Condividi con i tuoi amici!

Ha un bel sorriso e tanto coraggio, Barbara Ababio. A 23 anni, italiana di origine africana, ha deciso di sfidare la Lega Nord, candidandosi a sindaco nella lista di Sel a Porcìa, in provincia di Pordenone, roccaforte del partito del Carroccio. Nata a Palermo da genitori ghanesi, lavora come commessa in un centro commerciale e si occupa di mediazione culturale. Così come è accaduto, prima di lei, all’ex-ministro per l’integrazione Cécile Kashetu Kyenge e al calciatore del Milan Mario Balotelli – solo per citare alcuni degli esempi più noti – Barbara, subito dopo la sua candidatura, è stata attaccata e pesantemente insultata con epiteti razzisti su Facebook.

Gli insulti razzisti: l’arma di chi non ha altri argomenti

La discriminazione e il pregiudizio, purtroppo, spesso fanno parte della vita di molti italiani di origine straniera, a causa del sentimento xenofobo insito in alcune persone, che rifiutano di accettare che un individuo dalla pelle di colore diverso sia considerato un cittadino a pieno titolo. La stessa Barbara racconta di essersi vista sbattere la porta in faccia da un agente immobiliare, perché “la gente non vuole affittare la casa ad extracomunitari”. A nulla è servito spiegare che lei è nata in Italia ed è una cittadina italiana. Riguardo poi agli insulti ricevuti a seguito della sua candidatura, le sue parole sono chiarificatrici: “Ho scoperto che in questa terra il razzismo è sottile: non puoi oltrepassare una certa linea. Insomma, commessa sì, sindaco no”. E in effetti, se si pensa alla vicenda di Cécile Kyenge, il colore della pelle è sempre stato usato come un’arma da certi attori politici, una condizione sufficiente e necessaria per infangare l’avversario a prescindere dal programma e dalle politiche che questi persegue oppure, semplicemente, una “leva” in più su cui fare peso per fomentare il disprezzo per l’avversario da parte del proprio elettorato. D’altra parte, i social network, proprio per la loro dimensione di “piazza” dove chiunque può pubblicare e inserire commenti, anche in relativo anonimato, se da una parte possono accogliere e favorire le occasioni di dialogo, dall’altra spesso vengono utilizzati come vere e proprie “discariche” per furiosi e gratuiti attacchi razzisti, come quelli a cui è stata sottoposta Barbara Ababio e a cui tuttora è esposta, mentre la campagna elettorale entra nel vivo. Un problema a cui si sta cercando di trovare una soluzione e di cui si è già occupato il nostro blog in questo articolo.

Barbara Ababio vuole espugnare la roccaforte leghista. E risponde al razzismo con l'ironia Barbara Ababio vuole espugnare la roccaforte leghista. E risponde al razzismo con l'ironia Barbara Ababio vuole espugnare la roccaforte leghista. E risponde al razzismo con l'ironia

“Nero su bianco”. Una campagna elettorale all’insegna dell’ironia

Vittima del pregiudizio, dell’ignoranza e – inutile negarlo – di una buona dose di cattiveria, Barbara però non si è lasciata abbattere e ha deciso di rispondere alle provocazioni e alle offese facendo ricorso ad un’arma più sottile: l’ironia. Forte anche della solidarietà ricevuta da personalità come Roberto Saviano e dalla stessa Cécile Kyenge, ha deciso di rispondere così al razzismo: “usando questo bellissimo colore che porto addosso, il nero, come un punto di forza”. La sua campagna elettorale procede su slogan quali “Il nero snellisce”, sottotitolo “i costi della politica per i cittadini”, “Nero su bianco” come una promessa di maggiore trasparenza, “Lista nera” per condannare le discriminazioni, o “Fuori i neri”, dove per nero si intende il lavoro sommerso, il precariato e le delocalizzazioni – con riferimento al caso dell’Electrolux, un’azienda vicina al territorio di Porcìa. Si dice orgogliosa di essere alla guida di una lista all’insegna della multietnicità: su 24 candidati, 15 sono “nuovi italiani”, le loro radici in Algeria, Tunisia, Burkina Faso, Togo, Turchia, Bangladesh e Repubblica Dominica, tutte “persone nate qui, che a volte non hanno alcun legame con la terra d’origine e che hanno voglia di fare politica dove sono nati e vivono”.


Condividi con i tuoi amici!