Quando ho iniziato a raccontare la mia avventura su StudentiFuori.it non pensavo che sarei mai e poi mai arrivata a scrivere questo articolo. Mi vedevo piuttosto comodamente posteggiata all’università fino al mio novantesimo compleanno, la tesi era un miraggio assolutamente indefinito, la laurea era un sogno. In questi – troppi – mesi, ho imparato molte cose:

  • i relatori sono persone orribili (a meno che tu non abbia la fortuna di trovare quello giusto!);
  • le tesi di laurea sono assolutamente un ammasso di fogli inutili che nessuno leggerà mai;
  • bisogna evitare di grattarsela per un tempo eccessivamente illimitato perché sennò ti ritrovi a pagare tasse inutilmente;
  • nonostante tu ti stia laureando/ti sia laureato da 10 minuti, ci sarà sempre qualcuno pronto a romperti i coglioni per chiederti: ma adesso cosa farai?

Ricapitolando

Ma andiamo per ordine. Dopo aver trovato l’amore della mia vita nella signora Beghelli, ho impiegato si e no due mesi per finire tutta la tesi. Tra uno stalkeraggio via mail e uno di presenza, sono riuscita a metterle abbastanza pressione e a farle capire che io dovevo uscire dall’università al più presto. Non so se per il mio atteggiamento intimidatorio o se perché durante la correzione della mia tesi la cara relatora si addormentava, fatto sta che alla fine, dopo averle portato 60 pagine che sono diventate 6 capitoli (magie della signora, non chiedetemi!) mi ha detto ‘fai l’introduzione, l’indice, la bibliografia e la sitografia, delle conclusioni non c’è bisogno’. Inutile dire che i miei occhi sono diventati due stelline che emanavano cuoricini.

L’ansia burocratica

L’ultima volta che  sono andata a farle visita, però, la signora Beghelli mi ha riportato bruscamente alla realtà dicendomi: “devi consegnare tutto, dico TUTTO entro il 25 gennaio!” (NB: era un giorno imprecisato di gennaio, tipo una settimana prima). Io, povera inutile donnina che in anni e anni di università non c’ha mai capito un cazzo di cose burocratiche e palle varie, mi sono ritrovata un pochino in preda all’ansia. Dopo aver fatto su e giù per la mia facoltà in cerca di questo o quel docente, ho finalmente capito cosa era il TUTTO:

  1. la domanda di laurea, (ma quella l’avevo già preventivata);
  2. un foglio con uno strano nome (un foglio firmato dal relatore e dal presidente di corso che andava allegato al cd in cui dovevo mettere la tesi);
  3. il simpatico cd, per l’appunto! Firmato (?) dalla relatrice!;
  4. quattro copie della mia tesi scritta, firmate e controfirmate.

Io in tutto questo dovevo ancora finire di scrivere tutto, rileggere le mie minchiate (SPOILER: non l’ho fatto, e infatti dopo che ho stampato, alla terza pagina ho trovato il primo errore, YAY! Imparate dai miei errori, cari bambini, imparate). Inizia così nei giorni successivi la mia avventura che coinvolge: copisterie, segreterie, file chilometriche, caccia al presidente del corso di laurea (una professoressa che non avevo mai nemmeno sentito nominare!), cd da riempire e incontri vari ed eventuali con colleghi che non vedevo da tipo anni che m’hanno fatto capire di non essere sola in questo triste mondo, ma che mi hanno anche fatto capire che la mia tesi è piuttosto ridicola (*autoconvincimento mode/on* dettagli! E poi non è vero, insomma… ho lavorato così tanto! E poi, chi se la deve leggere!? *autoconvincimento mode/off*). Ma di tutto questo ne parliamo la prossima volta!