Trovare una sistemazione da fuori sede non è facile, per questo unirsi in gruppetti di persone può aiutare a raggiungere una soluzione più velocemente. A volte questi gruppetti sono formati da perfetti sconosciuti, altre da amici o da conoscenti, altre ancora può capitare che nel gruppetto si trovi una coppia. Qui sorge il mio dilemma: una volta trovata casa quei due fidanzati diverranno coinquilini o conviventi? Sulla base della storia che m’appresto a raccontarti aiutami a sciogliere il nodo!

La vita è imprevedibile

Mettiamola così: i due piccioncini erano certi che si sarebbero separati. Uno aveva già deciso in quale città proseguire gli studi, Milano, l’altro invece era in dubbio tra Bologna e Torino. A risolvere il suo dubbio sarebbe stato solo il superamento di un test d’ingresso all’Università di Bologna, in caso contrario sarebbe andato a studiare a Torino. Accade però che il primo piccioncino, prima di conoscere gli esiti del test della sua dolce metà, decida improvvisamente di spostarsi da Milano a Bologna e che l’altro superi in maniera quasi inaspettata il difficile ed ambito test d’ingresso. Ecco che, nell’arco di poche ore, i due si ritrovano a dover stravolgere le proprie prospettive: sarebbero infine andati a studiare nello stesso posto

Accordi non rispettati

I due decidono che non è il caso di vivere insieme, che la convivenza è un passo troppo importante da fare e che per evitare di trovarsi male forse è meglio continuare la vita nella nuova metropoli in due case separate. Anche questa volta però sono costretti a rimettersi in gioco: uno dei due si sistema subito in una casa in cui però sta malissimo mentre l’altro non riesce a trovare niente e così decide di formare un gruppo di perfetti sconosciuti, ispirati dal ben noto motto “l’unione fa la forza”, per scovare insieme l’ambito tetto. Tempo pochi giorni e al gruppetto si unisce anche l’altro membro della coppia, dopotutto non stava bene nella casa iniziale e non poteva di certo essere lasciato solo dal suo ragazzo.

Due fidanzati vivono insieme da studenti fuori sede: coinquilini o conviventi?

Alla fine coinquilini

Eccoci qui, al momento attuale. I due da ottobre condivideranno la stessa casa, in stanze separate. Saranno a contatto tutti i giorni, pronti ad affrontare insieme non solo i piccoli dilemmi del tipo “che film ci vediamo stasera al cinema?” o “ti va di andare a cena al cinese o in pizzeria?” ma anche problemi più seri: dalle bollette agli impegni universitari, dai pranzi da preparare tutti i giorni agli spazi comuni da pulire. In realtà nessuno dei due nutre grossi dubbi circa il successo di questo nuovo esperimento (ingenuità?): basterà, dicono, rispettare i rispettivi spazi di privacy e impegnarsi a creare una vita sociale al di fuori della coppia, fatta di nuovi amici e colleghi universitari. La magia che scaturiva ad ogni appuntamento sarà un po’ più difficile da rivivere ma magari si trasformerà nella magia di ogni quotidiano “Buongiorno amore!”.

Insomma alla fine che cosa sono? Coinquilini o conviventi? Io direi coinquilini, innamorati, certo, ma pur sempre coinquilini, ovvero studenti che insieme ad altri loro simili condividono una topaia definibile con un po’ di fantasia “casa” per il periodo di tempo necessario a concludere gli studi. Io credo che il concetto di convivenza invece preveda la volontà di entrambi di condividere in maniera esclusiva una casa vera ed un letto, oltre che almeno uno stipendio che possa rendere la coppia una sorta di piccolo “esperimento matrimoniale”. Tutti elementi che ai nostri due dolci innamorati ancora mancano.

E tu? Che cosa pensi che siano i nostri due piccioncini?