivamente prenotato in un ristorante sul lungomare, occorre solo presentarsi… previo, naturalmente, cambio in macchina della sottoscritta, che era tutta soddisfatta per essere stata così lungimirante da aver preso su cambio elegante e scarpe adatte.

Segue cena a base di pesce e gelato: il tutto spendendo circa 20€ a testa al Conte Max. Niente male il vitto, neppure per le tasche di due studenti!!!
 Dopo l’ultima passeggiatina salutiamo il mare e ci rimettiamo in macchina: la giornata è stata bellissima ma era già ora di tornare a casa… dopo altre 2 ore e 30 di viaggio. Qualcuno ha mica un cd da prestarci???


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