“Shangai è davvero brutta” è stata la prima cosa che ho pensato percorrendo la periferia in taxi dall’aeroporto di Pudong. Poche ore dopo, camminando lungo il Bund e nella città vecchia, mi ero già innamorata.

Internet e il lavoro

Il primo giorno di lavoro è stato abbastanza traumatizzante, avevo già da preparare un inserto di dodici pagine e non riuscivo ad usare il wifi dell’ufficio. Ho spiegato alla mia capa che uno qualsiasi dei loro pc sarebbe andato bene, mi bastava poter fare ricerche e avere Google Traduttore. Lei si gira e come se fosse la cosa più ovvia del mondo mi dice “ma Google è bloccato qui, non puoi usarlo!”. Ops. E così mi sono ritrovata qui in ufficio, a fare ricerche con Baidu, che è l’equivalente cinese (poco dopo sono passata a Yahoo). Non posso usare nessun servizio legato a Google, come Gmail o il traduttore. Ovviamente, ma lo sapevo già, anche Facebook, Twitter e Skype sono fuori uso. Alcune pagine di Wikipedia sono inaccessibili.
Poi ci sono i miei colleghi, tutti cinesi. Non parlano. Ovvero, ogni tanto parlano tra di loro in cinese, ma passano la maggior parte del tempo piegati sul computer a scrivere. Non si salutano quando entrano ed escono dall’ufficio, neanche tra di loro. Per questo la prima volta che sono entrata in una discoteca cinese, venerdì scorso, non sapevo bene cosa aspettarmi. Vedere dei cinesi ballare e interagire è stato rincuorante. Sotto l’apparente freddezza iniziale in realtà sono disponibili e alla mano

Diario cinese #1: lavorare e vivere a Shangai

La vita di tutti i giorni…

Dopo il primo shock iniziale sto iniziando ad abituarmi. Mi sono abituata alla gente che sputa per strada (ma anche nei luoghi chiusi, come i centri commerciali). Mi sono abituata al fatto di rischiare la vita ogni volta che attraverso la strada: motorini, bici e altri mezzi di fortuna su due ruote non rispettano semafori e strisce pedonali… E vi assicuro che preferiscono suonare il clacson piuttosto che frenare. Mi sono quasi abituata ai continui controlli di sicurezza: per accedere alla metropolitana bisogna prima farsi controllare la borsa. Per prendre il treno bisogna passare due diversi check, uno di sicurezza e l’altro per il biglietto (sembra quasi di prendere un aereo).

Diario cinese #1: lavorare e vivere a Shangai

…e le contraddizioni

A rendere tutto questo sopportabile c’è cibo cinese, che è talmente buono da causare dipendenza. In Cina il cibo è letteralmente dappertutto, le strade sono affollate di chioschi, supermercati, mercati, ristoranti e di solito non serve fare più di due metri per trovare qualcosa di gustoso da mangiare. La cosa assurda di Shangai è il gap tra i prezzi. Per una cena nella bettola vicino al mio ufficio spendo circa un euro o un euro e cinquanta (e si tratta di un pasto completo, zuppa più riso e carne o noodles). Lo stesso pasto nella concessione francese o nel bund, le zone più eleganti della città, costa almeno trenta volte di più.

Di sicuro la Cina è un paese che ti obbliga a cambiare prospettive. La settimana scorsa sono stata al circo di Shangai: non ci sono clown. Ma in compenso è pieno di acrobati che si esibiscono imitando mosse di kung fu, oppure a bordo di piccole navi di legno tradizionali, o tenendo in equilibrio vasi di porcellana. Il tutto con i guerrieri di terracotta di Xi’an sullo sfondo.

Diario cinese #1: lavorare e vivere a Shangai