E’ vero, la vita di uno studente fuori sede è un po’ frenetica. Ti svegli e sei già in ritardo perché la tua sveglia-cellulare era impostata in modalità “vibrazione”, ti lavi e ti vesti senza prestarvi molta attenzione (calzini spaiati e mutande infilate al rovescio), cinque ore di lezione, sessione di studio in biblioteca, o ore pomeridiane di laboratorio, o turni infiniti in segreteria o ore intere trascorse sui mezzi pubblici. E la sera? Se non è il fine settimana, ti
aspetta una sessione di studio serale, oppure ti coccoli concedendoti di guardare un paio di puntate della tua serie preferita, prima di crollare addormentato nel tuo letto (dimenticandoti di puntare la sveglia per l’indomani), prima di ricominciare daccapo. Ovviamente non tutte le giornate sono uguali, ma seppur con piccole variazioni, il prototipo è sempre lo stesso.
In tutto questo marasma ecco cosa hai ingurgitato: un caffè al volo per colazione, un caffè di metà mattinata, un panino imbottito per pranzo (o qualsiasi altra cosa tu abbia trovato al bar più vicino), caffè del dopo pranzo, una merendina comprata al distributore automatico più vicino accompagnata dal caffè di metà pomeriggio, e per cena qualsiasi cosa la mensa studentesca (o la tua dispensa) abbia da offrire, qualcosa di abbondante che possa placare la fame e il bruciore di stomaco accumulati durante la giornata.

Ok, non critico questo stile di vita, ci siamo passati tutti! Purtroppo però ci sono alcune sostanze di cui il nostro corpo ha assolutamente bisogno, e che dobbiamo cercare di assumere con regolarità. Queste sono le vitamine.

Ohmioddio sono ovunque!

Le vitamine sono composti organici necessari per alcuni importanti processi naturali del corpo umano, ma che l’organismo non produce in modo autonomo, tanto che devono essere assunte in modo regolare con la dieta. Finora sono state scoperte 13 vitamine, che si suddividono in idrosolubili e liposolubili; questa distinzione indica, oltre alla solubilità, la capacità di queste sostanze di essere immagazzinate: se assunte in quantità eccessiva le vitamine idrosolubili possono essere espulse dal corpo sotto forma di scarti, ma le vitamine liposolubili continuano ad essere accumulate, e possono causare disturbi di vario genere.

  • Vitamina A: solitamente distinta in A1 e A2 (retinolo e retinale) si trova molto abbondantemente nelle uova e nella carne animale, soprattutto nel fegato e nei reni. Il nostro organismo inoltre, può ottenerle dai carotenoidi, contenuti in molti alimenti, quali carote, pomodori e gamberetti! La vitamina A contribuisce alla formazione e la differenziazione elle cellule epiteliali, e aiuta le cellule dell’occhio alla visione (soprattutto quella notturna). La sua carenza può causare secchezza della cornea e scarsa capacità di vedere al buio, ma attenzione: la vitamina A è liposolubile, e in grandi quantità può
  • causare dermatiti e dolore alle ossa, indebolendole.
  • Vitamina B: il cosiddetto “Complesso B” è composto da ben 8 vitamine idrosolubili, e sono tutte molecole che collaborano con enzimi presenti nel nostro corpo.
    B1 (Tiamina), si trova in noci, semi, cereali e uova, è utile per combattere gli attacchi cardiaci, l’Alzheimer e per la prevenzione dei tumori. Ricorda però che il thè e il caffè sono alimenti che impediscono l’assorbimento di questa vitamina. La sua carenza provoca il beriberi, che porta a problemi neurologici, perdita dell’appetito e debolezza.
    B2 (Riboflavina), precedentemente chiamata vitamina G, è presente in carne e fegato animale, lievito e verdura fresca; la sua carenza può causare danni neurologici che causano cambiamenti comportamentali.
    B3 (Niacina), presente in carne, pesce, lievito e grano, la sua carenza causa la pellagra, i cui sintomi sono diarrea, dermatiti e demenza.
    B5 (Acido Pantotenico), contenuta in cereali e lievito, la sua carenza è molto rara, ma causa lesioni ad occhi, naso e bocca.
    B6 (Piridossina), la sua carenza si manifesta essenzialmente in seguito a lunghi trattamenti con farmaci che ne causano il cattivo assorbimento. E’ contenuta in carne, salmone, patate e noci.
    B12 (Cobalamina), molecola dalla struttura estremamente complessa, contenuta soltanto in carne, fegato e reni animali, oltre a molti tipi di pesce. La sua carenza si manifesta spesso in persone che seguono diete vegane o vegetariane, e causa l’anemia perniciosa.
    Acido Folico, nonostante la sua carenza (che causa anemia) è alquanto rara, è il motivo per cui ogni tanto occorre mangiare verdura cruda. Infatti è contenuto in lieviti e verdura fresca, ma il calore dovuto alla cottura distrugge più del 90% di questa molecola!
    Biotina, inizialmente chiamata vitamina H, si trova in uova, latte e cereali, la sua carenza è molto rara, ma può causare dermatiti e perdita di capelli.
  • Vitamina C: l’acido ascorbico, la più semplice fra le vitamine idrosolubili, ma non per questo la meno importante. E’ contenuta in gran parte di verdura e frutta, ma soprattutto negli agrumi, anche se la cottura ne causa la degradazione. Questa vitamina ha importanti caratteristiche antiossidanti, contribuisce al metabolismo dei farmaci, ma la sua funzione principale consiste nella formazione del collagene, il componente principale della nostra pelle. Questo è il motivo per cui la carenza di vitamina C provoca lo scorbuto, i cui sintomi sono dolori muscolari, lesioni della pelle, perdita dei denti e fragilità capillare. Non vi è alcun collegamento biochimico che induca a pensare che la vitamina C possa prevenire raffreddori e influenza, ma non temere: è stato dimostrato che una assunzione regolare contribuisca a prevenire il cancro!
  • Vitamina D: molto importante per le ossa, è contenuta in burro, latte, panna, formaggi e olio di pesce, viene attivata dai raggi UV. Una dieta equilibrata e una regolare esposizione al sole impediscono l’insorgere di problemi legati alla carenza di questa vitamina, ossia rachitismo, osteoporosi, e incapacità di calcificare il collagene alla matrice ossea in crescita.
  • Vitamina E: è un importante antiossidante, che contribuisce all’assorbimento di molte altre molecole (fra cui, ad esempio, la vitamina A). E’ contenuta in cereali, mandorle, avocado, spinaci e carote, non sono mai stati riscontrati casi di carenza di questa vitamina, se non in laboratorio (pare che possa causare problemi di riproduzione).
  • Vitamina K: elemento essenziale per la coagulazione sanguigna (i farmaci anticoagulanti infatti, interferiscono con essa), e la sua carenza, per quanto rara, può causare emorragie. E’ contenuta in quantità accettabili nella maggior parte di frutta e verdura.

Fame di Chimica #9: Ohi Vita, Ohi Vitamina!

Foto di: Trevor Parker e Tamorlan