Qualche tempo fa abbiamo pubblicato una delle nostre solite immagini idiote su Facebook, la quale descrive la vera vita di noi fuori sede e di come veniamo visti da varie categorie di persone (vedi sopra o guardala direttamente su Facebook). Quando pubblicai questa immagine ero così preso dall’ilarità della cosa che non avevo riflettuto sul suo vero senso, delle verità distorte che descrive.

Per questo motivo mi piacerebbe commentarle insieme a te e dimostrare alle persone che “ci vedono” in un certo modo che realmente viviamo una vita mooolto differente. Da dove partiamo?

Come ci vedono i genitori

Uniforme da college

Ogni tanto, quando torno a casa per le vacanze, sento parlare  mia madre con qualche amica al telefono, mentre contenta le dice che sono finalmente tornato. Ovviamente il discorso prende poi la piega de “Come si trova a vivere fuori?” e mia madre, piena di orgoglio (!), comincia a raccontare le mie prodezze universitarie, le mie conquiste casalinghe, descrivendo la mia vita come se fosse tutta rose e fiori. 

Ora, dico, se abbiamo creato StudentiFuori.it un motivo ci sarà…. non so se le mamme ci leggono o no(mamme! se ci siete lasciate un commento!), ma le disavventure che capitano ai fuori sede sono così scomode che spesso e volentieri ai genitori si dice poco o nulla di come in realtà si vive questa esperienza. Loro ti vedono davvero come i tipi dei college americani: divisa stirata, momenti di studio saltuari, capelli patinati, tanti amici e nessun problema. E’ davvero così?

Come ci vedono gli amici

Party universitario

“Wow, vivi da solo, esci ogni sera, sei sempre in vacanza, ti ubriachi ogni notte, fai quel che cazz vuoi”. Beh sì, più o meno… ma non è sempre così. Ricordiamoci che oltre a studiare e divertirmi, devo anche lavare, stirare, cucinare, pulire, fare la spesa, portar fuori la spazzatura e chi più ne ha più ne metta. Vivere lontani da casa non è affatto una vacanza ed è bene che qualcuno glielo faccia capire!!!

Come ci vede la società

Studenti in protesta

A qualcuno stiamo abbastanza sulle palle perché veniamo visti come quelli che “si lamentano”, che “non fanno un cazz” (questa cosa la dicono in troppi, eh?), che “si fanno mantenere e non hanno un obiettivo di vita se non quello di cazzeggiare”. Io lo ammetto, per cazzeggiare si cazzeggia (e guai se così non fosse) ma di certo non siamo ne felici di farci mantenere dai nostri genitori, ne di studiare per un lavoro che non arriverà mai. Ne abbiamo già parlato tanto in altri articoli, noi fuori sede ci facciamo un bel sederino sia a livello studio che a livello lavoro, e sfido chiunque a dimostrare il contrario. Se ci lamentiamo di qualcosa è perché abbiamo motivo di farlo.

P.S. I signori si ricordino anche che molte città hanno un’economia che gira proprio intorno all’università e ai fuori sede che vivono lì. Senza di noi non so che fine avrebbero fatto.

Come ci vediamo noi

Libertà

In effetti questa c’entra poco ma anche noi, prima di partire, avevamo delle aspettative, dei sogni e delle speranze. Eravamo convinti che i nostri amici (vedi sopra) avessero ragione, che sarebbe stata facile e saremmo stati liberi. Un po’ ancora ci crediamo: non sottostare più ad orari fissi, vedere sempre posti nuovi, conoscere culture e tradizioni differenti, avere mille responsabilità, ci fa capire che abbiamo fatto la scelta giusta per noi e per il nostro futuro, che siamo più liberi di costruircelo come vogliamo.

Come siamo realmente

Qui lascio la parola a te. Come vivi realmente la tua avventura da studente/studentessa fuori sede? Ti ritrovi nei modi di vedere che ho citato nell’articolo? C’è qualcosa che vorresti dire a quella categoria di persone che ci classifica come “mantenuti e fancazzisti”? Completa tu l’articolo aggiungendo la tua esperienza!