Finché ho vissuto nella mia patria natia pensavo che la polvere fosse solo un’invenzione dei pubblicitari per far vendere più prodotti per la pulizia della casa o una fissa di mia mamma. Mi sbagliavo, alla grande.

Com’è possibile?

Ma com’è possibile che ogni due giorni mi ritrovi la camera da letto sepolta sotto un sottile strato di granellini bianco-grigiastri neanche vivessi con Paris Hilton e Lindsay Lohan? Com’è possibile che sotto al mio letto si riproducano per partenogenesi enormi ciuffi neri rotolanti con cui potrei imbottire centinaia di cuscini? Com’è possibile che persino la tastiera del laptop si ricopra di polvere (la tastiera! Che la maggior parte delle volte è protetta dallo schermo!)? Com’è possibile che mi trovi costretto a passare il panno elettrostatico non solo sul pavimento ma anche sulla scrivania, che altrimenti sembra il piano di lavoro di un falegname tanta è la segatura che ci si accumula sopra?

Polvere di stelle

Ma prima dov’era?

Dov’era prima la polvere? Dove si nascondeva quando stavo a casa? Ok. Non vivevo in una grande città e quindi la quantità di smog e robacce accumulate nell’aria era probabilmente 1/100 di quella che c’è ora, ma può essere questa l’unica spiegazione? Insomma, la casa dai miei tradizionalmente si pulisce il sabato e non è che tra la domenica e il venerdì mi trovassi a vivere in una nuvola grigiastra fatta di laniccia e granuli, certo, ogni tanto si richiedeva una spolverata alla libreria e una botta di Swiffer sul pavimento ma se pulissi la mia casa da fuorisede con la stessa frequenza con cui si pulisce la mia casa natia penso che saremmo tutti morti d’asma.

Polvere everywhere

Una spiegazione

La mamma. È lei la spiegazione. La mamma SPAVENTA la polvere, la terrorizza. La polvere ci prova ad annidarsi sotto ai letti e sulle mensole ma tanto sa che la mamma, quando passa, non ne ha per nessuno. I poveri granelli sono terrorizzati all’idea di dover avere a che fare con lei ed allora solo i più impavidi tentano di formare delle nuvolette roteanti da far girare per il pavimento. Difficilmente ci riescono. E quindi che fanno i granelli? Semplice, vengono in massa da noi poveri fuori sede, sapendo che siamo disarmati e fondamentalmente molto pigri. Quei bastardi sanno di avere vita facile con noi, sano che con noi possono costruire felici i loro villaggi in cui vivere e riprodursi, che il pavimento sotto ai nostri letti è un paradiso terrestre in cui metter su famiglia, trovare un lavoro e crescere i granellini, che non sono la versione mignon del famoso giornalista ma soltanto l’ennesimo motivo di disagio di un povero studente fuori sede.

Sguazzare nella polvere