Gli aspiranti medici possono tirare un respiro di sollievo, forse. In risposta alle pressanti richieste di una riforma delle modalità d’accesso ad uno dei più ambiti corsi di studio, infatti, il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, sulla pagina Facebook di Scelta Civica, ha rilasciato un’importante dichiarazione: «Intendo rivisitare il sistema di selezione, prendendo a modello il sistema francese. Entro la fine di luglio formulerò la proposta e le nuove regole».

Cosa comporterebbe l’adozione del metodo francese? Avevamo accennato alla questione nell’articolo #stopaltest: gli studenti protestano mettendoci la faccia; per i più distratti ecco un breve riepilogo di quello che potrebbe essere il nuovo criterio di ammissione.

La nuova modalità d’accesso

Se venisse introdotto il metodo di selezione alla francese, si assisterebbe ad un cambiamento radicale dei criteri d’accesso fino ad ora vigenti. Il sistema introdotto i nostri cugini d’Oltralpe consisterebbe infatti nell’aumentare i posti disponibili e nel bilanciare tale aumento con l’introduzione di un sistema di verifica rigido che impedirebbe allo studente di proseguire all’anno successivo nel caso in cui non siano stati svolti almeno i due terzi degli esami con una media di 20/30. In sostanza, quindi, si frequenterebbe liberamente il primo anno e la selezione avverrebbe alla fine di esso in base a criteri meritocratici oppure sostenendo un esame, su materie inerenti al percorso curriculare seguito durante il primo anno, suddiviso in due parti: la prima alla fine del primo semestre (dicembre/gennaio), la seconda alla fine del secondo semestre (maggio).

È presto per cantare vittoria

Pare che ci siano speranze abbastanza concrete circa la modifica del tanto detestato test d’ammissione, stando alle dichiarazioni del ministro Giannini, ma è ancora presto per cantare vittoria: attendiamo con ansia gli sviluppi della faccenda!

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