Ormai è arrivato giugno, l’estate è iniziata,e molti studenti cercheranno un “lavoretto” estivo.. perché non partire come animatore?

La mia storia nell’animazione, intensa e burrascosa, risale all’inverno di due anni fa. Su consiglio di una mia conoscente ,mi recai all’agenzia di animazione della mia città. Il mio esordio, appena entrata nell’ufficio del capo dell’agenzia, fu il seguente: “So che c’è la possibilità di fare l’animatore, ma esattamente, cos’è?”

NB: ciò che riporto qui di seguito è frutto della mia personale esperienza in animazione durata due stagioni.

Le informazioni sono sicuramente perfettibili e suscettibili di ampliamenti; queste si riferiscono in particolare all’animazione estiva. Se avete altri spunti da raccontare, fatelo nei commenti!

Informazioni pratiche

  • Dove: in Italia o all’estero. In villaggi, hotel, lidi, residence..
  • Quando: d’estate o d’inverno per un periodo che varia da un mese a un anno.
  • Cosa: i ruoli sono diversi e cambiano a seconda della grandezza dello staff e degli accordi tra l’agenzia e il villaggio. Gli incarichi più comuni sono: capo animatore, capo sport, mini club, contattisti, scenografo, dj,  costumista, gli sportivi e la fitness.
  • Compenso: In generale è basso. Se però si riesce a farsi offrire da bere dagli ospiti e ci si merita qualche mancia aiutandoli a portare le valigie, si può arrotondare un bel po’.Come: firmando un contratto con l’agenzia d’animazione. Alcune volte è previsto uno stage obbligatorio di qualche giorno, altre volte basta un colloquio.

Giornata tipo

fare l'animatore

Un animatore si sveglia presto e lavora molto. Poco ma sicuro. Ci si sveglia alle 8, si fa colazione e ci si avvia verso i propri spazi. Io che ero una miniclub iniziavo la giornata cercando di mettere assieme bambini per le attività.

Si continua con le proprie attività fino all’ora di pranzo. Prima del pasto ci sono i balli di gruppo e la baby-dance sulla spiaggia. Verso le 12.30 è prevista l’accoglienza al ristorante: salutare gli ospiti augurandogli buon appetito. Si pranza con gli ospiti- spesso al tavolo con loro ma può anche capitare che gli animatori mangino in un tavolo a sé. Poi ci sono le prove o il riposo, secondo le esigenze. Se non si fanno le prove dopo pranzo, si faranno la notte prima di andare a letto.

Il pomeriggio si ritorna alle rispettive attività fino alle 7. Allora si ha la pausa per la doccia e un minimo di relax; quindi di nuovo al ristorante. Dopo l’accoglienza e la cena si passa alla zona teatro. S’inizia con la baby dance e poi lo spettacolo di turno. La programmazione serale ha cadenza settimanale: serate giochi, cabaret e commedie intrattengono gli ospiti nel dopo cena.

La “seconda serata” si svolge nelle vicinanze del piano bar. Lì per un animatore ha luogo la fase del “contatto”. Si intrattengono gli ospiti chiacchierandoci o facendoli ballare.

Il sabato o la domenica è prevista l’accoglienza dei nuovi ospiti: una bibita di benvenuto, l’illustrazione delle attività e un tour del villaggio. Nel week-end, solitamente, si ha una mezza giornata libera.

Colleghi e alloggi

Nello staff le provenienze sono eterogenee: dagli animatori full time ai neo-diplomati in cerca di impiego a chi sceglie di cambiare radicalmente vita e passa di lì. Da quell’esperienza che può farti sentire eternamente giovane e spensierato. I litigi sono all’ordine del giorno, soprattutto d’agosto quando la stanchezza sale. Per il resto saranno un po’ la tua famiglia.

Il personale dell’albergo

Oltre al proprio staff e ovviamente agli ospiti si avrà sempre a che fare con il personale dell’albergo. Cameriere ai piani, camerieri, chef , baristi e bagnini diventeranno le persone che compongono la vostra pseudo-città. Perché dal villaggio non si esce, tranne nelle escursioni o nel giorno libero.  E’ un buon metodo ingraziarsi il personale con qualche favore iniziale e stringerci buoni rapporti. E soprattutto, cerca sempre di farti amico chi ti dà da mangiare!

