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L’esame universitario è una verifica che coinvolge diversi aspetti della persona. La valutazione riguarda lo studente non soltanto in termini di preparazione strettamente legata alla materia in questione, ma il banco di prova coinvolge interamente la nostra personalità e il nostro modo di reagire emotivamente in un momento in cui siamo chiamati a dar prova di noi. Le reazioni possono essere dunque le più disparate, sia durante l’attesa che separa gli studenti dal momento in cui varcheranno il cerchio di fuoco di entrata nella dimensione parallela dello studio del prof, sia quando i martiri, reduci dal supplizio tantalico, potranno finalmente aspirare all’apoteosi celeste come premio per le loro fatiche. Ancora una volta non sono riuscita a resistere alla tentazione di immaginare una sfilata delle maschere fisse che ho personalmente e puntualmente visto esibirsi sulla scena degli appelli d’esame; sono 4 i casi umani che sistematicamente fanno la loro comparsa ad ogni sessione:

#1 Miss Magnificat

Non importa che tu abbia dedicato mesi di studio matto e disperatissimo a volumi alti quanto il tuo fratellino di tre anni per una maledetta materia da 6 cfu; è irrilevante che le tue notti siano state costellate di sogni in cui ti appaiono Ettore e Achille a dirti che il tuo duello con il prof di Letteratura Greca sarà supervisionato da un benevolo concilio degli dèi olimpici; e peggio per te se hai fatto un voto a Santa Rosalia rinunciando a cioccolata e derivati fino al momento della laurea. Miss Magnificat farà la sua apparizione accompagnata da un coro angelico, con il capo cinto dalla corona poetica, per declamare il suo personale panegirico su se stessa e sulla sua preparazione. Ostenta con finta modestia un libretto tappezzato di 30 e 30 lode, racconta falsamente intimidita di come al termine di ogni esame i prof non possano trattenersi dall’elogiare il suo studio oltremodo pregevole e squadra con aria di sufficienza tutti gli astanti, indegni e neanche minimamente vicini a meritare quanto lei un posto nella rosa dei beati. Tu, sull’orlo di una crisi di nervi, sopporti in silenzio cercando di mascherare dignitosamente il fatto che stai pian piano acquisendo la consapevolezza di non sapere nulla rispetto a questa detentrice della verità assoluta. Il consiglio più sincero che io possa darti per evitarti l’ergastolo per omicidio volontario ai danni della suddetta creatura, è quello di fingere interesse per la sua autocelebrazione senza in realtà ascoltarne nemmeno una parola e assecondare il suo compiacimento, imparando da lei ad essere anche tu più sicuro di te e della tua preparazione per affrontare l’esame con un pizzico di faccia tosta in più.

#2 Ansiolitici is the way

Ammetto di condividere numerosi tratti genetici con questa specie. Noi ansiosi cronici, durante l’attesa fuori dallo studio del prof, saremmo capaci di cominciare a nutrire considerevoli dubbi anche su verità scientificamente provate, prefigurando scenari apocalittici e rendendo partecipi delle nostre paturnie i commilitoni presenti che cercano di affrontare con coraggio il sacrificio per la patria. Di fronte ai nostri attacchi di sfoglio compulsivo delle pagine di un qualsiasi libro che ci capiti a tiro, quelle poche certezze a cui rimanevi appigliato si sgretolano inesorabilmente lasciandoti smarrito e disorientato, mentre ti chiedi, con le lacrime agli occhi, come ti sia venuto in mente di presentarti all’esame. Lo sappiamo che la nostra paranoia è endemica, che con le nostre crisi mettiamo alla prova anche la pazienza dei santi che, invasati, invochiamo in nostro aiuto, e la consapevolezza di essere intollerabili ci fa sentire in colpa nei confronti dei colleghi e ci porta a riflettere su noi stessi e cominciamo a chiederci se non siamo effettivamente pazzi e forse è meglio che ci ritiriamo e forse è il caso di meditare il suicidio e… Ehm ehm, chiedo venia, lo sproloquio delirante può coglierci anche nei momenti meno opportuni. In qualità di rappresentante della categoria, chiedo solo che tu abbia un po’ di compassione nei nostri confronti, lasciandoci tranquilli nel nostro cantuccio, madidi di sudore freddo e con sguardo vitreo e assente, a crogiolarci nel nostro personale psicodramma da esame da 12 cfu.

Esami: 4 profili di studenti che incontri ad ogni appello

#3 Il fenomeno

In lui ci deve necessariamente essere della genialità. A detta sua, infatti, non ha nemmeno mai visto in faccia il professore, conosce a stento il nome della materia e non ha mai aperto un libro; al massimo, ha dato una rapida lettura agli appunti di un povero scemo come te, che hai sempre frequentato e pensi di aver studiato degnamente. Eppure, inspiegabilmente, dopo aver dichiarato ripetutamente “Non so nulla, non ho fatto niente!”, questo miracolo della natura non prende mai un voto inferiore al 26: esce dallo studio con volto disteso e sorridente come fosse stato a scambiare quattro chiacchiere con un amico di vecchia data, mostrando meraviglia di fronte ai piagnistei isterici e alle scene di delirio da ospedale psichiatrico che si stanno consumando tra chi attende ancora il suo turno, e si allontana con flemma rilassata, soddisfatto dell’ennesima performance al motto di “minimo sforzo, massimo risultato”. La racconterà giusta o è solo un’originale manifestazione di boriosità volta a farti sentire, ancora una volta, un perfetto idiota? Io non riesco ancora a trovare risposta a questo dilemma esistenziale. Certo è che è impossibile non provare un misto di invidia e ammirazione, di odio e di rispetto reverenziale, nei confronti di questo esemplare che, se non esistesse, eviterebbe l’insorgenza di complessi psicologici di inferiorità a gran parte della popolazione studentesca.

#4 La mina vagante

A proposito di tale esemplare le testimonianze sono scarse e poco eloquenti. Ciò è dovuto al fatto che, semplicemente, nessuno lo ha mai personalmente conosciuto: si tratta infatti di colui o colei che non perde mai di iscriversi a ogni singolo appello senza che anima viva l’abbia mai visto/a realmente presentarsi. Desideroso di accaparrarti il primo posto in lista, arrivi al punto di forzarti di rimanere sveglio fino allo scattare della mezzanotte del giorno in cui si aprono le iscrizioni, ma vieni puntualmente battuto sul tempo dalla mina vagante, che sembra quasi avere un accordo con il sito della facoltà per essere automaticamente iscritto a ogni esame del suo corso. Magicamente, però, il giorno del suddetto esame questo individuo fa perdere le sue tracce, sconvolgendo la lista d’appello e provocando l’ira funesta del povero disgraziato che contava di entrare per secondo e che invece adesso si vede gettare nella fossa dei leoni, inaspettatamente, per primo. Se mai dovessi scoprire l’identità di questo assente seriale, sentiti investito del compito di infamarlo per vendicare le povere vittime che per colpa sua hanno vissuto questa traumatica esperienza.

Esami: 4 profili di studenti che incontri ad ogni appello


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