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I laureati alla ricerca di un lavoro sono quelle persone che, dopo aver stramaledetto per almeno cinque anni libri, appunti, teorie di pensiero, grafici, la corsa agli esami e quant’altro, dal momento in cui indossano la corona d’alloro cominciano a rimpiangere tutto questo. Sono tutti dei folli nostalgici? Qualcuno forse sì, ma tanti certamente no e il loro rimpianto trae origine piuttosto dalla natura ben più difficile della missione che intraprendono una volta varcata la soglia dell’università per uscirne.

La ricerca del lavoro

In questa singolare mission impossible, il neolaureato si muove tra l’entusiasmo delle iniziative personali e la rassegnazione con cui e-segue i consigli che praticamente chiunque inizia a dispensare. Registrati sul sito “tal dei tali”, iscriviti alla newsletter dell’associazione “vattelappesca” e chi più ne ha più ne metta. In ogni caso, tutti pensano a suggerire luoghi reali o virtuali dove è possibile reperire le più disparate offerte di lavoro, ma mai nessuno mette in guardia questi giovani allo sbando da quegli annunci da cui sarebbe meglio tenersi lontani. Eccoci qui per sopperire a questa mancanza, partendo da un prototipo di annuncio a rischio sperimentato per voi e per tutti personalmente.

AAA lavoro cercasi: una guida agli annunci da cui astenersiQualche mese fa, mi sono imbattuta nell’annuncio in foto, mentre cercavo un’opportunità di lavoro per volantinaggio e sono stata attirata nella trappola, per fortuna solo il tempo necessario di capire che non è così che voglio perdere il mio tempo. Sembrerebbe un normalissimo annuncio, se solo corrispondesse alla realtà. L’esperienza, infatti, mi ha insegnato che evidentemente per certe aziende alle voci “hostess, stuart, volantinaggio per distribuzione gadget” corrisponde la pratica del porta a porta per dare alla gente la lieta notizia della restituzione di qualche soldino per conto di ignare compagnie che gestiscono il servizio dell’elettricità. Al di là dei miei sospetti di truffa ai danni delle persone alle cui porte si bussava, c’è un giudizio negativo certo rispetto all’ambiente di lavoro e rispetto anche alle modalità di selezione del personale da parte dell’azienda. In sintesi: troppi misteri e confusione, sia nell’annuncio che ancora durante il colloquio e durante la giornata di prova. Ciò che ne ho dedotto, quindi, è stato che sarebbe meglio non dare credito agli annunci o alle situazioni in cui ci si imbatte almeno in un punto del decalogo che segue.

#1 Si cercano troppe figure professionali contemporaneamente

Sarai pure un’azienda nuova, ma è possibile che vuoi riempire il tuo organico in un solo colpo? Cosa cerchi? Decidilo bene, perché non è detto che un distributore di volantini sappia anche farti da consulente.

#2 Si offrono soldi come se piovesse

È chiaro che a tutti piacerebbe guadagnare cifre astronomiche ogni mese, ma con una buona dose di scetticismo oserei inferire che il lavoro milionario non lo si trova navigando per un qualunque sito commerciale e generalista e non lo si trova in un annuncio che cerca gente seguendo la filosofia romana del “’ndo cojo, cojo” nel senso che…

#3 …non si richiede nessun requisito di merito

Gli unici requisiti richiesti, infatti, sono quello della disponibilità immediata e della disposizione a farsi sfruttare per tutto l’arco della giornata. Ciò vuol dire che il consulente o il volantinatore può anche essere una perfetta capra, l’importante è che non abbia nulla da fare nell’imminente.

#4 Ti si fa credere che l’opportunità va cola nell’arco di tre, due, uno altrimenti boom

Altrimenti rimarrai povero per tutta la vita: sì, aderendo a un annuncio così strutturato, finirete per sostenere un colloquio in cui semplicemente vi verrà fissata una data di prova per il giorno successivo come se fosse l’ultima chiamata di imbarco per un volo. Non importa se per quel giorno avevate fissate un appuntamento medico perché siete stati colpiti da una forte dissenteria: o vi presentate per la prova oppure perderete tutti quei soldi ai più alti livelli di mercato.

#5 Il colloqui è una mera consegna del curriculum vitae

Ancora una volta ripeto che l’importante è essere totalmente liberi da subito, quindi perché sfruttare il colloquio per chiedervi delle vostre esperienze?

#6 “Per me è sì!”

Più semplice che a un talent show. Non dovrete neanche esibirvi in prove di canto e/o di ballo, che siete bravi vi si legge negli occhi, quindi meglio prendervi subito. Che botta di autostima!

#7 Si ascolta musica a palla

Su questo punto rimango nel dubbio di essere troppo schizzinosa, ma mi prendo le mie responsabilità e continuo a sostenere che no, in un ambiente di lavoro – a meno che non si tratti di un centro di fitness – non si può sintonizzare lo stereo sui più alti decibel.

#8 Non c’è l’elemento tecnologico

Nonostante non sia una nerd, non reputo normale che un’azienda che opera nel 2014 non sia dotata di un pc nei propri studi, di un sito web e neanche di un indirizzo di posta elettronica per comunicare eventualmente con i potenziali clienti o con gli aspiranti adepti, soprattutto se ti spacci per un’azienda giovane, bella e con un modello di lavoro futuristico.

#9 Giro in macchina a sorpresa con sosta per colazione in zone degradate

“Tizio ti spiegherà come lavoriamo davanti a un buon caffè”. Esci fuori e, come se non ci fosse un bar più vicino, tizio ti caricherà in una macchina aziendale e comincerà a girovagare per i quartieri degradati della città senza dirti ancora nulla dell’azienda ma chiedendoti anche il tuo gruppo sanguigno, finché non si fermerà in un bar x e dopo colazione continuerà a girare in macchina per attaccare poi a “lavorare” verso le 11. Che azienda da sogno!

#10 Non c’è trasparenza

Né sulle mansioni né sulla retribuzione. Agli aspiranti lavoratori, infatti, non è concesso chiedere delucidazioni sulla propria mansione perché l’azienda ha bisogno di tante figure professionali, ma guarda caso nella giornata di prova te ne fa vedere solo una, e non è concesso neanche chiedere a quanto ammontino effettivamente i più alti livelli di mercato perché si verrà accusati di essere persone che vogliono prima di iniziare a dare.

Fuori decalogo, aggiungo un ultimo campanello d’allarme che ha il suono della parola “incentivi”. Se la trovate in un annuncio, state ben sicuri che tutto ciò che vi si offre è una retribuzione a provvigione. Dal decalogo e dall’undicesima considerazione, traiamo, quindi, il primo comandamento: astenersi da simili situazioni se si è alla ricerca di un lavoro e non di una semplice attività per impiegare il proprio tempo, per questo c’è sempre il découpage!


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