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All’inizio dei propri studi, ognuno si sente catapultato in un mondo nuovo e a volte prova un po’ la nostalgia della propria casa lontana e dei propri affetti. Ma niente paura: dopo non molto tempo, arriveranno 10 (e forse anche di più) segnali a indicarci che non abitiamo più in una sorta di motel, ma in un’autentica nuova casa, che abbiamo costruito noi stessi, con la forza della quotidianità e dei ricordi.

  1. La tua stanza ha il tuo odore

    Inutile negarlo: ognuno di noi ha il suo odore. Forse dipende dal deodorante e dal bagno schiuma che usiamo, forse dal deodorante e dal bagno schiuma che NON usiamo, o forse dal fatto che siamo soliti mangiare la peperonata di notte in camera nostra, nascosti sotto il piumone. In ogni caso, il nostro piccolo regno privato assume il nostro stesso odore entro 24-48 ore dal nostro insediamento… Solo che noi non siamo in grado di rendercene conto, salvo nei casi in cui l’inquilino ha l’abitudine di fumare nella sua stanza. La fumata nera, in questo caso, non indica che è in corso l’elezione del nuovo Pontefice e l’aria che si respira ti fa sentire teletrasportato nei peggiori bar di Caracas.

  2. Il Wi-Fi si connette da solo

    Come un cagnolino scodinzolante pronto a farti le feste, il primo a darti il benvenuto quando torni a casa è il wi-fi, subito salvato sulla memoria dello smartphone. Di solito, già sul giro scale, il cellulare annuncia con sommo gaudio “Connesso a rete protetta, bentornato a casa ciccio!” E quando avrai messo davvero radici nella nuova città, potrai collegarti a centomila reti non protette che avrai ormai individuato in ogni vicolo e in ogni piazza!

  3. Trovi dappertutto i tuoi oggetti smarriti

    Nel passare l’aspirapolvere si ritrovano le tracce degli abitanti della casa: le forcine per i capelli della coinquilina dalle lunghe chiome, i calzini finiti per magia dietro i termosifoni (che d’inverno diffondono il loro aroma di piede affumicato) e i cioccolatini nascosti dal vecchio coinquilino che era stanco di essere derubato. Insomma, l’appartamento diventa una specie di isola del tesoro e gli oggetti smarriti dietro i mobili o in fondo agli armadi sono una discreta e silenziosa testimonianza, che sembra sussurrare ai futuri inquilini “Io sono lo spirito del vecchio abitante di questa stanza. Sta’ attento: io ti osservo!”

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  4. Vedi ovunque volti conosciuti

    Dal kebabbaro sotto casa che sa già che non vuoi la salsa piccante nel panino, fino all’anziana vicina che ti guarda ancora storto per quel festino alcolico protrattosi fino alle 4 di una notte di tre anni fa… Tutti riconoscono il tuo viso. E non puoi fare nemmeno cento metri in centro senza essere salutato da mille persone, come se ti trovassi ancora nel tuo paesino d’origine. Beh, tutto questo è davvero bello e ti fa davvero sentire di aver trovato il tuo posto nel mondo. Ecco, il problema è quando incontri i professori oppure il tuo/la tua ex: in questo caso, molto probabilmente preferiresti evaporare all’istante!

  5. Ogni oggetto è legato ad un ricordo

    Calamite e foto appese al frigorifero, poster alle pareti, cartelli di insulti attaccati alle porte delle stanze e migliaia di soprammobili inutili… Nel corso di anni di convivenza, nell’appartamento di uno studente fuorisede si accumula una quantità incredibile di oggetti e ognuno di essi è legato a un avvenimento più o meno importante: il regalo di un amico ormai laureato e andato a lavorare chissà dove, i residui di un party selvaggio che ha avuto luogo tra queste mura, oppure semplicemente uno di quei normali oggetti che utilizziamo ogni giorno, nella vita quotidiana. Alla fine dei tuoi studi, quando dovrai impacchettare tutte le tue cose per lasciare l’appartamento, potresti renderti conto di quanto eri affezionato a quella ciotola in cui ogni mattina mangiavi i cerali e vorresti portarla con te… Ma non puoi, perché appartiene al tuo coinquilino e se gliela rubi ti taglia un braccio con la motosega.

