Sono partito con la malinconia due settimane fa (parlando di ciò che manca ai fuori sede ed a cui non si può rimediare) per approdare alla speranza della settimana scorsa (ciò che manca ma a cui si può rimediare). Oggi vado di toni liberatori, parlando delle 5 cose da cui la vita da fuori sede m’ha liberato.

#1 A che ora torni?

Mi manca la mia famiglia. Ma quanto non mi manca dovermi giustificare circa dove vado, con chi esco, cosa faccio dopo l’Università, dove mangio per cena, dove dormo? Per carità, non ho mai avuto genitori oppressivi, ma poter uscire senza subire quei fastidiosi “interrogatori” è di certo una bella conquista.

#2 Che facciamo sabato?

Sembra strano ma, per quanto mi manchino i miei amici, non mi manca dover organizzare le uscite di tutti i sabati sera: mediare tra chi vuole andare a cena e chi no, tra chi preferisce salire in centro e chi preferisce il cinema, tra chi vuole tornare a casa alle 23 e chi alle 3. Voglio passare il sabato sera in discoteca? Lo faccio. Davanti alla tv? E sia. Studiando? Non ci sarà nessuno a farmi sentire uno sfigato. Devo ammetterlo, a volte ho trovato più pressante tutto ciò che le domande dei miei genitori.

#3 Parcheggiare

Perugia è una città bellissima ma sicuramente scomoda quando si tratta di spostarsi in auto, soprattutto se si vuole arrivare nel centro storico. Ecco, vivere da fuori sede significa anche dimenticare l’auto e affidarsi ad un paio di piedi, alle ruote della bici o a quelle del bus. Niente di meglio, perché? Perché so che una volta arrivato a destinazione (sicuramente in ritardo, ma per colpe solo mie) non dovrò passare altri 15 minuti per trovare un posto dove schiaffare l’auto.

5 cose che da fuorisede non mi mancano assolutamente

#4 Ci penso io

È bello sapere che, quando si è a casa, c’è papà che pensa a tutte le faccende burocratiche e noiose ma è ancora più bello, da fuorisede, rendersi conto che tutti questi impicci, che parevano strani e incomprensibili, sono in realtà semplicissimi e risolvibilissimi (cioè… ora so cos’è un conguaglio!). L’orgoglio di essere in grado di portarli a termine da soli è molto meglio del non considerarli affatto.

#5 La caffettiera elettrica

Pensavo che sarei morto di sonno dovendo rinunciare alla macchina da caffè elettrica e invece devo dire che il ritorno alla più rudimentale moka è stato decisamente piacevole. A me il caffè un po’ “annacquato” della moka piace, forse non ha la schiumetta e la densità di quello della macchinetta elettrica ma ha comunque un sapore tutto suo, non meno tradizionale di quello del caffè da bar. Anzi, mentre alle volte il caffè della macchinetta è molto forte e amaro, quello della moka risulta in ogni occasione soddisfacente. Non avrei mai pensato di dirlo ma… Viva la moka!

Per concludere…

Con queste mie liste di mancanze da fuori sede volevo dimostrare a tutti i futuri studenti fuori che, nonostante le mille difficoltà a cui si può andare incontro quando si approccia uno stile di vita totalmente diverso da quello cui ci si è abituati, alla fine una soluzione si trova sempre. Posso assicurare che niente è più vero di queste liste, scritte nei miei primissimi giorni lontano da casa, giorni in cui ho capito sulla mia pelle che vivendo fuori si cresce, si matura, si scoprono qualità che non si sarebbe mai creduto di possedere. Per cui: respiro profondo, occhi chiusi e via, buttiamoci senza pensarci troppo in questa nuova magnifica esperienza!

5 cose che da fuorisede non mi mancano assolutamente

Foto di: Parking.in.rome.arp