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Una delle esperienze più formative e divertenti che mi è capitato di fare nei miei anni di Università è proprio quella del CouchSurfingBasta fare un breve giro sul sito per capire di cosa si tratta: è una community grazie alla quale è possibile mettere a disposizione un divano, un letto o anche il pavimento di casa propria per viaggiatori low-cost. Ovviamente non si tratta – solo – di un modo per dormire gratis. L’idea è quella di viaggiare risparmiando e avendo l’opportunità di respirare direttamente il modo di vivere della città dove ci si trova, ovviamente con l’aiuto del nostro “host”.

Come funziona

Una volta iscritti al sito è chiarissimo come funziona: si può ospitare (“to host”) o essere ospitati (“to surf”) tramite un semplice messaggio privato. Solitamente i surfers che si ospitano sono viaggiatori abbastanza indipendenti, spesso in coppia o in terzetti, che possono benissimo andare a visitare la città da soli, magari con qualche indicazione da parte dell’host. Tuttavia si coglie l’occasione per cenare insieme, uscire insieme, magari mostrare un po’ di night life, il tutto parlando rigorosamente nelle lingue comuni (di solito inglese, ma capita anche di avere a che fare con gente che parla spagnolo, francese, tedesco…) e facendo amicizia. I vantaggi sono evidenti, non capita spesso d’interagire con persone provenienti da ogni angolo di mondo a meno che non ci si trovi in Erasmus o non si faccia Lingue. In questo modo ho avuto l’occasione di conoscere australiani, coreani, indiani, giapponesi… Tutti ragazzi di nazionalità che difficilmente avrei avuto modo di conoscere.

CouchSurfing: how to

Non ti fidi?

Attenzione, però: chi me lo fa fare di mettermi un estraneo in casa? Chi mi assicura che non sia un pazzoide/ladro/stupratore?

Ovviamente esiste un sistema di recensioni per cui sia hosts che surfers possono, anzi DEVONO, scrivere qualcosa sulla persona appena conosciuta. Anche solo una bad review significa non poter più surfare né ospitare. Non per questioni d’antipatia, ma perché segnalare ogni minima scorrettezza diventa un vantaggio per tutta la community.

Dato lo spirito col quale nasce CouchSurfing è dunque praticamente impossibile trovarsi in brutte situazioni. Certo, il rischio d’incappare in soggetti strani o poco simpatici sussiste sempre, ma l’importante è che non si tratti di persone maleducate o scorrette, e soprattutto ricordarsi che a fronte di un’esperienza così così ce ne sono altre cento che invece meritano veramente di essere vissute.

Pro e contro

La cosa peggiore che può capitare ospitando qualcuno è che si tratti di una persona molto timida, introversa e poco predisposta alle chiacchiere. O, peggio, di una persona che si trova a casa tua solo per “scroccare” un giaciglio gratis, senza la minima intenzione di chiacchierare, fare amicizia e scambio culturale. In ogni caso, anche se si ha bisogno di un letto per la notte e si va di fretta perché magari il giorno dopo si riparte, c’è modo e modo di interagire con l’host. Dire “Sorry I’m a bit tired, I’m goin’ to bed” subito dopo cena è considerato abbastanza poco educato. Insomma, non sei in albergo! Un’altra cattiva abitudine di alcuni surfers è farsi offrire TUTTO. Ovviamente, da italiani, la prima cosa che facciamo quando abbiamo un ospite è rimpinzarlo di cibo. Si tratta di ospitalità, e fin lì fa nient’altro che piacere. Di solito gli stranieri vanno in visibilio per un piatto di spaghetti alla carbonara, li stenderete facilmente… E di solito, giunto il momento di uscire o giunto il pasto successivo, è il surfer che si preoccupa di pagare la birra, il cocktail o di cucinare per gli hosts un piatto tipico del suo Paese d’origine. La cosa più buona che ricordo era una specie di tacos con fagioli e formaggio, e poi il delizioso salmone norvegese portato da Romi, una dei surfers che ricordo con più piacere.

