Il Festival di Sanremo ti piace? Non ti piace? Ma soprattutto, come lo vive un fuori sede che proviene da Sanremo?

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Ah, febbraio! La sessione d’esami è finalmente terminata, le giornate cominciano ad allungarsi, il secondo semestre è all’orizzonte con nuovi e stimolanti corsi!

Ah no. Fermi tutti. A febbraio c’è il Festival di Sanremo.

Sul Festival di Sanremo ognuno ha la sua opinione: c’è chi lo ama e lo aspetta dall’autunno, chi lo odia e cercherà in ogni modo di evitare le cinque serate e qualsiasi rivista da sala d’attesa o talk show che ne parli.

Poi c’è la categoria di mezzo: il fuori sede, ma non un generico fuori sede, bensì “il fuori sede proveniente da Sanremo”. Ovvero, in questo caso, io!

E ora vi spiego come si vive in casa mia nella settimana del Festival e come devono vivere le mie povere coinquiline (cosa che so di per certo che succede in molte altre case del “fuori sede proveniente da Sanremo”).

Il Festival di Sanremo è l’ospedale della musica

Ciccio, punto uno: ti calmi. Io ho abitato a Sanremo fino a pochi anni fa, e io e solo io posso parlarne male. All’uso, il “fuori sede proveniente da Sanremo” si improvvisa critico musicale (“Eh, capisco che Fragola abbia vinto X Factor, ma è un buon prodotto, non poteva non essere tenuto in considerazione!”), vigile urbano (“Eh insomma, quando a Sanremo c’è il Festival le strade sono un delirio, perché Sanremo è bella eh, ma ha poche arterie di congiunzione..”), economo (“Nono, viva il Festival, non sai quanto turismo porta, e si sa…turismo significa soldi per i commercianti!”) o public relator (“Oh sto sabato c’è il festival, si organizza qualcosa ‘di diverso’?”).

E soprattutto non ti dirà mai, neanche in punto di morte, che in fondo del Festival e delle canzoni non gliene frega niente. Lo fa per principio…perché Sanremo è (la sua) Sanremo!

Questa settimana non prendete impegni

Non solo il “fuori sede proveniente da Sanremo” difende a spada tratta la sua città e la famosa manifestazione, ma anzi, costringe quelle povere anime dei suoi coinquilini a vedere TUTTE le serate del Festival, dall’inizio alla fine unendo commenti critici di un certo spessore snocciolati durante le trasmissioni pomeridiane (che chiaramente non può perdere). “Fra ma io stasera vorrei uscire con…”, “Nondirloneancheperscherzo, stasera c’è il Festival”.

Tratto da "Arancia Meccanica"

Tratto da “Arancia Meccanica”

Come diventare critici esperti in poche, semplici mosse

Non importa cosa succeda, cosa preveda la serata, come sia stata organizzata, l’importante è criticare (nel bene o nel male). E quindi si passa in rassegna: il palco, le luci, le vallette, il conduttore, i vestiti delle vallette, le canzoni, i vestiti dei cantanti, il trucco, il parrucco, il direttore d’orchestra, il fazzoletto nel taschino del direttore d’orchestra, il tono di voce della signorina della pubblicità dell’Actigrip… Ah no, quello con il Festival non c’entra.

E non solo, il “fuorisede proveniente da Sanremo” pretende anche la viva partecipazione dei coinquilini e ospiti (eh si, perché non si può commentare con i soli coinquilini, come minimo due o tre esterni sono d’obbligo) e comincia ad inanellare discorsi sopra i massimi sistemi con argomento “lo smalto di Arisa”.

Si fa, si fa anche questo.

“OOOH, ma io li ci sono stata!”

Dopo aver costretto i coinquilini a sedute estenuanti di FestivaldiSanremo, legati al divano e con stuzzicadenti negli occhi per non farli chiudere, il nostro amico fuori sede proveniente da Sanremo non mancherà di far notare che lui all’Ariston c’è stato. Eh si, perché l’Ariston è un teatro, ma anche un cinema. E quindi come minimo è d’obbligo raccontare le trame di tutti i film che li è andato a vedere, o i saggi di danza delle amiche, o le piece teatrali che ha visto. Ma non solo, durante le pubblicità promozionali (anch’esse girate a Sanremo, tendenzialmente nel centro), dovrà urlacchiare ad ogni ripresa “Io li ci passavo per andare a scuola!”, “In quella pizzeria in fondo a destra ci ho fatto la festa dei 18!”, “Ooooh, in quella piazza li ci andiamo tutti i sabati sera!”.

Tutte le serate. Tutte le edizioni del Festival. Tipo che se non cambi coinquilini ogni anno, i poverini sapranno a memoria la tua vita passata e i luoghi da te frequentati.

Riviera di Sanremo

Riviera di Sanremo

E questo è (più o meno) tutto.

Non importa se il Festival non piaccia, se sia da svecchiare, se sia una manifestazione noiosa e “sempre con la stessa gente”, se sei di Sanremo lo ami, e lo ami ancora di più se da Sanremo te ne sei dovuta andare!

E ora la domanda è d’obbligo….voi lo guardate il Festival?
Fateci sapere, e snocciolate meravigliosi commenti!


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