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“Oddio, s’è rotto il preservativo! E ora?”
“Perdincibacco (sono fine col linguaggio oggi), aveva detto che non sarebbe venuto dentro… Che avrebbe fatto IL SALTO DELLA QUAGLIA…”
(il famigerato coito interrotto, per chi non lo sapesse).
“Cos’è successo ieri sera? Abbiamo fatto sesso?? Non lo so, non ricordo… Eravamo ubriachi fradici…”

Quanti di voi studenti non si è mai ritrovato in una di queste situazioni? Probabilmente in molti, ma non avrete il coraggio di ammetterlo, e vi capisco. Nel caso foste invece nella categoria “non mi è mai capitato niente del genere”, meglio per voi, ma leggete comunque questo articolo fino in fondo perché potreste trovare qualcosa di utile per voi o per una coppia di amici in difficoltà.

Ma dove eravamo rimasti? Ah sì, ad “Oddio, s’è rotto il preservativo! E ora?” e compagnia bella. Pianti, disperazione, urla e accuse: non serviranno a niente. Lasciate perdere i drammi, le consolazioni, le coccole e le preghiere al vostro dio perché, ahimè, non vi aiuteranno ad evitare nove mesi di gravidanza. Donne, è a voi che mi rivolgo. Non vi fate mettere i piedi in testa dal partner di turno, tutto ciò che verrà dopo sarà di gran lunga peggiore. Impuntatevi, rivendicate i vostri diritti e siate pretenziose. Preservativo prima di tutto, se non usate altri anticoncezionali. Fate in modo che sia messo bene ed evitate lubrificanti a base oleosa. Ma la sfiga può capitare a chiunque, anche a quello che aveva calcolato ogni margine d’errore. Allora, ragazze mie, fatevi coraggio: i piccoli ed ingenui spermatozoi del vostro compagno stanno coraggiosamente risalendo il vostro corpicino come dei salmoni affamati, e ormai il danno è fatto, il rischio di gravidanza indesiderata c’è. Piangete cinque minuti, ve li concedo, ma poi tornate in voi; prendete le redini della situazione e dimostrate di avere un minimo di testa. Rivestitevi, pettinatevi, lavatevi la faccia gonfia dalle lacrime e uscite di casa, IMMEDIATAMENTE. E soprattutto, NON VERGOGNATEVI.

Il primo passo: consultare un medico

La prima cosa da fare è recarsi in consultorio o in pronto soccorso ginecologico, nel caso voi aveste una vita sessuale ma non abbiate ancora un ginecologo di fiducia (male male, in tal caso); anche il vostro medico di base può andar bene. Se andrete in consultorio o in ospedale, chiedete di parlare con un medico, il quale non vi farà alcuna visita ginecologica invasiva, bensì semplicemente una serie di domande riguardanti il vostro stato: cosa è successo durante il rapporto, quando è successo, come vi siete comportati a riguardo, se state assumendo anticoncezionali o altri medicinali. Il passo successivo, “normalmente”, in base alle risposte date, sarà prescrivervi la pillola del giorno dopo. Solo attraverso questo foglio di carta potrete recarvi in farmacia a comprare la pillola – solitamente il Norlevo – ad un costo di circa 11€.

Guida pratica alla pillola del giorno dopo

La pillola del giorno dopo, questa arcana

Questa pillola è così chiamata per un ovvio motivo: deve essere assunta entro le 72 ore successive al rapporto ritenuto a rischio. Prima verrà presa, più forte sarà la sua efficacia: entro le 24 ore il successo sarà del 95% (meglio se assunta nelle prime 12 ore), tra le 24 e le 48 scenderà all’85%, e al terzo giorno sarà del 58%; dopodiché, i suoi effetti saranno nulli.
Oltre ad assumerla in modo tempestivo, deve essere anche del tutto eccezionale: non deve essere presa con leggerezza, poiché va ad alterare il nostro ciclo mestruale, a causa del levonorgestrel, un ormone presente anche in molte pillole anticoncezionali. Previene l’ovulazione, quindi se siete già in stato interessante, la pillola non servirà a niente ed è per questo motivo che non può essere considerata abortiva.

Il dopo

La sensazione di paura e smarrimento che avrete subito dopo aver buttato giù la pillola e i 10 litri di acqua sarà più che normale. Senso di nausea e mal di testa sono tra gli effetti collaterali, quindi non disperatevi, ma in caso di vomito entro le prime 3 ore dovrete riprendere la pillola. E soprattutto non sbiancate quando vedrete delle perdite poiché la bomba ormonale che avete appena preso potrebbe anticiparvi il ciclo.

Guida pratica alla pillola del giorno dopo

Se non ti prescrivono la pillola

Come detto sopra, sia medico di famiglia che ginecologo possono (devono!) prescrive la pillola del giorno dopo. Nel caso dovessero rifiutarsi poiché si professano obiettori di coscienza, ci sono alcune cose da sapere:

  • essendo una pillola per la CONTRACCEZIONE D’EMERGENZA e quindi NON ABORTIVA (non stiamo parlando di RU-486, è assolutamente un’altra cosa), l’obiezione non ha alcun valore in merito alla legge 194. È un diritto del medico scegliere di prescrivere o meno tale pillola, purché il ritardo non comprometta lo stato di salute della richiedente;
  • ogni struttura pubblica deve avere la possibilità di erogare la pillola del giorno dopo, senza dover rimbalzare da un ospedale all’altro o sborsando molti soldi (quindi casi come quelli di Bari sono da denunciare senza pietà);
  • se il medico continua a rifiutarsi, potete minacciarlo compilando questo modulo. Anche il rifiuto del farmacista nel vendervi la pillola è illegale.

Cosa fare allora?

Bisogna farsi rilasciare dal medico e/o dal farmacista un documento che attesti il rifiuto nella prescrizione/vendita della pillola con motivazioni e firma, poiché è l’unica prova in vostro possesso per dimostrare di aver chiesto un aiuto che invece vi è stato negato, e costringerete il medico a prendersi tutta la responsabilità delle sue azioni. Successivamente dovrete fare ricorso ad un giudice, che valuterà il rifiuto legittimo o meno del medico. Se illegittimo, dovrà risarcirvi economicamente. Alcune associazioni si stanno battendo affinché la pillola del giorno dopo diventi un farmaco da banco e addirittura gratuito. A riguardo sono un po’ scettica, poiché il tema è più complicato e perché ho il terrore che le farmacie possano essere prese d’assalto da sedicenni in preda agli ormoni che non hanno avuto prima alcun insegnamento di educazione sessuale.

Mi rivolgo a voi, car* universitar*: insegniamo ai nostri fratelli, cugini e amici più piccoli come comportarsi e a chi chiedere aiuto.

Guida pratica alla pillola del giorno dopo


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