Il demente medio, di fronte alla spiegazione di cos’è e come funziona il CS, inizia a sghignazzare sottolineando che è un mezzo per sc****e facile ed International. A queste cretinate maschiliste rispondo che è molto triste che uno strumento così bello, con valori di ospitalità e fratellanza alla sua base, debba essere ridotto a mezzo per procacciarsi biondone svedesi. Onestamente, a volte è così. Anche se non sono una biondona svedese mi capita ogni tanto di ricevere inviti a surfare o ospitare maschi italiani di dubbia serietà, alcuni dei quali tentano maldestramente di nascondere le loro intenzioni dietro frasi come “Mi piace molto il tuo profilo, credo tu sia una donna molto interessante e mi piacerebbe approfondire la conoscenza con te ;)”, altri fin troppo espliciti che ve li risparmio. Esiste un sistema di segnalazione per questi individui, anche se non avendoli ospitati non se ne può scrivere una pessima recensione, il che sarebbe più efficace. C’è di buono che non succede spesso e la stragrande maggioranza delle esperienze restano nel cuore e vengono sempre ricordate con affetto e divertimento.

CouchSurfing: how to

Alcuni consigli

Da ultimo, alcuni consigli per chi si muove per le prime volte nel mondo del CS:

  • scandagliare bene il profilo della persona che si vuole ospitare o dalla quale si vuol essere ospitati. Per prima cosa il numero e la qualità delle recensioni, poi gli altri campi del profilo: di solito chi è interessato a fare esperienze belle e genuine scrive molto di sé evitando le banalità e cercando di farsi capire al meglio, perché una persona che ti prendi in casa deve piacerti a pelle. Ci vogliono un po’ d’affinità elettive.
  • Se si va in casa di qualcuno, portare un piccolo dono dal nostro Paese. Noi toscani ci arrangiamo bene coi cantucci ed il Vin Santo, ma qualsiasi cosa che viene dall’Italia nella percezione degli stranieri è awesome, o delicious, o preciosa, o come vi pare insomma!
  • cucinate per i vostri hosts e per i vostri surfers, unisce molto e sono i momenti più belli, dove lo scambio avviene più facilmente. Ancora, un piatto di pasta va benissimo e farà tutti contenti.
  • Se state surfando, ricordate che è necessario stare ai ritmi del vostro host (difficilmente vi lascerà le chiavi di casa), e non pensate che sia così difficile: gli stranieri sono molto più predisposti di noi a parlare inglese e, soprattutto in grandi città, sono used ad avere gente da tutto il mondo sempre fra i piedi. Difficilmente vi escluderanno, anche se il colpo di sfiga c’è sempre… A quel punto, perlomeno, avrete dormito gratis.
  • Se state ospitando, ricordate di coinvolgere il vostro surfer nelle uscite e coi vostri amici. Non è bello stare da una parte mentre tutti parlano italiano fitto fitto, senza capire un’acca.
  • Consiglio che consegue direttamente al precedente: ricordate di ospitare tendenzialmente in giorni liberi, oppure di esser chiari preventivamente via messaggio col vostro surfer. Va benissimo lasciare indicazioni e mandare i surfers a visitare la città da soli promettendo solo una cena o una birra serale, ma non potete abbandonarli proprio sempre! Se promettete tour guidati della città molto bene, ma non è assolutamente necessario… 

…per il resto, enjoy! Si tratta di un’opportunità strepitosa per viaggiare e conoscere, ma soprattutto per aprire la mente e comprendere che non esistono solo gli studenti e i lavoratori, ma anche persone che hanno scelto di vivere la vita diversamente, che vivono esperienze incredibili ogni giorno o che hanno alle spalle storie del tutto fuori dall’ordinario… Cose che vale veramente la pena di conoscere e respirare almeno un po’, almeno indirettamente.

CouchSurfing: how to

Foto di: Liz LawleyDavid ShankboneBlork-mtl e Fabio Mascarenhas

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