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Italia mia quanto mi manchi delle volte. Sempre più confusa, chiacchierata e discussa, ma pur sempre Mia. Ma quanto ti devo difendere da tutti gli stereotipi che ci ti hanno e ci hanno “appioppato” nella storia?

Cari italiani quante ne ho sentite e quante ne sentirete se siete in procinto di trasferirvi, come ho fatto io, fuori dal Bel Paese.

Tralasciando le solite frasi idiote del tipo Ciao Bella, spagheti-macaroni-mozarila, Pizza e Berlusconi-BungaBunga, eccone una piccola lista delle cose più assurde sentite in sette mesi di chiacchierate con Europa e America.

Don Vito Corleone. Ipse dixit

Colpa forse del Cinema e di come ci ha ritratto e continua a raffigurarci sul grande schermo, ma pare proprio che siamo dei gran pistoleri. Qui credono davvero che ce ne andiamo in giro a sparare per le strade! Tutti, ma proprio tutti.

La prima situazione mi capitò proprio appena arrivata, ero fuori da una discoteca (tanto per cambiare) fumando una sigaretta con degli amici. Quando i ragazzi del nostro gruppo ci salutano, si avvicina un ragazzo spagnolo che già avevo visto sorridermi dentro la sala.

<<Hola! Italiana vero?>> Iniziò così a presentarsi a me e alle mie amiche finché confessò: << Volevo parlarti prima ma c’era il tuo ragazzo>>. Lì chiarisco che non era il mio ragazzo ma un amico e… arrivò lo stereotipo number one: << Ah capito! Ma sai avevo paura mi accoltellasse se ti rivolgevo la parola…in Italia i ragazzi fanno così vero?Tu ce l’hai la pistola? >>.

Inutile raccontare il predicozzo che ne seguì.

Dai carri nei campi agli aerei nel cielo

Così cantava Luigi Tenco nel lontano 1967, raccontando la storia di un giovane alla ricerca della società moderna e stanco della <<<…solita strada bianca come il sale, il grano da crescere e i campi da arare>>.

Fu così che in un caldo pomeriggio come tanti, un confuso catalano chiese alla mia amica Marina: << In Italia non ci sono le strade. Io sono stato in Italia e c’erano solo campi, perché non costruite le strade?>>

Parliamone.

Chi c’è c’è, chi non c’è non c’è

Che qualche turista negli anni 90′ sia rimasto ossessionato da questa pubblicità e abbia diffuso l’idea che qui ci ubriachiamo a tutte le ore di limoncello???? No perché così si dice, sappiatelo. Noi italiani sfidiamo la stitichezza a suon di limoncello!

Miiiiiii le caviglie di fuori teniste!

C’è poi quello che ha scambiato un gregge di suore per un gruppo di giovani adolescenti con il gusto della gonna e dell’abito nero. Sì perché a quanto pare, le grandi catene di abbigliamento sono ovunque… tranne che in Sicilia. << Le ragazze in Italia portano tutte le gonne alla caviglia, si vestono di scuro… tu però ti vesti diversa, come mai? Non sei siciliana?>>

Rosa, Rosae, Rosico?

Se sei italiano è dato per scontato che tu sappia parlare il latino. Anzi è proprio la tua lingua preferita. Il mio professore non sarebbe d’accordo.

E gustandomi il mio stereotipo preferito (il caffè!), vi saluto e vi invito a raccontarci la vostra esperienza. << Ciao Belli! >>


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