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Sei ancora davanti a questa benedetta tesi e, ormai, è più di un mese che proviamo a fartela stampare. Sei incappato in tabacchini chiusi, centri di stampa dai costi esorbitanti, ti abbiamo aggiustato la pen drive per poterla salvare e stampare a casa di un amico ma niente, questa tesi “non s’ha da fare”. Bene, studente fuori, noi ci riproviamo: oggi ti aiutiamo a scegliere una buona stampante e a risparmiare sul costo delle cartucce. Ecco alcuni consigli.

Laser o a cartuccia?

Innanzitutto bisogna fare una distinzione tra i diversi tipi di stampante: abbiamo le stampanti laser che hanno un costo minore di gestione (nessuno allineamento delle cartucce) con una buona velocità di stampa e con durata maggiore dei toner che, oltretutto, non tendono a seccare se non usati. Poi abbiamo le più comuni stampanti a getto d’inchiostro che costano meno e hanno una maggiore qualità di stampa fotografica (utilizzando le apposite carte) il tutto con un ridotto consumo di energia.
Ora, considerando che un povero studente fuori generalmente il massimo che si può permettere è una stampante a getto d’inchiostro, ecco per te una guida che ti farà risparmiare qualche soldino e qualche goccia in più di inchiostro per riuscire a stampare, speriamo bene, la tua amata e tanto attesa e voluta tesi.

Cartucce: come stampare a casa risparmiando

Compatibili o originali?

Innanzitutto un piccolo consiglio per guadagnare: gettare le cartucce usate e finite nelle macchinette “mangia cartucce” ci permetterà soprattutto di non inquinare ma anche di guadagnare un misero euro; infatti queste macchinette regalano un euro per ogni cartuccia che viene gettata, sai perché? Il chip presente nelle cartucce viene poi riutilizzato dalle case produttrici per produrne nuove. Per iniziare a risparmiare davvero con la tua cartuccia evita di fare il “fighetto” di turno acquistando 80 euro di prodotto originale. Prendi una semplice compatibile. Sai perché costano meno? Il motivo è semplice e sta nella realizzazione mediante materiali di riciclo che permettono di avere dei costi di produzione più bassi e di conseguenza un prezzo di vendita minore con sconti, a volte, anche maggiori al 50% del prezzo normale.

La ricarica, ovvero il piccolo chimico

In più le compatibili hanno un ulteriore vantaggio: una volta acquistate e utilizzate, quando terminano puoi ricaricarle, hai capito bene, comprato l’apposito liquido la cartuccia può essere riempita e riutilizzata come nuova. Se, infine, sei proprio il classico fighetto che non può fare a meno di acquistare la cartuccia originale, ti consigliamo di acquistare direttamente una nuova stampante vendendo la vecchia. Ebbene sì, con le diverse promozioni che si trovano praticamente sempre, una stampante nuova con i rispettivi set di cartucce, potrebbe costarvi meno di una cartuccia di ricambio. Da un eccesso ad un altro.
Se, concludendo, sei colui che non vuole spendere neanche quel misero euro guadagnato gettando nelle macchinette “mangia cartucce” la vecchia cartuccia usata, spremi fino all’ultimo la tua cartuccia: armati di phon e impostalo alla massima temperatura; puntalo sulla cartuccia e fai fuoco. Magari la cartuccia era solo secca o, magari, qualche goccia seccata si potrebbe sciogliere permettendoti di finire la procedura di sta…*

*cartuccia finita.

Cartucce: come stampare a casa risparmiando

Foto di: Aka, Kristoferb e Batholith

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