I – Non monopolizzare il bagno in orari critici

La sveglia suona e la mia corsa quotidiana contro il tempo è già ufficialmente iniziata. E il tempo è sempre più veloce di me. Già so che per riuscire a rispettare la mia tabella di marcia per non perdere l’autobus dovrò quantomeno farmi la barba con una mano mentre con l’altra bevo il caffè bollente, con alto rischio di morte per dissanguamento o, in alternativa, per ustione di quarto grado. Ma le disgrazie non arrivano mai da sole: il coinquilino ha deciso di barricarsi in bagno e non vuole saperne di uscire. D’altronde, si sa che il bagno è fonte d’ispirazione e, probabilmente, appena si è seduto sulla tazza è stato colto dall’irrefrenabile desiderio di leggere un intero romanzo di Dostoevskij, del tutto noncurante del fatto che, per colpa sua, io probabilmente dovrò trattenere la pipì per tutta la mattinata, con gravi conseguenze psicofisiche.

I 10 comandamenti dl coinquilino: toilet edition

II – Non allagare facendoti la doccia

Più volte mi è capitato di entrare con passo deciso in bagno, per poi sentire un’improvvisa mancanza di attrito sotto i miei piedi e ritrovarmi con gambe e culo all’aria dopo essere rovinosamente crollato a terra, imprecando contro numerose divinità, pagane e non. Caro coinquilino, perché ti diletti nella creazione di paludi artificiali, quando potresti asciugarti nella doccia, subito prima di uscirne, in modo da non allagare tutto? Stai cercando di eliminarmi? Non potresti semplicemente tagliarmi la gola mentre dormo? Mi eviteresti tante sofferenze.

III – Non uccidere i coinquilini asfissiandoli

Amico, hai due possibilità: imparare a defecare fiori di lavanda e gelsomino, oppure aprire la finestra dopo la tua sessione sulla tazza. Arieggiare è cosa buona e giusta. Ho sentito porcili che, in confronto al nostro bagno dopo il tuo passaggio, parevano piante di glicine a primavera. Lo stesso discorso vale per quando ti fai la doccia e generi gigantesche nubi di vapore, tanto che sembra di stare in un hammam per scambisti a Istanbul. Questa convivenza è una camera a gas.

IV – Santifica il lavandino

Quando la mattina mi sveglio e vado a sciacquarmi il viso per recuperare un minimo sindacale di lucidità, non è bello vedere a due centimetri dal mio naso i residui, degni di una discarica a cielo aperto, lasciati dal coinquilino nel lavandino. In genere si tratta di dentifricio lasciato lì a stagionare sulla ceramica, ma si possono trovare anche pezzi di filo interdentale, fazzoletti usati e, infine, la regina indiscussa del disgusto: l’unghia. Trovare le unghie recise (soprattutto quelle dei piedi) nel lavandino è piacevole come una colonscopia e mi fa passare la voglia di fare colazione. Per i prossimi tre giorni.

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V – Non lasciare in giro il tuo copioso pelo

Generalmente sono i ragazzi a produrre un’imbarazzante quantità di peli (pubici, ma non solo), mentre le ragazze si dilettano a intasare le tubature con le loro fluenti chiome. Certo, può avvenire anche il contrario, nel caso avessimo a che fare con una sosia di Frida Kahlo o un emulo di Carlos Valderrama. In ogni caso, vi prego ragazzi/e: se perdete più pelo di un gatto persiano a primavera, abbiate la decenza di pulire un po’, almeno dopo esservi fatti la barba o dopo esservi lavate i capelli. Una volta sono entrato in bagno e ho trovato un tizio bianco con una chioma afro: era il lavandino.

VI – Non usare la carta igienica invano

Caro coinquilino, l’ecologia ti chiama. Immaginare che una bellissima quercia secolare potrebbe essere diventata un romanzo di Federico Moccia mi fa già abbastanza male, ma pensare che la foresta Amazzonica venga abbattuta per sostenere la quanto mai impegnativa pulizia del tuo deretano mi dà definitivamente un colpo al cuore. Com’è possibile che i rotoli risultino dimezzati nel loro spessore, dopo il tuo passaggio in bagno? Nemmeno uno sciame di locuste divora così tanta carta in così poco tempo.

VII – Non gettare oggetti impropri nello scarico

Parliamone. Lo scarico del gabinetto non funge da tritarifiuti, anche perché se fosse così, non scenderei in strada per gettare la rumenta. Cara coinquilina, se mai ti dovesse venire la malsana idea di buttarci un assorbente, sappi che per risolvere l’occlusione del tubo utilizzerò un tuo braccio, ovviamente dopo averlo reciso dal tuo corpo con un’ascia. Lo stesso discorso vale per cotton fioc, mozziconi di sigaretta e altri oggetti che – ahimè – il water non riesce proprio a digerire.

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VIII – Onora lo sciacquone

Racconti di vita disagiata: una volta avevo un coinquilino che non voleva che si tirasse lo sciacquone di notte, altrimenti il rumore lo avrebbe svegliato. GIURO, non invento. Ora, io dico: preferisci essere svegliato dal rumore o dalla puzza? La cosa mi fa tutt’oggi rabbrividire, anche se è passato del tempo da quell’esperienza traumatica. No, non ci sono scuse: bisogna onorare lo sciacquone e l’apposito scopettino, indispensabile per far sparire le ultime prove del delitto. Sia lode a loro e a chi li ha inventati. Spero abbia quantomeno vinto il Nobel.

IX – Non desiderare l’asciugamano d’altri

Dunque, io sono a favore della condivisione tra coinquilini. Hai finito il salvifico tonno in scatola e hai deciso di lasciarti morire d’inedia? Te ne regalo una scatoletta. Hai finito il deodorante e la situazione sotto le tue ascelle ne risente alquanto? Usa pure il mio, tanto compro sempre il deodorante spray. Aiutarsi a vicenda mi pare il minimo. Ma ci sono alcune cose che non possono essere condivise. Mai. Never. Jamais. Gli asciugamani, per esempio. E’ normale che vadano cambiati e lavati spesso, perché già dopo pochi utilizzi iniziano a puzzare di segugio bagnato dopo una battuta di caccia alla volpe. Ma se pure il coinquilino ci si mette, contribuendo a impregnarli con i propri odori, allora posso anche prendere l’asciugamano, cospargerlo di benzina e dargli l’estremo saluto. Eviterò commenti sugli asciugamani adibiti allo strofinamento di zone intime, per non diventare troppo volgare. In ogni caso, se usi i miei perché sei troppo pigro per lavare i tuoi, finisci ai primi posti della mia lista “persone da eliminare”. Se poi ti verrà in mente di usare il mio spazzolino, mi prodigherò affinchè la tua morte sia lenta e molto dolorosa.

X – Comandamento solo per il coinquilino di sesso maschile

FA’ CENTRO. Non aggiungo altro.

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