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Quando il freddo ormai è alle porte, gli abitanti di Ginevra iniziano a prepararsi per non morire di freddo. Freddo spesso significa neve, e neve significa dover uscire di casa travestiti da Big Hero 6 (se capite cosa intendo..). Ma il freddo, purtroppo, significa anche un’altra cosa: la sessione ordinaria di gennaio si sta avvicinando! Se in Italia l’incubo peggiore risiede nel doversi prenotare per un esame, compilando questionari più lunghi dell’ESTA per gli Stati Uniti, a Ginevra segnarsi per un esame è facilissimo: apri il tuo “portail unige”, inserisci i tuoi dati di accesso (ID e password) e voilà, les jeux sont faits! A quel punto, stampi la tua convocazione e sei apposto (almeno per un paio di mesi, visto che l’iscrizione si deve fare entro metà novembre e gli esami cominciano la seconda settimana di gennaio).

Ma come ci si prepara agli esami?

Come già scritto in un articolo precedente, i professori dell’Unige sono allergici al cartaceo. Sì, quando gli pare a loro. Non ti fanno acquistare un libro da 50 euro all’inizio dell’anno, ma durante il semestre ti riempiono di fotocopie che tu “dovresti” (dico dovresti perché se hai un iPad, puoi direttamente scaricare tutto il materiale su iBook) stampare. Così nelle vacanze di Natale, quando decidi di tornare a casa per rilassarti e stare un po’ con i tuoi, il tuo bagaglio pesa 18kg solo di fotocopie su fonemi, modi di dire francesi, “body idioms” inglesi e fogli e fogli di diapositive per l’esame di informatica (ho calcolato circa 180 fogli in totale). Fin qui, saremmo uguali agli studenti italiani, che si ritrovano dispense su dispense da studiare, e si lamentano di avere due esami, uno a metà gennaio e uno a metà febbraio. No scusate, vi lamentate?

In Svizzera…

Il sistema svizzero per gli esami, lasciatemelo dire, è una gran cagata. Veramente una grandissima cagata. Quanti esami devi dare nel semestre? Il numero varia a seconda dei crediti, di media tra i 5 e gli 8. Perfetto, quanto tempo hai per darli tutti? 7 giorni. Come scusa? 7 giorni? Scherzate?

Bene, la sessione invernale per noi, qui a Ginevra, è quasi conclusa. Iniziata il 12 gennaio, si concluderà definitivamente il 25 Gennaio (bella una sessione di 13 giorni totali…), per la felicità di tutti quegli studenti che per 13 giorni non hanno sollevato un solo istante gli occhi dal libro. Quanti esami ho dato io? 8 esami in 7 giorni, uno di fila all’altro. I miei occhi stanno sfidando le leggi della fisica per rimanere aperti. Gli amici sono semplicemente accantonati, li incontri solo agli esami, li vedi quei 10 minuti prima di entrare in aula, poi quando esci dal test via di corsa a casa o in biblioteca per studiare per l’esame del giorno successivo. Anzi che la mia facoltà è stata fortunata: tutti gli esami sono all’interno della struttura principale dell’Università. Un po’ meno fortunati gli studenti di Diritto, Scienze politiche e Relazioni Internazionali, che tutte le mattine devono dirigersi all’aeroporto, dove si trova il Palexpo, per sostenere i loro esami.

L’ansia naturalmente è respirabile. Gli studenti seduti fuori dalle aule di esame stanno con i libri aperti, a ripassare tutto quell’ammasso di roba che alla fine, magari, non vale altro che 3 crediti.
Ma sapete chi sono veramente i più preoccupati in questo periodo? I nostri genitori in Italia. Mia madre quando rientra dal lavoro mi chiama su Skype, e mi trova sempre impegnata nella stessa cosa: lo studio. Anche quando fai un bagno, porti con te il tuo libro, sperando che forse le nozioni indispensabili ti entrino in testa per osmosi. Poi c’è la domanda più temuta di tutte, di solito posta nel momento meno opportuno, quando vorresti tagliare la discussione e tornare immersa nel mondo di parole magiche, dal suono un po’ esoterico (tipo dislocazione a sinistra): “Hai mangiato???”-Beh ecco mamma, mi sono dimenticata. Si lo so che è impossibile dimenticarsi di mangiare, ma non ho tempo! No, si certo che ho tempo per me, certo che mi rilasso, non voglio diventare matta! No mamma tranquilla, mangerò un po’ di pasta ora, ok? Così stai tranquilla! Ok, va bene, ci sentiamo domani.- Come finisce la questione? Un panino con la sottiletta (calcolando che non hai tempo nemmeno di fare la spesa..) giusto per alimentare un po’ i (pochi) neuroni restanti.

La sessione glaciale

Foto di: WallpapersWide

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