La tana dello studentefuori può essere in appartamento o in studentato, che differenze ci sono tra i due modi di vivere l'esperienza fuorisede? Ecco una breve intervista a chi ha vissuto entrambe le esperienze.

Il fuorisede può essere di tanti tipi, può essere categorizzato in vari modi e appartenere a mille correnti di pensiero; ma c’è una cosa che ci accomuna tutti (oltre l’ansia da esami e l’odio verso il coinquilino di merda), ovvero il vivere fuori, da soli e senza mammà.

Quando si pensa al vivere da soli ci viene in mente l’appartamento: cucina, bagno, sala per i più fortunati, e un paio di stanze singole o condivise.
Ma non è l’unica possibilità che il fuorisede ha, le sue tane sono da ricercarsi anche in altre zone: gli studentati, ad esempio.

Ed ecco che quest’articolo sarà un’intervista, un bizzarro esperimento (bizzarro almeno per me che non ho mai fatto un’intervista di questo genere in vita mia) a un’amica ed ex compagna di università, Federica.

Federica ha seguito la triennale con me, poi si è laureata ed è volata all’ombra della torre pendente (così, parlando per clichè) per frequentare la magistrale in Storia dell’arte; ci siamo conosciute qualche anno fa, io le ho venduto un libro per un esame che avevo appena sostenuto, ci siamo fermate a chiacchierare e mi ha spiegato che lei era una studentessa “in sede”, ma che presto avrebbe iniziato la nuova esperienza da studentessafuori.

Mi spiegava che a Pisa ha vissuto un anno e mezzo in appartamento, per poi cambiare e immergersi nell’esperienza dello studentato… Quindi chi meglio di lei poteva essere sottoposta ad una piccola intervista sui cambiamenti di lifestyle dello studente che passa dal vivere in appartamento allo studentato?

Si parta con le domande!
(Ringrazio tantissimo Federica per essersi sottoposta all’esperimento, e la sua coinquilina Jennifer che ha collaborato con lei alle risposte)

WARNING: parlando con Fede è più volte emerso il fatto che ogni studentato è organizzato in maniera diversa, partendo dalla disposizione degli ambienti -alcuni sono miniappartementi con cucina autonoma, altri sono organizzati a stanze con cucina condivisa ecc.-, e finendo alle regole interne. Ergo leggete tenendo in considerazione che questa mini intervista riflette la sua esperienza, sicuramente diversa da quella di altri studenti.

Cosa ti manca del vivere in appartamento?

Mi manca tantissimo… La lavatrice!! In studentato è un delirio trovare un momento buono per farla, e dopo aver lottato con i compagni per accapparrarti il turno… O è guasta o ti mangia il gettone!

Appartamento vs Studentato: cosa cambia? [INTERVISTA]

WashApp

Le differenze tra i due stili di vita sono evidenti, ma puoi raccontarmi una nuova situazione che vivi da quando sei in studentato e che ti ha particolarmente colpita?

Le novità in realtà sono tantissime, ma la cosa probabilmente più strana (e bella) è… avere il riscaldamento a palla! Finalmente termosifoni roventi e niente più corsa al risparmio o terribili domeniche passate avvolta nelle coperte con: pigiama, felpa, pantaloni pesanti (ovviamente infilati dentro due paia di calzettoni… Perfetto look studentessa in crisi!), sciarpa e borsa dell’acqua calda… adesso…Tropici tutto l’anno!

Come cambia la situazione economica del fuori sede nel passaggio appartamento – studentato?

Cambia in meglio, ovviamente, si risparmia un sacco: non ci sono più bollette, niente più tassa della spazzatura, non paghi l’affitto, non ci sono spese (non c’è neanche un proprietario!), meglio di così! Non devi più meditare e struggerti ogni santo giorno davanti al frigo per decidere cosa cucinare perché c’è la mensa. I soldi finiscono tutti nelle spese di arredo per la stanza (ovviamente all’Ikea, rivenditore ufficiale di mobili per il fuori sede) e… in alcool 😀

…e le relazioni sociali?

Bè all’inizio magari è un po’ difficile perchè vieni catapultata in una realtà completamente nuova dove non conosci nessuno e ti senti spaesata, ma allo stesso tempo sei carica come una molla! E così conosci la tua coinquilina, decidi di fare una festa e… Boom, tutti ti conoscono, cominciano a salutarti e ti danno una mano, per tutto. In studentato siamo tutti uguali e alla pari, in appartamento non succede proprio così, perchè i vicini… Sono i vicini, se ci intendiamo.

A prescindere dal risparmio economico, ad una matricola che si appresta ad “andare a vivere fuori sede” quale delle due esperienze consiglieresti e perché?

Casa, casa, casa!! Perché per prima cosa, come diciamo noi liguri, “ti desbelini” (termine del dialetto ligure intraducibile, il senso generale può essere inteso con “ti svegli”, nda), vieni investito da un sacco di responsabilità, cominci a organizzarti per bene la vita, le tue cose, impari a vivere con altre persone che non sono la tua famiglia… E se trovi le coinquiline perfette (cosa che succede raramente) sei al top! Feste, alcool, amici… Sei libero, e non devi rendere conto a nessuno.

Appartamento vs Studentato: cosa cambia? [INTERVISTA]

DrHurd

Tre aggettivi per descrivere la tua nuova vita da fuori sede in studentato.

“Libertà” perchè non devi rendere conto alle possibili coinquiline rompiballe, “possibilità” di ampliare la tua cerchia di amicizie, ed “economia”, ovvero sentirsi meno in colpa ad andare a spendere i risparmi da H&M o di comprare qualche prodotto di marca al supermercato al posto che le marche da discount.

Come è cambiata l’organizzazione domestica?

Per quanto riguarda la mia esperienza personale, in appartamento era un lager: turni di polizie obbligatori, dovevamo mangiare in cinque con tre sedie a disposizione (di conseguenza dovevamo fare i turni anche per pranzare o cenare); poi la mia casa era piccola, veramente un buco, con un bagno microscopico e impossibile da trovare libero nel momento in cui ne avevi bisogno. L’unico spazio davvero “comune” era la cucina (per altro senza riscaldamento, una gioia!), di conseguenza la vita sociale era ben poca.

In studentato invece vivo in un appartamento a due piani, con due camere doppie e addirittura un bagno a testa (evviva!!!), cucina e salotto; facciamo molta più “vita comune”, andiamo insieme a mensa, cuciniamo insieme a casa o magari organizziamo apericene o feste con i vicini, ed essendo tutte ordinate e pulite non abbiamo grandi problemi con i turni delle pulizie (Alleluja!).

Come organizzi ora i tuoi spazi privati?

In un anno da fuorisede ho accumulato un miliardo e mezzo di cose, ed essendo l’appartamento piccolino avevo davvero difficoltà a trovare un posto a tutto… In studentato invece lo spazio è davvero immenso! Poi ad esempio io e la mia compagna di stanza abbiamo un armadio a testa dove ci sta un guardaroba intero, prima l’armadio lo dividevo e nella mia metà non ci stavano quasi le canottiere estive…

Sei complessivamente soddisfatta del cambiamento?

In poche parole sono passata dalle stalle alle stelle 😉

E tu, amico lettore che sei arrivato fin qui, quali delle due esperienze hai vissuto? E se le hai vissute entrambe, quale ti ha colpito maggiormente?

Appartamento vs Studentato: cosa cambia? [INTERVISTA]