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In queste breve intervista, breve perché su questo argomento ci si potrebbe passare ore e ore, ho raccolto le idee e i sentimenti di tre ragazze musulmane che vivono al Cairo, in Egitto. Ho posto loro domande serie e un po’ meno serie, ma lascio fare a voi il paragone con il nostro mondo. Vi accorgerete che non siamo nemici, e tanto meno così lontani come vogliono farci credere!

Potete presentarvi brevemente, per far capire un po’ chi siete?

Hagar: Mi chiamo Hagar e sono una ragazza musulmana di 21 anni che vive al Cairo. Studio all’università del Cairo, dipartimento di italianistica, e vado fiera della mia vita da musulmana!
Awatef: Io sono Awatef, anche io ho 21 anni e sono una studentessa dell’università del Cairo. Della facoltà di italiano. Sono anche io contenta di essere musulmana!
Noha: Mi chiamo Noha, sono una ragazza musulmana che vive in Egitto, al Cairo. Ho 21 anni, studio italiano all’università e come donna, sono contenta di seguire la mia religione, che mi permette di vivere bene su questa terra e mi promette un paradiso dopo la morte.

Dialogo con l'Islam (parte 1)Cominciamo con una domanda semplice; conoscete Gesù e Maria del nostro credo? Rappresentano qualcosa per voi?

Hagar: Spero di potermi spiegare bene! Praticamente per noi Gesù è un profeta, proprio come Maometto, ma non è un Dio. Noi abbiamo solo un Dio, Allah.
Awatef: Nel Corano, Gesù si chiama el maesh Issa, ed è un profeta come Maometto, figlio di una vergine, Mariam, la vostra Maria.
Noha: Nel Corano, compare l’immagine di una donna, Mariam, che è la stessa donna a cui fanno riferimento i cristiani quando parlano di Maria. Gesù invece si chiama el maesh Issa, ed è uno dei profeti di Allah; tra l’altro nel Corano si dice che Gesù Hagarsin da appena nato potesse parlare con la gente. È una figura importante, venuta prima del nostro profeta, Maometto.

Sento spesso dire “haram”. Sapreste spiegarmi che cosa è?

Hagar: Una cosa haram è una cosa proibita, molto grave, come uccidere, che avrà una punizione dopo la morte.
Awatef: È il peccato, ciò che Allah ha detto di non fare, tipo uccidere.
Noha: Non è una cosa determinata, ma un peccato, lo stesso che esiste nel cristianesimo. Anche se per noi alcune cose sono haram mentre per voi no, tipo bere vino o mangiare maiale.

È vero che Maometto insegnò che i musulmani devono convivere in pace con i cristiani?

Hagar: Sì, l’Islam ci obbliga a rispettare i cristiani, e anche le loro cose sacre, e le loro chiese. E di proteggere i cristiani!
Awatef: Sì, è vero. Il profeta ci ha insegnato a rispettarli, perché ci hanno insegnato tante cose. E proprio lui disse qualcosa tipo “chi fa del male a un cristiano, è come se lo facesse a me”.
Noha: Certo! – Flaminia: No, non pensare che sia così scontato come credi, non per noi! Secondo me tre quarti dei cristiani non lo sanno!

Usi e costumi, iniziamo? Potete decidere se portare il velo? Come funziona?

Hgar: Riguardo al velo, non c’è una punizione terrena. Non portarlo significa una punizione dopo la morte. Ma si può decidere di non metterlo, quindi quando vedi una donna con il velo, è perché lei lo vuole indossare!
Awatef: Il velo è obbligatorio, non indossarlo è peccato!
Noha: Ci sono tante ragazze musulmane che non lo portano; io lo porto per mia volontà. Secondo le regole dell’Islam, tutte dovrebbero portarlo, ma non si può mica obbligare la gente!

Dialogo con l'Islam (parte 1)

Prima avete detto che i musulmani non uccidono altri uomini. Cosa ne pensate degli estremisti dell’Isis?

Hagar: L’Isis non rappresenta l’Islam! Io, come tanti altri, non sono d’accordo con loro. L’Islam è una religione di pietà! Ciò che loro fanno non fa parte dell’Islam, loro lo fanno per il potere! E perché sono tutti stupidi secondo me!
Awatef: Noi non li conosciamo con il nome di Isis. Per noi si chiamano daesh. Non appartengono all’Islam! È un gioco politico il loro. I musulmani non uccidono gli uomini, nessuno!

Concludiamo la prima parte dell’intervista con una domanda un po’ più particolare! Cosa significa essere una ragazza di vent’anni e studiare nel vostro Paese?

Hagar: È una cosa normale, la maggior parte delle ragazze al Cairo frequentano l’università. Poi ci sono quelle (e quelli) che non lo fanno perché i loro voti alla scuola secondaria erano bassi, o per sposarsi. Ci sono anche ragazze che da sposate continuano l’università!
Noha: Non è che c’è una differenza tra ragazzi e ragazze nello studio. A 20 anni le ragazze studiano, è una cosa normale! – Flaminia: Ma alcune si sposano anche, no? – Noha: Sì, e spesso continuano gli studi. Sono poche quelle che non lo fanno!


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