  6. Sai orientarti al buio

    Dopo i primi tempi, segnati da frequenti fratture scomposte dei mignoli dei piedi e conseguenti imprecazioni colorite, ormai conosci a memoria la disposizione di ogni mobile-killer della casa e ti muovi agile come un ninja nelle tenebre. Attento però a non sentirti troppo al sicuro: se a qualcuno viene in mente di traslocare quell’orrido mobiletto finto-rococò che sta nell’ingresso, è la volta buona che ti ci fracassi setto nasale, incisivi, canini, premolari e arcate zigomatiche, tanto che tua madre ti riconoscerà solo grazie alla carta d’identità.

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  7. Sai che ogni cosa ha il suo posto

    L’ingresso in una nuova casa presuppone sempre un attimo di smarrimento. Cerchi una padella e trovi una scopa. Cerchi una scopa e trovi un frullatore. Cerchi un frullatore e finalmente trovi la padella che stavi cercando prima. E decidi di farti un frullato agitando velocemente il manico della scopa. Insomma, una vita di stenti da casalinga disperata. Ma una volta insediatoti stabilmente nel nuovo appartamento, non solo saprai esattamente dove si trovano tutti gli utensili ed elettrodomestici, ma potrai anche iniziare a spostarli per fare impazzire i coinquilini!

  8. Ritrovi le tue scorte alimentari

    Ognuno ha la sua alimentazione personalissima e osservare il contenuto di dispensa o frigorifero ci fa capire molto degli abitanti dell’appartamento. E ciò è particolarmente evidente quando si vive in una casa multiculturale: per esempio, quando arriva un coinquilino italiano iniziano a comparire immense scorte di pasta e caffè, centinaia di barattoli di conserve preparate dalla mamma e a volte anche una piantina di basilico sul davanzale. Invece, la presenza della mia coinquilina turca e vegetariana è testimoniata da centomila varietà di spezie differenti, dall’ottimo tè turco (che puntualmente le rubo) e da frutta secca in quantità industriali. A volte mi sembra di condividere casa con un roditore.

  9. Conosci l’umorismo casalingo

    In ogni casa di studenti si accumulano aneddoti epici, storielle imbarazzanti e ricordi indimenticabili, che anche a distanza di anni vengono costantemente rievocati dai protagonisti. Per questo, tra coinquilini si sviluppa una sorta di linguaggio in codice, un intero vocabolario di battute cretine che solo loro possono capire, tanto che chi li conosce poco potrebbe seriamente pensare che siano gravemente deficienti. Beh, nel più dei casi, tutto ciò consiste semplicemente nel prendersi per il culo a vicenda, ma questa complicità è una cosa davvero unica e impagabile che spesso è segno di una splendida esperienza di condivisione!

  10. Sai far funzionare ogni aggeggio di casa

    Ogni casa ha i suoi segreti e ogni appartamento di studenti ha le sue trappole mortali: cassetti a rischio di crollo improvviso, piastrelle assassine che ti fanno lo sgambetto, rubinetti forza 9 che causano tsunami. Ma dopo un po’ di tempo, l’inquilino diventa depositario della Sapienza Suprema e assume conoscenze che gli permettono di sopravvivere in quella casa che sembra tanto accogliente, ma che talvolta può rivelarsi fatale. E così, ora sai come girare la chiave nella serratura in modo da evitare di passare il resto della tua vita chiuso in bagno, sei al corrente del fatto che quella presa di corrente fa più morti della peste bubbonica e sai che quella pentola, che pare dimenticata da secoli, in realtà ha una fondamentale funzione strutturale nel sostenere la credenza. Insomma, ormai sei diventato immortale.

    10 segni per capire che la tua tana fuori sede è davvero diventata casa tua

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