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E dopo il primo sconsolato elenco della settimana scorsa sulle cinque mancanze cui non potevo sopperire, ecco qui il nuovo elenco delle carenze cui, anche da fuorisede, si può trovare una soluzione!

5 cose che da fuori sede mi mancavano ma che sono riuscito ad ottenere#1 Lo spazio

Come ho già affermato in altri articoli, è incredibile quanto le comodità delle cose semplici si notino solo quando queste ultime mancano. Beh, tra queste “cose semplici” posso benissimo far rientrare i cassetti. Quei favolosi creatori di spazio laddove di spazio non ce n’è. Nella mia nuova casa avevo soltanto un semplicissimo armadio e nessun posto per i km di cavo dei vari caricabatterie, per le sciarpe ed i guanti e nemmeno per gli asciugamani di ricambio e la biancheria sporca. La risposta in questo caso ha due nomi: IKEA e Tiger. L’azienda svedese vende a neanche 10€ dei comodissimi ripiani di stoffa (Jall) da appendere all’asta interna dell’armadio. Questi geniali cassetti pensili, sviluppandosi su diversi piani in verticale, sono in grado di creare davvero moltissimo spazio utilizzabile in mille modi diversi. Sempre all’IKEA si trovano anche dei comodissimi cesti per la biancheria sporca mentre da Tiger, magari in un’oziosa domenica di shopping, puoi sempre trovare decine di scatole, scrigni e portagioie dei più disparati modelli, materiali e colori in cui poter riporre le piccole cianfrusaglie della vita quotidiana.

#2 Il tempo

È incredibile come il tempo da fuori sede voli. Neanche riesco a tornare a casa da lezione e dare una letta agli appunti che sono le otto e trenta, finisco di preparare la cena e l’orologio indica già le nove passate! È assurdo come la presenza di qualcuno che ti aiuti nelle attività essenziali della giornata possa essere così importante, fortunatamente, però, in pochissimo tempo sono riuscito ad organizzarmi alla perfezione e, a distanza di neanche un messe dalla mia trasferta, in tre ore riesco a pulire il bagno, cucinare per 150 persone e studiare un esame da 99 crediti. Lancetta non ti temo (più).

#3 Una dispensa dignitosa

I primi tempi andavo avanti a carne in scatola e insalata come un modello di biancheria intima qualsiasi. Oggi no, la golosità e la necessità di vivere una vita decorosa hanno fatto sì che mano a mano la mia dispensa si riempisse di tante golosità, anche più di quante ce ne fossero nella mia prima casa. Una su tutte? Il curry, nuovi tipi di biscotti, pizza american style con sopra di tutto e di più, yogurt alle noci. Il bello di vivere fuori e di avere il potere sulla spesa è soprattutto questo: poter sperimentare, poter accostare ai piatti tipici di casa quelli che avrei sempre voluto provare ma che per pigrizia e remore materne non mi son mai goduto. Sempre con un occhio alla linea, ovviamente: così, se il mercoledì sera a cena affondo in una piadina piena di pancetta e formaggio affumicati, il giovedì a pranzo mi castigo con una gustosa zuppa ai 4 cereali e broccoli (non storcere il naso: è buonissima!).

5 cose che da fuori sede mi mancavano ma che sono riuscito ad ottenere

#4 Vestiti puliti e stirati

Il mio più grande incubo: la lavatrice ed il ferro da stiro. Avendo il terrore delle pieghe, non potendo permettermi di bruciare i panni sporchi invece di lavarli e non volendo rinunciare alle mie amate camicie a scacchi da boscaiolo, sto iniziando ad imparare sia a fare il bucato sia a stirare: per ora riesco nell’impresa impossibile di avere magliette più stropicciate dopo il ferro che prima ma sento che a breve saprò essere in grado di averle lisce come un velo di pasta sfoglia. PS. Non mi sono ancora cimentato nella sfida più ardua: il lavaggio dei capi in lana. Penso che ci scriverò un post!

#5 Uno specchio

Ma il terrore quando ho realizzato che in tutta casa non c’era un singolo specchio da usare per farmi le sopracciglia, togliere i punti neri e valutare la qualità dei miei outfit. Per fortuna che c’è IKEA e il nonno del coinquilino che, fornendomi rispettivamente prodotti e servizi (leggi aiuto a fissare lo specchio all’anta dell’armadio), m’hanno permesso di poter soddisfare le mie velleità estetiche.

5 cose che da fuori sede mi mancavano ma che sono riuscito ad ottenere


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