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Questo articolo è dedicato a te, giovane virgulto carico di speranze che ti appresti a intraprendere una carriera universitaria da studente fuori sede. Una delle tue principali preoccupazioni è senza dubbio quella di trovare un alloggio dignitoso, una tana calda e accogliente che non ti faccia sentire troppo la nostalgia di casa. Orbene, sta’ molto attento a non ascoltare alcuni dei deliri che usciranno dalla mente perversa dei tuoi genitori!

No al collegio

Eh sì, alcuni genitori con manie di controllo, terrorizzati all’idea che i loro candidi infanti possano uscire dal binario dell’innocenza e perdersi in una selva oscura fatta di sesso sadomaso e cirrosi epatica, pensano bene di rinchiudere i pargoli in collegi, meglio ancora se gestiti da suore ninja, autorizzate a punire col cilicio ogni minimo sgarro.
Ebbene no: ragazzi, ribellatevi al collegio, indipendentemente dal fatto che esso sia cattolico, laico o gestito da scientology. Innanzi tutto, perché in collegio non ci si sente mai davvero a casa, ma è più o meno come se si vivesse in un motel. Inoltre, è necessario imparare a cavarsela da soli, gestire una casa, organizzare le pulizie, pagare le bollette e dividere gli spazi con dei coinquilini… Tutte cose molto più difficili da apprendere di quanto si possa pensare e che, proprio per questo motivo, è meglio affrontare fin da subito, perché ci saranno utili per tutto il resto della nostra vita.

AAA cercasi tana per fuori sede

Individuare una zona strategica

Bene, una volta convinti i nostri genitori a non gettarci in pasto alle suore cannibali, subenterà un altro problema: la scelta della zona in cui stabilirci. I nostri genitori, ossessionati dalla nostra luminosa carriera universitaria, avranno l’unica preoccupazione di trovarci un alloggio quanto più vicino possibile alla sede delle lezioni. Minchiata, enorme minchiata.
Per carità, tutto sta al buon senso: se per seguire una lezione devo cambiare quattro autobus, guadare tre fiumi e attraversare a piedi il deserto del Nevada, allora tanto vale comprarsi una roulotte e parcheggiarla di fronte alla Facoltà. Però, non va bene nemmeno stare troppo lontani dai luoghi della movida studentesca: diamine, siamo ragazzi di circa vent’anni, mica possiamo studiare tutto il giorno e poi chiuderci in casa il sabato sera a confezionare sciarpe di lana all’uncinetto mentre guardiamo Milly Carlucci in TV. E poi, se devo tornare a casa in condizioni di profondo disagio, dopo il quindicesimo rum & pera, che cavolo faccio? Chiedo a un amico di mettere una banconota in mano a un tassista e far spedire il mio corpo esanime senza ricevuta di ritorno? No.

Secondo la mia esperienza di anziano studente logorato dagli anni, vi consiglio di individuare in prossimità del vostro futuro appartamento i seguenti luoghi meravigliosi, che ogni fuori sede vorrebbe sotto casa:

  • distributore full time di cibo-spazzatura: che sia il vostro kebabbaro di fiducia, il pizzaiolo napoletano che vi offre il limoncello dopo avervi rimpinzati di salsiccia e friarelli, oppure il cinese che friggerebbe pure una mucca viva. L’importante è avere una fonte inesauribile di calorie subito sotto casa, nei momenti di pigrizia culinaria o di sconforto, curabile soltanto con l’incomparabile potere del carboidrato. Indispensabile anche se volete accumulare riserve di grasso in vista di un inverno rigido, come le otarie;
  • farmacia: non solo per avere una fonte di cortisonici durante la fioritura delle betulle o di ansiolitici per superare i momenti critici pre-esame, ma anche per trovare un salvifico distributore di preservativi, nel caso in cui non vogliate mettere su famiglia prematuramente;
  • discount: avere un discount sotto casa sarà la salvezza assoluta per il vostro portafoglio… Soprattutto se si tratta di uno di quei fantastici minimarket gestiti da affabili e instancabili bengalesi, che lavorano 24 ore al giorno pure il giorno di Natale (festa di cui importa abbastanza poco pure a me, pur non essendo induista). Vuoi mettere la soddisfazione di mandare a quel paese RioMare e nutrirsi di tonno Puertos? Impagabile.

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Il casting dei coinquilini

Questo è il punto cruciale della vostra scelta, ciò che determinerà se nei prossimi mesi dovrete ordinare una fornitura settimanale di tranquillanti per cavalli da corsa, necessari per evitare che, in preda a un raptus improvviso, facciate una strage di coinquilini di merda. I genitori si preoccupano tanto che la casa sia supermegafichissima e che le pareti siano state imbiancate di recente. Io, invece, dico che si può vivere pure a Buckingham Palace, ma se si condivide il tetto con degli stronzi imperiali, è preferibile prendere la propria roba e costruirsi una baracca di lamiere e scatole di cartone sotto il viadotto più vicino.

Generalmente, un primo incontro con gli abitanti di una casa funge da casting a doppio senso: loro giudicano te, ma anche tu puoi farti un’idea più o meno indicativa su di loro. Non c’è una regola assoluta per selezionare i coinquilini: credo che la cosa migliore sia trovare delle creature quanto più possibile simili a noi e che abbiano le nostre stesse esigenze. Per esempio, se come prima cosa ti viene esposto l’elenco delle regole e dei divieti della casa (non si fuma, non si parla a voce alta dopo la mezzanotte, non si ospitano morosi/e, non dire falsa testimonianza, non desiderare la roba d’altri, varie ed eventuali), solitamente è segno che hai a che fare con una categoria umana chiamata “cacacazzi”. Per carità, magari con loro la casa sarà sempre linda e splendente, ma vivrai nel costante terrore di aver fatto qualcosa di profondamente sbagliato: uno starnuto in camera tua, infatti, potrebbe compromettere irrimediabilmente il sonno di qualcuno dall’altra parte dell’appartamento. D’altra parte, se appena varcata la soglia ti trovi catapultato in un’atmosfera in stile Woodstock e in cucina ci sono più cartine lunghe che forchette, probabilmente il clima nella casa è piuttosto tranqui funky. A questo punto, sta a te capire fino a che livello si spingerà il clima festaiolo: il coinquilino cacacazzi non è il massimo, ma trovarsi l’Oktoberfest in casa il giorno prima di un esame può essere altrettanto traumatico.

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In conclusione…

Insomma, figliuoli, la scelta della propria tana da studenti fuori sede è un momento cruciale, anche perché, vista la maratona burocratica che ogni cambio di domicilio comporta, sarebbe bene azzeccare subito quella giusta che te gusta: evitare una trafila infinita di marche da bollo, volture, subentri e menate varie, infatti, è sempre auspicabile. Certo, è importante che la casa in cui andrete a stare non sia un tugurio di 15 metri quadri da condividere con piattole, scarafaggi e pantegane… Ma secondo la mia personale esperienza, credo fermamente che la cosa più importante sia trovare fin da subito i giusti compagni di avventura. Avere accanto delle persone che ci possano dare una mano, specialmente nei primi tempi in cui ci sentiamo tutti un po’ spaesati e soli, oppure quando facciamo la prima, memorabile figura di merda a un esame, è sempre un’ottima cosa. E le amicizie nate in questi anni, difficili ma bellissimi, sono destinate a durare per tutta una vita… Anche se nascono tra le mura di un collegio opprimente gestito da suore ninja!


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