Gli alloggi

Si dice che un tempo gli animatori venissero ammassati in camerate da 6 nei retro dei villaggi. Ora a quanto pare la situazione è migliorata. A me capitarono camere decenti da 2 o 3 persone. Di solito, inoltre, l’animazione è sistemata in una parte a sé del villaggio.

Cose che non si possono fare

Nel contratto che firmerete, ci sarà scritto che non si può parlare con ospiti di politica religione o calcio. Diciamo che è meglio non dichiarare la propria fede in generale. Certa gente si infiamma proprio.

Per il resto le regole sono le stesse di quasi tutti i lavori al pubblico: non si fuma davanti agli ospiti, non ci si può ubriacare (tranne che con loro), non si possono portare gli occhiali da sole. Alcune agenzie non permettono nemmeno di indossare calzature aperte. Il quel caso, se il capoanimatore non è tanto clemente da permettere le infradito, toccherà camminare sulla spiaggia con le scarpe da tennis. Ci sarà poi scritto che non si possono avere contatti fisici o relazioni con i propri colleghi. Questa regola è più che trasgredita- io in primis ero fidanzata con un ragazzo che lavorava con me. All’agenzia serve però scaricare le responsabilità di eventuali litigate tra piccioncini o amanti che potrebbero compromettere il lavoro.

Cosa portare

Pareo, infradito, telo, scarpe comode, bandana  e vestiti bianchi. Consiglio medicine, integratori e crema solare. L’agenzia vi comunicherà l’abbigliamento necessario. Un consiglio per tutti: tranne una sera a settimana si indossa sempre la divisa, inutile partire con una valigia stracolma di vestiti!

Fornicazione

Quello che io non mi aspettavo quando partii -nei miei 19 anni incantati- era che molti partissero in animazione proprio per la possibilità di avere contatti “ravvicinati”. Quello che mai avrei potuto immaginare, era che certi ospiti scegliessero l’animazione proprio per questo. Diciamo che c’è molta offerta e le proposte osé non mancano. Di solito non si può andare con gli ospiti, ma i più furbi lo fanno comunque. Voci di corridoio vogliono che nei villaggi dotati di schede di valutazione, gli animatori contribuissero, di notte, a far ottenere una buona valutazione al loro reparto.

La mia esperienza

fare l'animatore in villaggio

Io partii casualmente e all’improvviso per coprire una sostituzione in una località sciistica. L’unica volta che in passato avevo avuto a che fare con l’animazione era stata in un villaggio in Tunisia, cinque anni prima. Gli animatori, che io scansavo apertamente,  spuntavano da dietro le palme chiedendo “ti diverti?!”. Pensavo che non avrei mai fatto un lavoro simile. Invece le contingenze mi portarono a partire e, cosa non scontata, a ripartire per la stagione estiva.

Ho affrontato i balli di gruppo -sebbene la mia capacità di muovere le anche mi portava a ballare sempre in seconda fila, con i maschi. Ho affrontato i bambini – scoprendo che mi piacevano molto.

E ho affrontato il “contatto”. La sera del mio primo giorno di lavoro entrai nell’ufficio del mio capo chiedendo: “Io esattamente, a questa gente, cosa devo dirgli?”. La sua risposta, preceduta da una risata di gusto, fu: “Chiudi la porta e vai a lavorare”. 

Ho affrontato, in realtà, il primo lavoro della mia vita.

Consigli utili

Scegliere bene l’agenzia. Possibilmente parlare con qualcuno che ci abbia già lavorato anche solo per avere la certezza di essere pagati. Informarsi bene circa i possibili rimborsi viaggio, l’open bar e gli alloggi.

Scegliere il ruolo più adatto a sé sulla base di quello che meglio si sa fare e non di ciò che ci piacerebbe saper fare. Informarsi o farsi raccomandare per avere un bravo capo animazione. Sarà il vostro punto di riferimento per molti mesi e si ha l’occasione di imparare molto da un capo capace.

In conclusione

Come avrete potuto capire sono e ero una che con l’animazione c’entra poco. Però lo rifarei. Perché è un’ esperienza da fare, fosse solo pensando che se non lo si fa ora non lo si farà più. Perché mi ha aiutato a responsabilizzarmi, a svegliarmi, a crescere. E a colmare le mie timidezze.

Vai in agenzia, prepara la valigia e parti!!