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Allora viaggiatori, dove eravamo rimasti? Ah sì, abbiamo visitato il sito di Deir el-Medina. Ci mancano solo poche ultime tappe prima di ritornare alla vita di tutti i giorni, forse le tappe migliori tra tutte! Let’s go!

#8 Templi di Edfu e Kom Ombo

A Kom Ombo c’è un piccolo tempio sulle sponde del Nilo, visibile da qualunque nave vi stia navigando. Si trova un po’ fuori dal centro della piccola città. Sicuramente vi sarete accorti che la temperatura del posto è più alta delle temperature che abbiamo incontrato fino ad adesso, con circa 35/40 gradi. Quindi direi di evitare queste zone più al sud se si sta viaggiando nei periodi estivi, per non rischiare di svenire sotto al sole cuocente di questo fantastico continente! Il tempio è diviso in due parti, una delle quali in onore di Horo (a sinistra), dio particolarmente venerato in queste zone; la seconda parte del tempio invece è dedicata al dio Sobek, spesso raffigurato come un coccodrillo. All’uscita del tempio sarà possibile visitare una specie di piccolo museo contenente mummie di coccodrilli, che sono stati mummificati in maniera eccellente, sintomo della dedizione degli abitanti del luogo per il dio coccodrillo, i cui corpi sono stati ritrovati nelle circostanze durante gli scavi. Al di fuori del tempio, poco prima dell’uscita, c’è anche un nilometro, che serviva a misurare le piene e le secche del Nilo. Con la costruzione della diga di Assuan, però, questo “grande pozzo” ha perso qualsiasi funzionalità. Non è difficile vedere nelle zone piccoli serpenti intenti a prendere il sole. Il tempio di Edfu, invece, di proporzioni assai più grandi, è “introdotto” da colonne monumentali, che costeggiano la navata centrale, e che vi faranno sentire come dei piccolissimi insetti insignificanti. Particolarità del tempio è sicuramente l’incisione sul muro esterno del complesso, che rappresenta Tolomeo XII che sacrifica i suoi nemici al dio Horus, dio protettore e venerato nel tempio. Il tempio era anche sede di celebrazioni di altre feste, come la festa dell’anno nuovo e la festa in onore del dio Horus che sconfigge il malvagio Seth. All’interno, nell’ultima stanza in fondo, è custodita l’arca sacra del dio Horus (ad un’estremità ha raffigurato proprio quest’ultimo) che veniva portata in cerimonia nelle vie della città durante la festa in suo onore.

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#9 Il tempio di Philae

Questo particolare tempio è costruito su un’isola, quindi l’unica via di accesso è via barca. È anche scritto come tempio di File, ed ha una storia particolare. Nel 1817, l’egittologo italiano Belzoni fece visita al tempio, e in accordo con il console inglese, asportò l’obelisco del complesso che poi portò in Inghilterra dove, insieme con la stele di Rosetta, fu utile per decifrare alcuni dei geroglifici che conosciamo oggi. Nel 1902, pero’, l’apertura della diga di Assuan mise in pericolo un grande numero di monumenti egizi, che con il nuovo livello di acqua rischiavano di essere inghiottiti una volta per tutte delle acque (alcuni di questi complessi non sono potuti essere salvati, e quindi attualmente si trovano veramente sott’acqua); questo tempio, effettivamente, una volta che la diga era chiusa, finiva quasi completamente sott’acqua, lasciando emergere solo i capitelli delle colonne. Si decise così che questo fantastico tempio andava salvato, e smontato pezzo per pezzo, venne rimontato sull’isola di Agilkia, dove possiamo visitarlo oggi, a circa 500 metri dall’isola di Philae originale.

#10 Il tempio di Abu Simbel

Last but not least, questo tempio è un’opera d’arte di proporzioni inimmaginabili. Si affaccia sul lago Nasser, ed è forse il tempio più conosciuto d’Egitto dopo le Piramidi e la Sfinge. Si tratta del tempio in onore di Ramesse (Ramses) II, e non ci si può sbagliare dato le monumentali sculture raffiguranti il sovrano poste all’entrata. Ci si sente piccolissimi d’innanzi ai colossi, soprattutto quando ci si fa una foto ai loro piedi o vicino la parte del volto di Ramses che si trova a terra (si è più o meno alti come la testa)! Le foto sono vietate all’interno, quindi non è possibile portare fuori alcun ricordo di questo luogo pieno di mistero e di magia. Raccomando di visitarlo poco prima del tramonto, per poi vedere il sole calare e illuminare tutto il complesso di rosa, un po’ come quando il sole tramonta sulle Dolomiti. Ah dimenticavo, all’interno del tempio, due volte l’anno (21 ottobre e 21 febbraio) il raggio di luce illumina la statua del faraone che siede nell’ultima camera in fondo, tra le figure di tre dei.

Se vi ho fatto venire anche solo in parte la voglia di scoprire questo magico posto, che aspettate a partire? Ne vale veramente la pena!

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Foto di: IJA e Hedwig Storch

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