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La vita fuori sede ha, come tutto, i suoi pro e i suoi contro. Arriva però, almeno una volta l’anno, un momento in cui il “contro” si fa sentire un po’ di più… Hai presente la ricorrenza speciale, la piccola tradizione che si è sviluppata attorno ad un evento particolare durante la tua permanenza nella terra natia? Ecco, è proprio di questi momenti che voglio parlare!

Adesso sono qui,col mio PC e tazza di tè in mano, mentre fuori nevica; e non posso far a meno di pensare che oggi è il compleanno della mia sorellina minore, che compie 18 anni. La nostalgia si fa sentire, anche se “il peggio è passato”, visto che il grosso della tradizione di molestie da compleanno tra sorelle (gli auguri iniziano con un urlo di battaglia lungo il corridoio, proseguono con una mummificazione “foxy” e una serie di atti vandalici contro la persona della sorella e la sua stanza) si celebra alla mezzanotte.

Come si fa a sopperire alla mancanza?

La nostalgia dell’universitario

C’è chi, nel dubbio, si fa uno shottino. E, in fondo,ognuno ha i suoi modi di reagire! Ma, caro studente… Pensa al tuo fegato, almeno un giorno alla settimana!

Quando a mancarti è il fratello/la sorella… Aspetta di tornare a casa, trovare camera tua occupata dal minore in questione e la “comune” dei suoi amici, prendi una mazza chiodata e gioca ad “acchiappa il fratello”. Se, invece, non vuoi aspettare, oppure non trovi più la tua mazza chiodata (probabilmente perché tuo fratello/sorella l’ha rotta), ci sono soluzioni alternative. Ad esempio: organizza un week-end con questo piccolo soggetto, se hai un budget basso, nella tua città adottiva e compensa così il mancato festeggiamento del compleanno “alla vecchia maniera”.

Quando è l’amico di sempre: meno facile è la questione con l’amico storico, quello che ti ha accompagnato in tutte le avventure, che è stato portatore dei tuoi segreti e ce ha dispensato consigli… E che adesso, magari, vive a Timbuctù. Oggi, amico, abbiamo la fortuna di avere una serie di mezzi cui attingere quando la lontananza si fa sentire… Un nome? Skype. Organizza la tua riunione/appuntamento su Skype e festeggia come ai bei vecchi tempi! Fai incontrare gli amici vecchi e nuovi e, non so, cenate tutti insieme, con giusto quelle 6 ore di fuso o poco più, in attesa del prossimo incontro. Se invece a dividervi fossero solo un paio d’ore di treno/aereo… Non rompete le scatole, abbandonate la pigrizia e programmate un incontro vis-a-vis: siamo nel terzo millennio, non nel medioevo. Lasciate le scuse della distanza e delle spese con il calesse e destriero nelle stalle, e buttatevi su Ryanair.

Se senti semplicemente nostalgia di casa: la mamma, il papà, il tuo paesaggio, il gatto che al mattino ti attacca le caviglie. Anche queste cose possono essere oggetto della tua nostalgia. Questo caso però è forse il più facile da buttar giù: è il tipo di nostalgia che tendenzialmente ci prende quando stiamo troppo in casa. Non scherzo! E’ matematico che il periodo di studio intenso e l’appiattimento della vita sociale ti facciano pensare a quanto è bello stare con i tuoi, oppure tornare al paese d’origine e rincontrare i tuoi posti e le tue vecchie facce. Non buttarti giù, in una sorta di status verghiano “a casa sto meglio”. Fatti un giro, vai in quel posto che non hai mai visto ma che hai sempre voluto vedere della tua città universitaria, coltiva le nuove conoscenze. Poi, nessuno ti vieta di chiamare casa in lacrime e farti passare il gatto al telefono. Però ricordandoti che a casa da mamma e papà ci tornerai prima o poi, cogli l’attimo, con tutte le esperienze che ha da offrirti! Sai meglio di me che quando tornerai a casa ti mancherà la tua vita universitaria… Non ti va mai bene niente eh!

Quando è il fidanzato… Il rapporto a distanza durante l’università è duro. Difficile. Un cammino impervio. Se fosse un viaggio, potrebbe essere un’Andata-Ritorno sulla Salerno-Reggio Calabria. Spesso il meeting su Skype non basta (chissà perché), e nemmeno l’incontro sporadico. Ricordiamoci che siamo nei pressi di una “festa/non festa” inventata dalla Perugina in associazione a delinquere con i produttori di caramelle di zucchero a forma di cuori che si chiama “San Valentino”. Maledetto. La festa degli innamorati, quel giorno in cui, se non vuoi festeggiare, sei costretto a subire cuori di palloncini ovunque, cene a lume di candela anche se il tuo accompagnatore è il papà, e social network intasati di “ti amo, sei la mia vita etc, etc “. E tu nel frattempo, povero studente fuori sede, pensi alla tua ipotetica lontana metà chissà dove. Se non vuoi passare la serata a guardare film romantici con kleenex e gelato al cioccolato (il quale, amica studentessa, ti farà avere rimorsi per i prossimi 2 mesi, subdolo) SVEGLIA! Se non riuscirete a vedervi proprio il 14, pace! Goditi una serata con i tuoi amici che, magari, si trovano nella stessa situazione, e posticipa il tuo San Valentino a Sant’Erasmo, o Santa Filippa, o alla prima occasione possibile… Ricordati: sei giovane, le ricorrenze lasciale a chi non ha più niente da inventare!

Quindi…

Prendendo atto di questi piccoli consigli, ricordati che è normale in alcuni casi un po’ di nostalgia, anche se lo dici al compagno di bevute tra un Negroni e un Japanese Ice Tea (ci andiamo giù pensate vero?) non si stupisce nessuno. Ovviamente è normale sentirsi giù quando entri in casa, apri la Simmenthal e cerchi un piatto pulito perché il tuo coinquilino ha dimenticato che era il suo o turno di lavare i piatti, e immagini che, nel frattempo, a casa tua, si stia festeggiando l’onomastico di mamma con cascate di pasta all’amatriciana e torte che arrivano come se piovessero. Magari per il tuo ritorno la torta sarà finita, e non hanno ancora inventato la “JamboSacherMail”… Però pensa che, anche senza torta, puoi rimediare alla mancanza in mille modi, e che il tempo passa più in fretta quando ti diverti!


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