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È di qualche giorno fa l’articolo del Corriere della Sera dove si parla delle condizioni di lavoro inique dei dipendenti di McDonald’s. Una reazione comprensibile all’ultimo spot dell’azienda, che vanta la creazione, ad oggi in Italia, di ben 24.000 posti di lavoro. Di certo la realtà non è rosa e fiori come la dipinge lo spot – dipendenti sorridenti, acconciati e truccati da salotto televisivo. Cosa si nasconde dietro al retorica di McDonalds l’ho imparato per esperienza personale, lavorandoci per quasi due anni come animatrice per le feste di compleanno.

I dipendenti McDelusi: tanti, tranne me

Nonostante tutto però, non me la sento di unirmi allo stuolo di chi demonizza McDonald’s tanto per sentito dire (va già tanto di moda tra i giornalisti). Da brava studentessa universitaria squattrinata ho svolto i lavori e lavoretti più vari e posso dire che McDonald’s, puzza di fritto a parte, non è affatto male. Durante la mia esperienza nel fast food più discusso al mondo avevo diritto a tredicesima, quattordicesima, malattia pagata, TFR, ferie. Ma cosa più importante di tutte, McDonald’s teneva conto del fatto che fossi uno studente universitario. All’inizio di ogni semestre consegnavo il mio orario delle lezioni e i turni settimanali mi venivano programmati solo in base alla mia disponibilità settimanale. L’università veniva al primo posto e il lavoro al secondo.

McJobs universitari

Precariati vari: lo slalom tra i pomodori nelle campagne estive e i cocktail pagati in nero

Per altri impieghi part time o saltuari in Italia non succede lo stesso. Lo sa bene chi oltre a studiare lavora (per scelta o per necessità). Ci sono gli stagionali, con turni massacranti che assorbono diversi mesi della tua vita, di solito quelli tra maggio e settembre – perciò addio sessioni estive d’esame. Gli studenti che lavorano nel settore della ristorazione poi sono tantissimi: camerieri, baristi, barman. Questa categoria di disgraziati non gioisce all’arrivo del week end: per loro non esiste domenica. Tra di loro si aggirano creature mitologiche che dicono di avere un contratto in regola; ma i più sono pagati con sporadici voucher o completamente in nero.

Hostess, promoter e volantinaggio: l’orbita degli introiti imprevedibili

C’è poi il precariato puro di lavori come la hostess, la promoter o il volantinaggio i cui introiti sono imprevedibili. Un incubo per chiunque abbia bisogno di una rendita fissa, non ami essere avvisato con pochi giorni d’anticipo o odi i pensionati attacca bottone. Tutti lavoratori che per i sindacati non esistono, perché non hanno un contratto oppure hanno un reddito troppo basso. Eppure, dietro le iniquità dei contratti di McDonald’s, c’è un universo di stipendi nascosti in una busta di carta e prelevati direttamente dall’incasso della serata. Dove non esistono ferie, non esiste malattia, non esistono le sessioni d’esame.

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Foto di: Frédéric BISSON e Sardaka

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