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Varco la soglia della mia nuova casa: valige in mano, capello sfatto e una gran voglia di buttarmi a letto il prima possibile ma purtroppo in breve tempo mi rendo conto di essere appena entrato in una stalla casa degli orrori. Inizia così il mio Extreme Makevoer.

La casa degli orrori

Siamo io, il mio coinquilino, mio padre, suo padre e due dei suoi nonni, ed abbiamo appena varcato le soglie dell’inferno. Solo una stanza su tre ha il letto (quella dell’inquilino che ha fortunatamente deciso di traslocare il giorno dopo), l’altro letto è una brandina da barboni ed il mio è smontato, adagiato alle pareti del corridoio insieme ad un materasso con strani aloni gialli. Nel bagno la luce è fulminata ed il cesso non ha la tavoletta, la presa della corrente penzola minacciosamente dal muro; la cucina puzza di cadavere, dal frigo esce una brodaglia gialla con un capello invischiato, cartoni di succhi di frutta appiccicati sui ripiani; su una delle scrivanie è stata incollata una sorta di moquette nera, una palla da basket rotola nella mia camera da letto.
Tutti sono incazzati e girano per la casa come pazzi, urlando e auto-incolpandosi per aver firmato un contratto e versato una caparra con così tanta leggerezza. Io mi siedo su una poltrona e scappo, immaginandomi a Ibiza mentre sorseggio un capiroska alla fragola sotto al sole.

Hotel

Io, mio papà ed il mio coinquilino alla fine ci troviamo costretti a rifugiarci in Hotel. Fortunatamente siamo in un Holiday Inn: cuscini morbidi, materassi di zucchero filato e lenzuola calde e vaporose. Mi pare di dormire sopra una nuvola. Una bella colazione all’americana il giorno dopo: salsicce, pancetta e uova, così, se non m’ha ucciso d’infarto la sorpresa iniziale, lo fa il colesterolo. Andiamo dall’avvocato con cui abbiamo firmato il contratto: è sconvolto quanto noi dalle condizioni della casa, ci viene incontro e ci offre una mano (forse perché avevamo minacciato un possibile intervento dell’ASL), lo stesso fanno gli impiegati dell’agenzia immobiliare che subito chiamano una ragazza per pulire casa. Poveretta. Ha dovuto togliere dal frigo un uovo marcio.

Extreme Makeover Studente Fuori Edition: quando entri in una casa da ricostruire

Extreme Makeover

Noi tre maschi giovani e baldanzosi andiamo all’IKEA per acquistare tutto ciò che manca nella casa, sotto promessa di un risarcimento totale da parte del proprietario. In un nano secondo, io che all’IKEA c’ero andato solo una volta in vita mia per mangiare la piadina col salmone, mi vedo costretto a prendere le misure per: due letti, due materassi, un tavolo da cucina, sedie, un comodino, una scrivania, un asse per il WC, un secchio per la spazzatura e tutti gli annessi e connessi. Scatole su scatole accumulate in quel povero carrello che non riusciva ad andare dritto tanto era stato caricato. A darmi energia soltanto il pranzo svedese: lasagne salmone e spinaci, quiche di verdure ed un dolce tipico con base al biscotto, crema di latte, glassatura cioccolato e mandorle. Dopotutto ne è valsa la pena.

Si inizia a montare: “spingi più forte che il buco è stretto, non entra!”

Torno all’epoca del Mekkano e delle LEGO. Adesso, io le LEGO mi limitavo a incastrarle una sopra l’altra finché non ne usciva fuori un muro alto e sottile destinato a infrangersi al suolo un attimo dopo, non mi sono mai nemmeno azzardato a creare una parete ad angolo retto. Credi dunque che possa essere capace di montare un letto IKEA? NO. E infatti mentre coinquilino e padre si adoperavano tra viti e strani tampax in legno, io, da bravo aspirante semiotico, mi limitavo a interpretare le istruzioni ed impartire ordini. Lo ammetto, ogni tanto mi distraevo e volteggiavo tra un angolo e l’altro della mia stanza, valutando la miglior disposizione possibile dei mobili.

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Ultimi ritocchi

E così, a 24 ore da quell’ingresso tutto fuorché trionfale, ecco che abitavo in una casa più o meno decente, in cui almeno si poteva dormire: non pretendevo di cucinarci, a nutrirmi c’ha pensato per due giorni di fila Pizza Bo. I lavori infatti sono poi continuati per altri 3 giorni. Tra genitori e nonni del coinquilino che sono venuti a imbiancare e pulire, accessori graziosi acquistati da Tiger, falegnami ed elettricisti (ad un certo punto mi sembrava di vivere l’incipit di un porno gay) e tanto, tantissimo olio di gomito.

Ed ora son qui, con l’assegno del rimborso spese in mano, con tutti i mobili al loro posto e con la sola necessità di un tecnico che ripari il frigorifero, la cui temperatura non è mai scesa sotto i 50°.

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