Condividi con i tuoi amici!

“Volunteer expo” è una campagna che pubblicizza il volontariato durante Expo 2015. In queste ultime settimane i manifesti hanno letteralmente tappezzato Milano. Sono sui mezzi pubblici, in metropolitana, lungo i viali de centro. Il target è piuttosto evidente: persone giovani, per lo più studenti universitari, oppure pensionati. Purtroppo i giovani sono stati tutt’altro che entusiasti: anzi, molto si sono innervositi. Dopo anni di promesse sui nuovi posti di lavoro portati da Expo, tappezzare la città con richieste di volontariato sembra quasi una presa in giro.

Volontariato e grandi eventi

Ho provato a fare qualche ricerca sulle scorse edizioni ed Expo e se in passato si è già fatto uso del volontariato. In realtà ricorrere ai volontari sembra essere una delle costanti dei grandi eventi: alle olimpiadi di Londra erano 70.000, mentre alle invernali di Torino nel 2006 18.000. Anche l’Expo non fa eccezione. Sia l’edizione 2012 in Korea sia quella del 2010 a Shangai hanno ampiamente utilizzato i volontari. A Shangai pare fossero addirittura 70.000 (contro gli appena 10.000 previsti a Milano). In Asia il volontariato per i grandi eventi ha avuto un grande successo, tanto che si è creato un gruppo di lavoro che ha partecipato a più eventi consecutivi spostandosi (le olimpiadi di Pechino del 1008 ed Expo 2010 e 2012).
Il volontariato è stato sfruttato principalmente come forma di coinvolgimento della comunità locale, ma permette anche di avere più manodopera di quella prevista dal budget e ad un costo molto basso. Le spese per il personale infatti sono una voce importante del bilancio complessivo dei grandi eventi. Secondo il sito ufficiale di Expo 2015 i dipendenti totali saranno 1.100, di cui 650 a tempo pieno e 450 nel solo semestre espositivo. Il solo costo per il personale durante i sei mesi dell’evento sarà di 110 milioni di euro, per un totale del 12% dei costi operativi. Il costo dei volontari invece è molto più basso: solo il 2,2% dei costi operativi, per un totale di 20 milioni euro (cifra stimata, tra l’altro, per 36000 volontari).

Nulla di nuovo sotto il sole

Non solo certe forme di volontariato sono già ampiamente sfruttato all’estero, ma non sono una novità nemmeno per l’Italia. Le formule di partecipazione ad Expo 2015 sono infatti tre: volontariato di quattordici giorni, di 6 mesi oppure di un anno. Il servizio più breve, quello da 14 ore con 5 ore e mezza di turno giornaliere prevede solo la copertura delle spese assicurative e per il trasporto pubblico, un pasto giornaliero e l’omaggio di un tablet.
Gli altri due servizi di 6 e 12 mesi invece non sono altro che bandi di dote comune e servizio volontario civile e prevedono rimborso spese. Si tratta di due bandi che vengono indetti annualmente (o anche più spesso nel caso della dote) in tutti i comuni d’Italia. Nulla di nuovo sotto il sole dunque, semplicemente i bandi indetti dal comune di Milano quest’anno saranno molti di più. Mentre i rimborsi della dote comune sono variabili, quelli del servizio civile (nato come alternativa alla leva militare) sono fissati a 433,80 euro mensili.

Expo Gate Milano

Volontariato: un bene o un male?

Nei giorni scorsi @noexpo2015 aveva twittato: “Perché lavorare gratis per un evento che costa miliardi di euro di soldi pubblici?”. Appunto, perché? Stefano Tabò, presidente di CSVnet (Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato) ha dichiarato che “non risulta che in termini di occupazione il volontariato abbia mai sottratto posti di lavoro” e che “Il moto iniziale che ha spinto il protocollo non è quello del semplice risparmio economico, ma il riconoscimento che la qualità dell’accoglienza si arricchisce della presenza di persone che non sono solo lavoratori pagati, ma anche volontari”.
Difficile immaginare infatti l’assunzione di altre 10000 persone stipendiate: vorrebbe dire decuplicare i dipendenti e relativi costi (che già con soli 1100 dipendenti costituiscono, come scritto sopra, il 12% del budget complessivo). Il volontariato poi non è solo un modo per “risparmiare” sul personale. Bandi come dote comune e servizio civile volontario esistono da anni e con obiettivi precisi di formazione personale e professionale e di ammortizzatori sociali della disoccupazione.

La sfiducia nelle istituzioni

La rabbia provocata da questa campagna è molto indicativa del clima che si respira oggi in Italia, soprattutto tra i giovani. Qualcosa non funziona se un evento organizzato da un ente pubblico, il cui intento è quello di promuovere a livello mondiale il progresso scientifico e tecnologico, è connotato in modo così negativo. Il tema di questo Expo milanese è, tra l’altro, “nutrire il pianeta”: una delle questioni più importanti sarà la lotta alla fame nel mondo. Purtroppo tutto questo sembra essersi perso: e tutti i valori positivi di cui Expo avrebbe dovuto essere portatore a Milano sembrano soffocati tra gli scandali, corruzione e appalti truccati. E pare che in Italia, ultimamente, succeda un po’ troppo spesso.

I volontari di Expo 2015


Condividi con i tuoi amici!