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Nella fuga al si salvi chi può, l’Italia si spopola, questo lo sapevamo già. Però, non so se ve ne siete accorti, si ripopola da qualche altra parte. Sì, in realtà siamo ovunque, come i cinesi anche se siamo la metà della metà, ma…facciamo un gioco. Chi di voi, al momento, non ha un amico a Berlino? 

Il cielo sopra Berlino, parafrasando un celeberrimo film, sembra essere colmo di voli prenotati con biglietti di sola andata. I dati parlano chiaro: dal 2012 la percentuale di immigrati (ebbene sì, lo siamo anche noi) italiani in Germania è del +40%. Chi non si trasferisce, almeno ci passa un weekend, tanto che è impossibile camminare per le strade di Berlino senza incrociare un gruppo di italiani ed ascoltarne le conversazioni mentre, ignari, credono che nessuno possa capirli – quando è più probabile che capiti nella loro città!

Berlino sembra essere una capitale del tutto nuova, ormai lontana dal grigiore del muro (mentre persiste quello meteorologico), tinta dei colori di tutte le speranze dei giovani europei in crisi. Fra loro, “incontriamo” Sarah, 23 anni, laureata al Dams di Roma Tre e con un Master in Comunicazione e Giornalismo di Moda. Con lei, analizziamo questo fenomeno che, forse, più che una moda si rivela essere una necessità. 

La Germania, come una nuova terra promessa, sembra essere l’unico luogo in cui è ancora possibile trovare un impiego in Europa. È questo il motivo per cui hai deciso di trasferirti all’Estero? E perché proprio a Berlino?

Il mio desiderio è sempre stato quello di viaggiare e fare nuove esperienze, e una volta finiti gli studi sarei partita lo stesso a prescindere dalla difficoltà di trovare un impiego in Italia. A Berlino sono capitata per caso, rispondendo ad un annuncio in cui cercavano stagisti italiani.

Hai trovato il tuo stage prima o dopo essere partita?

Prima, è il motivo per cui sono venuta a Berlino. Ho trovato un annuncio su fashionjobs per uno stage a Berlino, ho mandato la mia candidatura e dopo l’intervista sono stata scelta. È stato tutto molto rapido, nel giro di qualche settimana sono partita!

Dove lavori esattamente? Di cosa ti occupi?

Lavoro presso ShopAlike.it, un aggregatore di e-commerce, parte del gruppo AxelSpringer, leader del mercato editoriale tedesco. Nello specifico, mi occupo dei social media e dei contenuti per ShopAlike, il sito italiano appunto. Siamo un’azienda in rapida crescita ed è interessante lavorare fianco a fianco con persone di decine di nazionalità diverse,  molto stimolante.

Berlino

Quali sono le differenze principali fra la formazione aziendale in Germania e un tirocinio in Italia?

Non ho esperienze di tirocinio in Italia né di una vera e propria formazione aziendale in Germania. Immagino però, stando a quanto ho sentito dire da alcuni miei amici che ora lavorano in aziende italiane, che sembra esserci poca volontà di formazione da parte dei “capi” nei confronti dei tirocinanti. Sembra che istruire qualcuno nel fare un lavoro in Italia sia considerata una perdita di tempo e denaro, non c’è l’ottica di un “investimento per il futuro”, mentre in Germania l’ambiente lavorativo, soprattutto nel settore internet dove sono al momento, è molto propenso ad affidare fin da subito grandi responsabilità ai giovani e agli stagisti. Basti pensare che nella mia azienda, su più di 150 dipendenti, solo due superano i 40 anni. 

Eppure i tedeschi sono famosi per la loro chiusura e le difficoltà insormontabili da affrontare nell’imparare la lingua. Qual è stata la tua esperienza?

Non parlo tedesco e dove sto facendo lo stage non è necessario, basta l’inglese e ovviamente l’italiano. E’ una caratteristica comune a molte aziende.

Berlino che sembra aver soppiantato Londra. Ogni giovane italiano dice di partire per una capitale colorata rispetto al passato, alternativa, colma di possibilità e prospettive. È davvero così? 

Né Berlino né Londra né altre città sono la culla delle possibilità se una persona non è in grado di coglierle e darsi da fare. Dipende tutto da quanto una persona ha realmente voglia di impegnarsi per realizzare i propri obiettivi e i propri sogni: se qualcuno si aspetta che il lavoro sia a portata di mano solo perché si trova in una grande città non italiana, allora farebbe meglio a ridimensionare le proprie aspettative e ad essere pronto anche a dei no.

Descrivi Berlino con 3 pregi e 3 difetti

Pregi: artistica, i mezzi funzionano, il costo di una stanza in WG (appartamento condiviso) è basso.
Difetti: finora non ho trovato difetti degni di nota.

Cosa consigli a chi come te vuole tentare la fortuna nella capitale tedesca?

Impegnarsi e provare più strade. Le possibilità ci sono, basta cercare e dare sempre il meglio di sé.

Insomma, siete pronti a cercare la vostra?


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