Non era passato neppure un mese da quando avevamo poggiato i piedi su un nuovo territorio, come l’uomo sulla luna. Nonostante ciò, avevamo già voglia di spostarci – una vera e propria sindrome che ci accompagna ancora – sentivamo che il tempo scorreva troppo in fretta e che le occasioni andavano colte al volo, ora o mai più.

Dal sogno

L’appartamento norvegese #3: A caccia dell’aurora boreale

Così prenotammo un volo per Tromsø, la quarta città norvegese, a ridosso di Capo Nord. Decisamente troppo al nord per una terrona come me. Ma, sfatando il mito, grazie al passaggio della celeberrima corrente del golfo, Tromsø risultava essere più calda di Oslo.

Quindici coreani, cinque italiani, un tedesco, un’inglese, una lettone e una brasiliana…e non è una barzelletta! Ci vedevamo già trainati da una slitta guidata da huskies o renne dalle corna giganti, a cenare con i Sami (gli indigeni del posto) nelle loro tende , vagare per le foreste norvegesi abbagliati dagli sciami colorati e magici di quei cieli. Un viaggio organizzato nei minimi dettagli, serbando la speranza di vedere l’aurora boreale, per quella che si rivelò essere una vera e propria missione impossibile. Infatti, potevamo prevedere tutto tranne…LA SFIGA.

…ALLA CATASTROFE!

Per fortuna – ed è una cosa che consiglio a chiunque stia pensando di fare un viaggio simile – non avevamo prenotato nessun pacchetto turistico visto che la maggior parte delle persone non si riteneva soddisfatta dell’esperienza: tutto sarebbe architettato ad hoc per il visitatore più sprovveduto, la slittata dura solo venti minuti e i Sami vengono ammaestrati come animali da circo, (intanto hai speso la bellezza di 300 euro!). Ciò che non può essere artificiale è l’aurora, e lo sapevamo bene visto che le condizioni meteo, passavano da litri di pioggia a metri di neve, perciò era fisicamente impossibile poterla vedere col cielo coperto. I racconti fantasmagorici di chi ci era stato e del gestore dell’ostello che con grasse risate alla facciaccia nostra ci raccontava di come, fino a cinque giorni prima, l’aurora si fosse vista su tutta la città nonostante le luci artificiali, ci aveva letteralmente votati alla disperazione. Ci mettemmo nelle mani dell’ufficio turistico, ma ben poco fu quello che ci proposero, a parte l’acquisto di cartoline che ritraevano ciò che non avremmo mai visto. Perciò, con estrema ironia facemmo tappa al Polar Museum, dove enormi peluche di orsi bianchi e foche scuoiate ci avrebbero raccontato la pratica della caccia in Norvegia. Eravamo sull’orlo del suicidio.

COLPO DI SCENA!

L’appartamento norvegese #3: A caccia dell’aurora boreale

Quando, il gestore del museo, dal retaggio vagamente italiano, ci salvò la vita parlandoci di un pullman che partiva dall’albergo principale di Tromsø, ogni sera, a caccia dell’aurora, fosse stata anche a chilometri e chilometri di distanza, ci assicuravano di trovare un posto da cui si potesse ammirare per la modica somma di 80 euro. Eravamo più che scettici, ma era l’ultima spiaggia, e avvolti nelle nostre inseparabili tutine da neve, lo prendemmo. Le sei ore seguenti avrebbero assunto i contorni dell’assurdo.

Le due guide assegnateci erano due ragazzi ITALIANI che anni prima avevano fatto L’ERASMUS a Tromsø ed erano TORNATI per LAVORARE. Si erano entrambi felicemente stabiliti, accasati, sposati…con ragazze norvegesi, ovviamente. Dopo due ore e mezza di cammino in cui ci allontanavamo gradualmente dalla civiltà, arrivammo alle pendici di uno specchio d’acqua, nel buio più totale. I fari del pullman ci guidarono sui sassi neri che sarebbero state le nostre postazioni privilegiate sullo spettacolo della natura. “Bene, ora…non ci resta che aspettare!!” Coooosa?? Eravamo emozionati come bambini il giorno di Natale, un po’ spaventati, un po’ infreddoliti e…posseduti dalle allucinazioni. Ci sembrava di vederla ovunque, ma non c’era. E poi…arrivò. Nitida, splendente, un’onda che danza fluente fra le stelle. La prima è brillante, verde, sembra nascere dalla terra e si muove fin sulle nostre teste, poi i colori cambiano, ci vengono fatte notare le sfumature rosse e viola. Ne vediamo tre, con una potenza di livello 3, 4, ma i colori sono cinque e la potenza può arrivare fino a 7!

Non c’era tempo, né spazio. Ci guardavamo inebetiti, segnati dalla condivisione dell’ennesimo momento che ci avrebbe legati per tutta la vita.

INDIMENTICABILE

L’appartamento norvegese #3: A caccia dell’aurora boreale

Fu una lunga notte, ci portarono fino a confine con la Finlandia, dove avremmo ancora seguito l’attività dell’aurora, fino allo sfinimento. Tornammo in ostello la mattina seguente, non dormimmo, non potevamo. Ci confrontammo sulle sensazioni che avevamo provato, scrivemmo poesie, ascoltando The nothing song dei Sigur Ròs, la colonna sonora del soggiorno. E con il sorgere del sole sulle finestrelle colme di fiori e decorazioni, i tetti arcobaleno delle casette di legno si erano ricoperti di un ovattato strato di neve fresca. L’immagine di quell’alba rosea è uno scatto di pace assoluta che ancora mi porto dentro.

Seguì una bollente e succulenta zuppa di pesce e un giro in funivia da cui avremmo potuto ammirare un panorama altrettanto stupendo su tutto il golfo imbiancato. Private dello shopping da più di un mese, nei giorni seguenti trovammo perfino un mercatino delle pulci in cui FINALMENTE acquistammo i tipici maglioncini norvegesi a prezzi non-norvegesi (4/5 euro!!!) Mai arrendersi!

Nonostante le condizioni avverse e il paesaggio a tratti ostile, ce l’avevamo e ce l’avremmo fatta, in tutto e per tutto.