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Non c’è niente da fare, certe cose le capisci solo quando le fai in prima persona, altrimenti, per quanto ti siano vicine, non te ne rendi mai davvero conto. Questa perla dei saggezza me la sono prodotta questa mattina quando, per la prima volta in vita mia, ho pulito il bagno. Guanti, partenza, via!

Chiudo il libro di semiotica del testo e inforco i guanti rosa (che chic!) da lavoro. Eccomi qui, pronto a eliminare calcare, peli e macchie come un vero Mastro Lindo. Inizio ricoprendo tutti i sanitari di detersivo a base di candeggina, sposto tutti gli accessori del bagno in una bacinella del corridoio e dopo aver lasciato il detersivo agire per un po’ mi preparo a pulire. Così armato di stracci, scopa, mocio e detergenti mi sento come il generale della legione degli antibatterici che s’appresta a sconfiggere il terribile esercito del calcare.

Gas tossici

Mi piace l’idea di essere indipendente e mi piace ancora di più l’idea di trovarmi subito a mio agio con certe faccende, indice che anche da studente “in sede” qualcosa ho imparato, che non sono mai stato un bamboccione.

Pulire casa

Tutta la carica di ottimismo purtroppo scema dal momento in cui iniziano a bruciarmi gli occhi ed il naso per le esalazioni chimiche del WC Net Candeggina Gel. Per un attimo già mi vedo svenuto sul pavimento del bagno, una chiazza rossa di sangue ad incorniciare la mia testa come un’aureola, il water rotto nel punto in cui ho sbattuto la capoccia. Non accade niente di tutto ciò. Fortunatamente le esalazioni svaniscono al primo vigoroso risciacquo.

Peli, peli ovunque

Ok che in casa siamo tre maschi, ma possibile che tutti i sanitari continuino a produrre peli? Avrò risciacquato la vasca tipo sei volte, alla settima ancora spuntavano fuori quei disgustosissimi filamenti marroncini, mi guardavano con aria di sfida e scherno, come in una gara a chi s’arrende prima. I peli e le macchie di calcare saranno anche ostinati, ma io sono più ostinato di loro! Ed infatti vinco la battaglia, non dico la guerra, anche se per ora sembrano aver battuto in ritirata. Porto già le cicatrici di questa vittoriosa rappresaglia: i pantaloni della mia tuta preferita si sono irrimediabilmente macchiati con la candeggina. Sarà stata Carla Gozzi a intercedere così che non fossi tentato di uscirci per andarci a lezione.

Epifania

La morale? Che le faccende di casa mi piace farle, soprattutto se c’è collaborazione tra tutti i coinquilini, alla fine non sono particolarmente stancanti, anzi, sono quasi divertenti, rilassanti, posso mettermi lì con l’iPod acceso, usando il bastone della scopa come fosse l’asta di un microfono mentre suona Heartbreaker di Mariah Carey.

D’altra parte però mi rendo conto solo ora di quanto possa faticare mamma tutti i sabati, quando si pulisce da sola l’intera casa (a volte la aiutiamo sia io sia papà, ma dipende sempre dagli esami e dai suoi turni di lavoro). Per questo mi sento un po’ un verme se ripenso a quando mi arrabbiavo se entravo nel bagno col pavimento non ancora asciutto o senza la saponetta sul lavandino; per questo mi sento un ingrato se penso a quando mi innervosivo perché tornato da scuola non c’era il pranzo pronto o se la scrivania non era come la avevo lasciata. Ora mi è tutto più chiaro, non c’entra niente la pignoleria o l’eccessiva maniacalità che le imputavo: le faccende di casa sono un lavoro a tutti gli effetti, con i loro tempi e le loro dinamiche, ed io che sono uno che le cose o le fa per bene o non le fa, mi rendo ora finalmente conto di quanto impegno e fatica mamma ci metta in quelle piccole operazioni casalinghe che prima disprezzavo e che ora rispetto. Benvenuta età adulta?


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