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Panico per uno squillo di telefono, traffico bloccato, aule scolastiche semi-deserte. No, non è arrivata nessuna star di Hollywood e non siamo neanche di fronte ad un film d’azione. Il caos di ieri è semplicemente dovuto ai test per i corsi di laurea a numero programmato. Non ci credete? Ecco come un paese può andare in tilt a causa di…un foglio, una penna e delle crocette!

Oggi interroghiamo…ma dove sono i ragazzi?

Aule scolastiche semi-vuote… Cosa è successo? Un’epidemia ha colpito gli studenti delle scuole superiori? Un nuovo virus è in agguato? E che strano virus è questo che attecchisce solo tra gli studenti? Niente pandemie, state tranquilli! A causa dell’anticipo dei test in pieno anno scolastico, molti professori si sono trovati in aule semi-deserte. Se a tutto questo sommiamo la nuova scusa che dilaga tra i maturandi – “Sto studiando per i test! Non posso essere interrogato!” – capite bene in che condizioni questi ragazzi affronteranno la maturità.

Fermi tutti… Precedenza ai ragazzi!

Nonostante la decisione del Comune di Napoli di limitare il traffico in alcune zone del quartiere di Fuorigrotta, dove si svolge la prova per gli atenei di Napoli, il quartiere è andato in tilt a causa dell’ingente numero di aspiranti medici. Molti candidati sono arrivati a piedi nelle strutture napoletane dove sono state allestite le aule per il test (al Palabarbuto e al Palapartenope per la Seconda Università di Napoli, nella sede dell’ateneo a Monte Sant’Angelo quella per la Federico II) ma in tanti hanno comunque fatto ricorso all’auto. Risultato: Napoli paralizzata.

L’Italia dei test: come fare impazzire un paese per delle crocette

Drin drin! Panico!

Anche lo squillo di un telefono cellulare può scatenare il panico, specialmente se si sente nel silenzio dell’aula dove ti stai giocando il tuo futuro. È quello che è accaduto a Pavia dove è bastato un squillo a mettere a rischio la validità del test. «I commissari avrebbero voluto annullare il compito a tutto il gruppo seduto nella zona del cellulare incriminato — ha raccontato Alessio Portobello dell’esecutivo nazionale dell’associazione studentesca Udu al quotidiano ilgiorno.it—, poi non lo hanno fatto. Ma i ragazzi hanno perso 20 minuti per quello squillo e non hanno di certo potuto sostenere la prova serenamente. Il proprietario del cellulare, infatti, non si è trovato e i ragazzi si sono sentiti danneggiati». Sarà stato quello di un prof?

L’Italia è anche questo… Una grande bellezza! Che impazzisce per delle crocette!


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