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Studente di giurisprudenza medio, a me gli occhi! Come già ti ho raccontato ne “10 miti da sfatare sulla facoltà di giurisprudenza”, studiare a memoria non è una componente così necessaria dello studio. E allora perché si insite così tanto sullo studio mnemonico dei futuri giuristi? La domanda è più che legittima e la risposta non così scontata: la memoria è una componente necessaria e fondamentale dello studio, ma forse non più che in altre facoltà: sicuramente un minimo di memoria per ricordare quale sia il contenuto dell’articolo 1372 e quale quello del 314 del codice civile è necessaria, ma non credere che il fatto che ti ricordi anche com’era vestita tua nonna il giorno del tuo battesimo faccia poi tanto la differenza.

Non abbuffiamoci di pesce

“Compro il pesce che fa bene alla memoria”. Sicuramente sarà vero, però a forza di mangiare salmone rischi che il tuo colesterolo salga alle stelle… E di ipotecare la PlayStation. Spero per te che tu abbia già affrontato, almeno da lontano, lo studio delle grandi materie (tanto per citarne una, diritto privato): ti sarai reso conto che la mole di studio è ben diversa, e molto più sostanziosa, rispetto a quanto avessi mai studiato: pensavi di aver toccato il fondo con la maturità? Ti sbagliavi! Approcciare i millemila concetti del diritto solo facendo affidamento sulla tua memoria formidabile non è assolutamente una scelta oculata. Smetti di mangiare chili di pesce azzurro ai mirtilli e opta piuttosto su una migliore strategia. Certo è vero che ognuno ha il suo metodo, ma ci sono dei trucchetti che puoi utilizzare.. Almeno per non rischiare il ricovero per esaurimento.

Memoria sì…

Come dicevo la memoria è importante, soprattutto quella fotografica: sollecitala, ad esempio sottolineando con evidenziatori colorati e collegando i colori ai diversi concetti: stai studiando la nullità e la annullabilità dei contratti? Usa un colore per l’uno ed un altro per l’altro.
Se questo trucchetto può sembrare elementare, altra cosa che personalmente mi aiuta molto è la chiosa, ossia uno schemino che scrivo a margine dei paragrafi più tecnici, magari con penne colorate. Anche scrivere il numero dell’articolo scritto grande all’inizio del capitolo aiuta a fissare la memoria.
Altro escamotage correlato alla memoria visiva è lo schema o mappa concettuale: alla fine di ogni capitolo, o meglio, paragrafo, scrivi una mappa concettuale annotandoti le parole chiave, gli articoli, microspiegazione dei concetti che trovi ingannevoli, e poi ripeti seguendo solo le parole chiave.

Giurisprudenza: serve davvero studiare a memoria?

…Memoria no

Ci sono però casi in cui la memoria non risolve tutte le questioni: e in questi casi devi andare di logica. Indovina qual è il caso in cui ti conviene di più affidarti a quest’ultima? Lo studio degli articoli. Sembra un paradosso, ma lo studio logico degli articoli ti aiuta non solo a ricordarli, ma anche a ricordarli a lungo e a capirli. Ad esempio, stai studiando le cause di giustificazione di diritto penale? Ecco, parti pensando che sono tutti articoli vicini. In secondo luogo leggi gli articoli cercando di analizzarli. Sicuramente qualcuno proverà a chiederti l’articolo a memoria, e se avrai ragionato mentre studi, sarà più facile ricercare nella tua mente il contenuto dell’articolo.

Associazioni

Se vuoi stimolare la memoria, cerca di associare i contenuti alle situazioni della tua vita: eri sui libri quella sera che i tuoi coinquilini sono usciti e sono tornati alle 4 ubriachi come le pigne, mentre tu ancora studiavi? Bene, questa vicenda, se la sfrutti bene, ti servirà non solo per vendicarti dell’indelicatezza, ma probabilmente anche a ricordare cosa stavi studiando. E, se il professore ti chiedesse proprio quell’argomento, sarà divertente rispondergli pensando al buon Franco che si sdraia sul tavolo della cucina. Adesso, vallo a ringraziare per le cirrosi epatiche che si sta prendendo per farti studiare, ingrato!

Repetita iuvant

Ovvero, ripeti! Ripeti sotto la doccia, ripeti da solo, ripeti in compagnia, inventati una canzoncina su come si sviluppa il processo civile e studia una coreografia da ballare mentre cucini. Chi l’ha detto che non devi divertirti mentre studi? Scherzi a parte, la parte più tralasciata dello studio è quella che ti serve di più, studente di giurisprudenza: so bene che appena arrivi al capitolo 8 inizi a pensare “machissenefrega, questo lo so… passo direttamente al capitolo 22” intavolando una patita di “Gioco dell’Oca” con te stesso, ma la ripetizione è alla fine ciò che rende fissi i concetti nella tua mente, perché dovendoli spiegare in qualche modo li spieghi anche a te stesso. Quindi, se all’inizio quella cosa lì, la prescrizione, non la capivi bene, dopo averne parlato probabilmente ti sarà più chiara.

Quindi tirando le somme, più che puntare sulla memoria, cerca di capire quello che stai studiando. Sicuramente è più economico del salmone!

Giurisprudenza: serve davvero studiare a memoria?

Foto di: Jonathunder, gerlat e Thacreations

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