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Dell’erasmus e della generazione di grandi viaggiatori abbiamo già parlato in tutti i modi, in tutti i laghi e in tutti i luoghi, per questo dopo un’attenta analisi psico-sociologica abbiamo deciso di stilare per voi una relazione sulle 5 cose più frequenti che affollano il cervello ormai in blackout di chi sta per partire per l’Erasmus. Ti ci rivedi?

#1 L’ansia

La prima fase è quella del Learning Agreement, dei colloqui in lingua o motivazionali, delle scartoffie infinite da consegnare proprio quando le segretarie stanno andando in menopausa e decidono di chiudere la segreteria studenti perché insoddisfatte sessualmente. Il futuro studente Erasmus pensa alle scadenze e non a quelle degli esami della sessione estiva.

5 cose che pensa chi parte per l’Erasmus

Erasmus-Journal

#2 Lo Shopping Compulsivo

“Allora… mi mancano una maglietta figa per andare alle lezioni; le espadrillas perché vado in Spagna, non posso comprarle lì, farei la figura della scema ad arrivare senza; una valigia nuova, così sarà la valigia dell’Erasmus; uno spazzolino nuovo…”. La fase dello shopping compulsivo è quella quasi immediatamente precedente alla partenza e spesso affetta in maniera più grave gli esemplari femmina della specie Erasmus. Il suggerimento è mantenere il sangue freddo, esprimere qualche desiderio e aspettare che le cose davvero indispensabili arrivino come regalo d’addio da parte di parenti contenti di non vedervi per un po’. Allo shopping ci penserete una volta là.

5 cose che pensa chi parte per l’Erasmus

NuoveSoluzioni

#3 La nuova patria

Altro pensiero fisso nelle notti insonni dei futuri Erasmus è il paese che li ospiterà per questa sensazionale avventura. È qui che inizia una ricerca compulsiva di informazioni su internet, sulle guide turistiche delle città (vedi sezione 2: Shopping Compulsivo, sezione Libreria), amici e parenti. Si passano serate intere a selezionare siti internet e spulciare ogni annuncio d’affitto possibile alla ricerca della casa perfetta per l’Erasmus, ma solo dopo aver passato il pomeriggio a fantasticare sui corsi e i compagni nella futura università. In sostanza niente sonno, niente studio e totale inoperatività pur in vista della sessione estiva prima della partenza.

5 cose che pensa chi parte per l’Erasmus

#4 Il sesso

Non raccontiamoci cazzate, il pensiero fisso per chi sta partendo è quello: il sesso. Ci sono fidanzati che si disperano in vista di un periodo di astinenza e di possibili rotture o tradimenti, sfigati che ritrovano la speranza come avessero visto la Madonna di Lourdes annunciargli la grande gioia di un promesso rapporto sessuale e i fighetti che si vantano già di essersi fatti 8 spagnole prima ancora di partire. C’è anche chi, come il mio coinquilino francese, si annota in un libretto le prestazioni sessuali di ogni “nazione conquistata”, assegnando alle ragazze punti e scrivendosi annotazioni particolari su eventuali bonus e scartando ragazze che fossero di una nazionalità già conosciuta (nel senso biblico della parola). Oltre ai casi limite ci sono le persone normali, ma sono poche.

5 cose che pensa chi parte per l’Erasmus

#5 L’Erasmus

Onnipresente, ubiquo, totale. Chi sta per partire per l’Erasmus inizierà da un certo periodo in maniera più o meno precoce a vivere in funzione di questo. Parlerà di Erasmus, penserà all’Erasmus, mangerà cose che prevede di mangiare in Erasmus e alle serate con gli amici si improvviserà abile oratore nella lingua che parlerà in Erasmus. Tutto è Erasmus per chi sta per partire. Nei casi più gravi il problema persiste, in maniera aggravata dalla nostalgia, anche al ritorno.

5 cose che pensa chi parte per l’Erasmus


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