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Il test di Medicina: 60 domande in 100 minuti. I risultati saranno pubblicati il 22 aprile. Aspiranti medici tra ansie e rabbia per le domande del test. “Quale tra le seguenti affermazioni riferite a Noam Chomsky NON è corretta?”. Era una delle quattro domande di cultura generale.

Polemiche…

Appena dopo il test sono già arrivate le prime segnalazioni di irregolarità, in particolare sulla distribuzione dei posti all’interno delle aule, inoltre diverse associazioni studentesche il giorno stesso del test hanno protestato sul numero chiuso ed invitato a denunciare eventuali irregolarità. Quella più grave segnalata a Udu (Unione degli universitari) e Rete degli studenti si è verificata a Bari, dove un plico, è stato aperto prima che gli studenti entrassero, e al suo interno sono state ritrovate solo 49 buste a fronte delle 50 che dovevano essere presenti dentro ogni plico: motivo per cui Udu e Rete degli studenti hanno chiesto al loro avvocato di sporgere un esposto alla procura della repubblica denunciando tutte le irregolarità di cui sono a conoscenza. L’irregolarità non riguarda solo il plico manomesso, ci sono domande errate, violazioni dell’anonimato, ragazzi che si potevano sedere in ordine sparso senza alcun controllo. Le polemiche di quest’anno riguardo le domande del test sono state motivate più del test precedente: bisognava conoscere il linguista Noam Chomsky, cinque premi Nobel. Da segnalare anche un errore di ortografia: lo storico Hobsbawm è stato trascritto con la N finale. Per quanto riguarda matematica e fisica domande nella norma, chimica e biologia più complesse rispetto agli anni passati. Escono dalle aule i primi studenti e si sfogano con i compagni, i giornalisti, i parenti in attesa. Raccontano delle domande, dell’ansia, e delle difficoltà della prova.

65mila per 10 mila posti: la grande corsa

…e proteste

Alla Statale di Milano, 3.468 candidati per 370 posti (670 alla loro «seconda volta», 144 alla terza e 22 addirittura al quarto tentativo); 2.830 candidati per 400 ingressi all’Università di Palermo. A Tor Vergata 1.937 aspiranti matricole – su 2.104 iscritti – per 220 posti. Alla Sapienza di Roma, candidati dai 16 ai 70 anni. Prima dell’apertura delle porte degli atenei, le associazioni degli universitari hanno inscenato flash mob e proteste contro il numero chiuso in tutte le università. Unione degli Universitari e Rete degli studenti medi hanno distribuito consigli e volantini per controllare l’andamento dei test nelle aule. Nella notte, molti sono stati gli studenti e le studentesse che hanno organizzato un blitz al ministero dell’Istruzione. Gli studenti hanno esposto uno striscione con scritto «Nessun escluso, libero accesso per tutti», e posto alcune sagome di potenziali iscritti a facoltà per il cui accesso oggi è previsto il superamento del test d’ingresso e un numero di posti inferiore a quello di coloro che ne fanno richiesta. Rispetto all’anno scorso, il numero di iscritti alle prove d’accesso è sceso considerevolmente. I ragazzi che non riusciranno ad entrare pensano a possibili escamotage: università private o corsi di studio all’estero. Un’alternativa solo per chi può permetterselo perché questa “scappatoia” può costare fino a 50mila euro. Ennesima beffa di un sistema che non funziona.

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